30% diocesano dopo il concorso

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Domanda


A partire dall’a.s. 2005/2006, nell’assegnazione del 30% diocesano, a quale specifica normativa gli Ordinari diocesani faranno riferimento? Altrimenti detto: chi ha partecipato al concorso e non è rientrato però nel 70% avrà sempre e comunque precedenza nell’assegnazione delle cattedre rientranti nel 30% rispetto a chi non ha potuto parteciparvi per mancanza di uno o più requisiti (es. mancanza dei 4 anni continuativi)? In concreto, esistono casi di insegnanti che non hanno potuto partecipare al concorso (per mancanza di uno o più requisiti), ma che nella graduatoria diocesana vantano però un punteggio più alto rispetto a chi ha partecipato al concorso ma che non è rientrato nella quota del 70%. A chi la precedenza? Quali i criteri da seguire in tali casi? Si continuerà a fare riferimento alla già esistente graduatoria diocesana e quindi attribuendo, circa il 30%, la precedenza a chi ha il punteggio più alto anche qualora non abbia potuto partecipare al concorso? Colgo l’occasione per porgere distinti saluti. Una insegnante di religione cattolica.

Risposta


Il comma 10 dell’articolo numero 3 della Legge 186/03 recita testualmente: “Per tutti i posti non coperti da insegnanti con contratto di lavoro a tempo indeterminato, si provvede mediante contratti di lavoro a tempo determinato stipulati dai dirigenti scolastici, su indicazione del dirigente regionale, d’intesa con l’ordinario diocesano competente per territorio.”
Questo significa che i posti vacanti e disponibili eccedenti il 70%, cioè il 30%, verranno occupati da insegnanti proposti dall’Ordinario diocesano competenti per territorio; quindi nulla di innovato rispetto al presente.
In conclusione: saranno gli Ordinari diocesani competenti per territorio a far proposte di nomine e spetterà quindi a quest’ultimi individuare i criteri più idonei.