7 febbraio - L'eccidio di PORZUS. Un volto importante della Resistenza.
Oggi 7 febbraio ricordiamo Francesco DE GREGORI e Guidalberto PASOLINI, partigiani della brigata Osoppo uccisi, insieme ai loro diciotto compagni, da un centinaio di partigiani comunisti appartenenti alla BRIGATA GARIBALDI a PORZÛS nel 1945.Nell’agosto del 1945 Pier Paolo Pasolini, il cui fratello cadde nell’ eccidio, così ricordò quel crimine: "essendo stato richiesto a questi giovani, veramente eroici, di militare nelle file garibaldino-slave, essi si sono rifiutati dicendo di voler combattere per l’Italia e la libertà; non per Tito e il comunismo. Così sono stati ammazzati tutti, barbaramente."
Questa potrebbe essere un’ epigrafe ideale per ricordare il loro sacrificio, che aspetta ancora di essere riconosciuto come parte del patrimonio della nazione.
Sull'eccidio di Porzus è ancora in atto una volontà censoria tesa a non fare emergere il suo legame con il progetto di annessione del Friuli da parte di Tito con l'appoggio esplicito del PCI e di Togliatti (Vedi intervento di Elena Aga Rossi, docente all’Università dell’Aquila, una delle più accreditate studiose di quel drammatico periodo storico.
D. Il maresciallo Tito fin dove voleva spingersi?
R. «Fino al Tagliamento. Sembra che fosse questo il suo obiettivo. All’inizio era totalmente appoggiato da Stalin, ma poi quest’ultimo si rese conto che l’opposizione degli occidentali a una tale decurtazione del territorio italiano era troppo forte».
D. I comunisti italiani, e in particolare quelli friulani, ne erano pienamente consapevoli?
R.«Certamente. Nell’ottobre 1944, nell’illusione di un imminente ritiro dei tedeschi dalla zona, Togliatti aveva diramato un appello con cui invitava gli italiani ad accogliere come fratelli i partigiani di Tito. Partigiani che volevano prendere Trieste ed eliminare tutti i potenziali oppositori a un’estensione territoriale della Jugoslavia. A novembre la Garibaldi passò alle dipendenze del IX Corpo sloveno, e tra dicembre e gennaio si assistette a un crescendo di atti di ostilità contro gli italiani, che si possono considerare prodromi all’eccidio di Porzûs».
D. Agli occhi dei garibaldini di che cosa erano colpevoli gli osovani?
R. «Evidentemente di voler mantenere l’italianità del loro territorio e di non accettare la supremazia jugoslava. Bocca è arrivato ad accusare il comandante Bolla di essere stato troppo anticomunista, ma cosa c’era di male nell’essere anticomunista in quel momento? Era un orientamento naturale per chi voleva restare italiano. E, si badi, non tutti i comunisti erano d’accordo. Ma molti di quelli contrari sono stati denunciati ed eliminati»
