21 settembre - ROSARIO ANGELO LIVATINO (Canicattì, 3 ottobre 1952 – Agrigento, 21 settembre 1990) assassinato dalla mafia.

Splendida figura di giudice, Rosario Livatino fu definito da san Giovanni Paolo II «martire della giustizia ed indirettamente della fede». La sua beatificazione è stata celebrata nella cattedrale di San Gerlando ad Agrigento, il 9 maggio 2021.
http://www.santiebeati.it/dettaglio/90069

Rosario Angelo Livatino arriva da Canicattì, che per alcuni equivale un po’ alla “fine del mondo” o, perlomeno, ad un posto imprecisato e geograficamente confuso.
Nasce il 3 ottobre 1952 e viene battezzato il 7 dicembre dello stesso anno, nella chiesa madre della cittadina, dedicata a san Pancrazio, primo vescovo di Taormina e martire.
Si rivela subito eccezionale per intelligenza e applicazione negli studi, che gli consentono, a neppure 23 anni, di laurearsi con lode in giurisprudenza e subito dopo in scienze politiche.

Entra in magistratura, il sogno della sua vita e come sostituto Procuratore al tribunale di Agrigento, si occupa delle più delicate indagini antimafia oltreché di criminalità comune, mettendo le mani nella “tangentopoli siciliana” e inevitabilmente approdando alla mafia agrigentina.

Presta poi servizio presso il Tribunale di Agrigento quale giudice a latere della speciale sezione "misure di prevenzione" e molto probabilmente è proprio questo delicato incarico a decretare la sua fine.
Inflessibile, coerente, assolutamente ininfluenzabile, non aderisce a club od associazioni, non rilascia dichiarazioni e rarissimi sono i suoi interventi pubblici. Tutto concentrato sul suo lavoro, se lo porta anche a casa, per studiare le cause su quella sua scrivania, dove spiccano un crocifisso e un Vangelo, che, da come troveranno evidenziato e con annotazioni a margine, deve essere molto consultato.

«La giustizia è necessaria, ma non sufficiente, e può e deve essere superata dalla legge della carità», scrive ed è facile capire da dove abbia preso spunto, così come non è difficile immaginare da dove abbia attinto che «il sommo atto di giustizia è necessariamente sommo atto di amore se è giustizia vera, e viceversa se è amore autentico».

Per la profonda conoscenza che ha del fenomeno mafioso e la capacità di ricreare trame, di stabilire importanti nessi all’interno della complessa macchina investigativa, gli vengono affidate delle inchieste molto delicate. E lui, infaticabile e determinato, firma sentenze su sentenze: è entrato ormai nel mirino di Cosa Nostra.

Il 21 settembre 1990 mentre sta percorrendo, come fa tutti i giorni, la statale 640 per recarsi al lavoro presso il Tribunale di Agrigento viene raggiunto da un commando di quattro sicari e barbaramente trucidato.
L’Italia scopre nel sacrificio del “giudice ragazzino” l’eroismo di un giovane servitore dello Stato che aveva vissuto tutta la propria vita alla luce del Vangelo.

Conferenze tenute dal giudice
- Il ruolo del giudice nella società che cambia, conferenza tenuta il 7 aprile 1984 presso il Rotary Club di Canicattì. http://www.ildomaniditalia.eu/rosario-livatino-il-ruolo-del-giudice-nella-societa-che-cambia/

- Fede e diritto, conferenza tenuta il 30 aprile 1986 a Canicattì, nel salone delle suore vocazioniste.
http://www.solfano.it/canicatti/fedeediritto.htm

Cinema
- Il giudice ragazzino, regia di Alessandro Di Robilant (1994)
- Testimone a rischio, regia di Pasquale Pozzessere (1996)
- Luce verticale. Rosario Livatino. Il Martirio, regia di Salvatore Presti (2007)

Bibliografia
- Nando Dalla Chiesa, Il giudice ragazzino, Einaudi, Torino 1992;
- Ida Abate, Il piccolo giudice. Profilo di Rosario Livatino, ILA Palma, Palermo 1992 - Armando Siciliano Editore, Messina 1997;
- Angelo La Vecchia, Fiaba vera, Ed. Meta, Canicattì 1997;
- Ida Abate, Rosario Livatino. Eloquenza della morte di un piccolo giudice, Armando Siciliano, Messina 1999;
- Maria Di Lorenzo "Rosario Livatino. Martire della giustizia", Edizioni Paoline, Roma 2000;
- Ida Abate, Il piccolo giudice. Fede e Giustizia in Rosario Livatino, Editrice AVE, Roma 2005.
- Il film "Il giudice ragazzino" (regia di Alessandro Di Robilant), 1993, è stato liberamente tratto dal saggio omonimo di Nando Dalla Chiesa "Il giudice ragazzino";
- Il CD Musicale “Il mio piccolo Giudice” prodotto e arrangiato da Fausto Mesolella con le voci di Maria Luisa Corbo, Peppe Servillo, Salvatore Nocera e del professore Giuseppe Peritore; da un’idea, progetto e produzione esecutiva di Giuseppe Cartella.
- La phonostoria “Qualcosa si è spezzato” su testi di Rosario Livatino; prodotto da Centro Europeo Risorse Umane e Multimedia San Paolo in collaborazione con Caritas Italiana, Ufficio Nazionale per i Problemi sociali ed il Lavoro, e Centro sportivo italiano.
- Rosario Angelo Livatino, Non di pochi, ma di tanti. Riflessioni intorno alla Giustizia, Salvatore Sciascia Editore, Caltanissetta 2012 - pagg. 112, 10 Euro).
Il libro contiene le relazioni "Il ruolo del Giudice in una società che cambia" del 7 aprile 1984 e "Fede e diritto" del 30 aprile 1986 nonché una testimonianza profetica del giudice Paolo Borsellino del 1991 assieme a quella dei giudici Salvatore Cardinale e Giovanbattista Tona nonché di don Giuseppe Livatino, postulatore della causa di canonizzazione del servo di Dio Rosario Livatino, ed una breve scheda delle associazioni TECNOPOLIS, Amici del Giudice Rosario Angelo Livatino e della Fondazione Progetto Legalità onlus in memoria di Paolo Borsellino e di tutte le altre vittime della mafia.