Un insegnamento perenne

Iniziamo questa sezione, con il contributo di Jacopo Rossi, per suggerire la ripresa dell'insegnamento che ha segnato la storia della Chiesa in modo indelebile
Autore:
Jacopo Rossi
Fonte:
CulturaCattolica.it ©
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Le encicliche e i documenti che Leone XIII ha scritto durante il corso del suo pontificato rappresentano per la Chiesa un ricco e fondamentale patrimonio pastorale, culturale, sociale e politico che fanno di Papa Pecci il fondatore della Dottrina sociale moderna.
La lucidità del Romano Pontefice nell’affrontare le principali questioni del XIX secolo d.C. che incombevano sulla comunità cristiana fu talmente profonda e significativa che riuscì, oltre a fornire le necessarie risposte, anche a proiettarsi fino alle conseguenze ultime di certe teorie, azioni e personalità nefaste le quali stanno raggiungendo il loro acme proprio in questi travagliati anni recenti.
Leone XIII fu veramente profeta, come ben lo dimostra la storia della preghiera che dedicò a San Michele Arcangelo, anche perché conosceva in modo netto quali erano/sono i nemici della Chiesa di Cristo, metafisici e non, e i loro meccanismi.
Nella fase storica in cui gli Stati europei stavano estromettendo la Chiesa dalla sfera pubblica, dal matrimonio, dall’educazione dei giovani e da ogni altro ambito della società civile (cosa che si è realizzata ai giorni nostri), il progetto e il metodo del Pontefice non furono finalizzati ad inseguire un mondo proiettato nel proprio vano e disperato allontanamento dall’incontro con Gesù Cristo, che di esso è Redentore, ma vollero presentare ai Cristiani l’unica e vera novità politica, filosofica e culturale fondamentale: ricollocare Dio al centro della società umana.
Studiare le encicliche di Papa Leone XIII, dunque, non permette solo di avere la visione completa dei fenomeni negativi che oggi dilagano nelle società occidentali (cosa utilissima!) ma significa anche acquisire il vero approccio cattolico, che di loro ne è antidoto e soluzione.