Szabò, Magda - Abigail

Ancora
Autore:
Mocchetti, Giovanni
Fonte:
CulturaCattolica.it
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“…la ragazzina capì solo più tardi che coloro che stavano andando oltre frontiera, quando le collegiali comparvero loro davanti, pensarono tutti ai propri figli o alla famiglia, al loro palmo di terra , al loro giardino, al grande ordine della natura, che in autunno portava il raccolto e alle cui leggi gli uomini obbediscono dalla notte dei tempi, e che lo avrebbero fatto anche allora, se il treno non li avesse portati ad uccidere e a morire…” : così l’adolescente Georgina pensa, nell’attimo in cui vede con le sue compagne del collegio scorrere sulle rotaie la tradotta che porta i soldati al fronte. Ma non è l’amore per la patria o la resistenza antinazista il contenuto fondamentale di questo straordinario romanzo ( dopo quelli già recensiti: “La porta”, “La ballata di Iza”) anche se si tratta di due nodi narrativi importanti in tutto il testo. Il vero tema del libro è il risveglio della giovinezza, che si lancia nell’avventura della vita in circostanze così drammatiche da cui lo spirito potrebbe esserne soffocato – un collegio calvinista ferocemente bigotto, una patria il cui potere è connivente con il nazismo – ma che sconfigge la menzogna, scopre una sorprendente appartenenza, segue dei maestri e diventa grande. La protagonista, Georgina, fa di una statua del giardino del collegio – Abigail – il luogo della speranza, dei sogni e il simbolo della lotta della libertà contro il male oscuro di una nazione, come quella magiara, infettata dal totalitarismo; ma c’è un popolo clandestino che organizza una Resistenza capace d’investire e forgiare delle coscienze. In Georgina ci sono tutte le emozioni, i desideri, le speranze, gli ideali di una ragazza che deve passare il guado, che dovrà condurla verso un nuovo io, che le permetterà di fare esperienza da protagonista dentro il reale: la giovane riuscirà in quest’impresa, perché incontrerà degli adulti che l’accompagneranno dentro il faticoso percorso della crescita. Si capisce perché questo romanzo, scritto nel 1970, sia stato adottato in tutte le scuole superiori ungheresi e scelto tra i tre libri più amati dal popolo di questa nazione. La scrittrice è morta nel dicembre del 2007, a novant’anni.