Nagle, Vincent - Fazzini, Lorenzo, Nella terra di Dio

Vincent Nagle missionario a Gerusalemme
Lindau, € 14,50
Autore:
Locati, Paola
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Difficilissima da contenere in un libro la vicenda umana di Vincent Nagle, prete americano della Fraternità sacerdotale dei missionari di san Carlo Borromeo, ma insieme al giornalista Lorenzo Fazzini ci sono, quasi, riusciti.
Il libro è molto ricco: si trova il racconto autobiografico della vita rocambolesca di don Vincent, dalla sua infanzia al cuore del movimento hippies fino all'entrata in seminario a Roma (ma in mezzo c'è tantissimo da scoprire...). Si trova poi la descrizione della Terra Santa, dove i due viaggiano, raccontando la vita che scorre loro intorno, e, inoltre, degli "Spunti di riflessione" di don Vincent. Molta carne al fuoco, ma il tutto ha una sua armonia.
Alla fine della lettura si acquista una consapevolezza più profonda, perché più reale, della "situazione" in Terra Santa. Don Vincent è testimone entusiasta del viaggio di Benedetto XVI nel 2009: "Durante la messa nella piazza della Natività si sentiva un'aria di gioia, qualcosa di più profondo dell'allegria. La gioia è qualcosa di inaspettato: altri sentimenti - come la paura - si possono manipolare, ma è molto difficile far scaturire nelle persone la gioia. Essa esiste quando la persona riconosce il fatto che riceve la vita, anzi che riceve qualcosa di più per la sua vita.[...] quando uno è nella gioia non può lasciarsi dominare dalla paura, è capace di guardare avanti e di fare un passo che prima non poteva nemmeno pensare di compiere. Penso che sia questo il cammino che spetta a noi cristiani in questa terra. E la gente in piazza quel giorno a Betlemme l'ha capito. Hanno riconosciuto il Mistero fatto carne, cioè la fede cristiana" (p. 147).
Sono moltissimi gli "Spunti di riflessione" degni di nota, mai scontati, pieni di una umanità genuina e toccata dalla Salvezza. Mi trattengo e ne riporto solo uno: "Cristo non viene anzitutto come un legislatore. [...] Quello che abbiamo bisogno [...] non sono gli esempi e le parole che Gesù ci ha offerto. Quello di cui abbiamo bisogno è Lui, la sua vita, Egli stesso. È quanto san Paolo cerca di far capire ai discepoli che hanno iniziato a fissarsi sulla legge [...] Parecchi di noi si sentono in qualche maniera colpevoli di "rendere vana" la grazia di Dio [...] siamo così eccitati dall'idea di aver trovato la verità che concentriamo tutte le nostre energie nell'applicare la vera legge di Dio. Non ci "scaldiamo" forse per aver ricevuto le vere risposte al punto da impegnare tutto il nostro cuore nel metterle in pratica? Non ci dimentichiamo di chiedere Lui, Lui stesso? Quel che occupa il centro è ciò che noi, e gli altri, stiamo facendo, non quel che Lui sta facendo, in particolare offrendoci la salvezza, donandoci se stesso. Paolo vuole salvarci dall'essere preoccupati di noi stessi e vuole fare in modo che noi siamo occupati da Cristo" (pp. 159-160).