Cleave, Chris - I coraggiosi saranno perdonati

Neri Pozza 2018, € 14,00
“...gli unici bambini in età scolare ancora in città erano quelli francamente meno allettanti: gli storpi e gli strani disabili, di cui la gente di campagna non voleva sapere. E i negri, ovvio: ne avevano sfollati pochissimi e anche quei pochi cominciavano a tornare indietro…” (p. 31).
Autore:
Mocchetti, Giovanni
Curatore:
Leonardi, Enrico
Fonte:
CulturaCattolica.it
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“...gli unici bambini in età scolare ancora in città erano quelli francamente meno allettanti: gli storpi e gli strani disabili, di cui la gente di campagna non voleva sapere. E i negri, ovvio: ne avevano sfollati pochissimi e anche quei pochi cominciavano a tornare indietro…” (p. 31).
Settembre 1939 - Giugno 1942: inizio e fine dei bombardamenti quotidiani subiti da Londra dai nazisti. Distruzione dei corpi, dei quartieri della città, terrore, fame, sete, annientamento progressivo della normalità del vivere di ogni giorno, delle sue abitudini, paura e smarrimento nei volti delle persone sugli autobus, fughe precipitose nei sotterranei, mentre le bombe trasformano in pochi mesi la città in cumuli di macerie dalle quali si estraggono i resti insanguinati di persone. Apatia e scoramento che invadono gli animi dei londinesi. Si cerca di salvare i bambini evacuandoli in campagna. L’aristocratica e giovane Mary, mossa da slancio ideale, si mette al servizio della patria tragicamente ferita: piena di entusiasmo, assume la responsabilità dei bambini rifiutati dalla gente di campagna, cioè insegna a leggere e a scrivere ai bambini di colore e agli handicappati, in particolare a Zachary, un ragazzino nero, figlio di un musicista. Libera da ogni forma di pregiudizio, Mary scandalizza la classe sociale di provenienza portando al Ritz Zachary e altri due bambini per sfamarli. La ragazza vive tutti gli orrori della guerra con l’amica Hilda, con il direttore della scuola Tom e con Alistair, giovane restauratore d’arte che parte come volontario nell’esercito. Quando il conflitto diventa più feroce e comincia a rendere disperati e cupi gli animi, Mary e Hilda si rendono disponibili come crocerossine e toccano con mano il sangue, la sporcizia, la solitudine disperata dei sopravvissuti nei caseggiati fatti a pezzi. Inizia per ambedue un cambiamento di sguardo sulla realtà, abituate com’erano all’agio: scoprono l’ipocrisia dei salotti che hanno sempre frequentato, si sgretola e scatta la ribellione verso il tipo di società in cui sono nate. Ambedue, durante un bombardamento, vengono ferite. Cosa succederà? L’isola di Malta è assediata da 18 mesi dalle forze dell’Asse, gli ufficiali e i soldati sono allo stremo: Alistair, affamato, guarda ogni sera il barattolo di marmellata di more che l’amico Tom gli ha dato prima di partire: perché non lo apre? Alistair è ferito ad un braccio e pazientemente cerca di restaurare un piccolo quadro che rappresenta una Madonna caravaggesca: perché?
Passano i mesi , il ragazzino di colore Zachary è cresciuto, vive nel seminterrato della scuola con alcuni bambini e il discepolo recalcitrante diventa maestro nei confronti di una Mary disfatta interiormente dal dolore provocato dalla guerra.
Che cosa fa per impedirle di precipitare nel pozzo del totale annientamento di sé?
Bellissimo e avvincente romanzo in cui lo scrittore è riuscito ad amalgamare narrativamente il dramma della Storia, l’analisi del carattere dei protagonisti, il panico e l’angoscia derivante dalla lotta quotidiana per la sopravvivenza di un popolo; poi, la descrizione di amori imprevisti che lacerano con la loro positività la cupezza di un’epoca, e infine, l’idealità della giovinezza che, senza troppi schemi mentali, si butta con impeto nella Storia per difendere la
propria gente dalla barbarie violenta distruttiva non solo delle persone, ma di un’intera cultura, una tradizione, in nome di un’ideologia nichilista e farneticante. Con l’arrivo delle truppe USA , la città trova finalmente pace. Mary e Alistair si ritrovano segnati da profonde ferite fisiche e morali: “...forse la vera impresa per chi si amava era tenersi lontano dai teatri e dalle stazioni ferroviarie, dai barattoli di marmellata e dalle cornici dei quadri, da tutti i bellicosi oggetti quotidiani che cercavano di sconfiggerli attraverso il tempo. Persino sperare nell’amore era una trappola, una follia solo immaginare qualcosa di più definito perché il cuore, dopotutto, non dichiarava vittoria… lo shock improvviso e accecante del sole era qualcosa d’immaginabile, pensò Mary, una vita. Una tessera sfuggita dallo schema. Aria che si poteva ancora respirare, se chi era perdonato fosse stato coraggioso….” (p.451)