Botti, David - In guerra per i principi non negoziabili

Un amico del sito mi propone questa utile recensione di un testo di David Botti. Lo pubblico volentieri, perché credo che tra i vari siti cattolici, che hanno a cuore il bene della Chiesa, sia meglio fare «rete» piuttosto che pensarsi come «primedonne»!
Autore:
Parenti, Stefano
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Negli anni in cui internet muoveva i primi passi in Italia, quando si sperava che la pagina “in buffering” contenesse poche immagini per non rallentare una connessione a soli 33k, la presenza dei cattolici online veniva garantita dal newsgroup “it.cultura.cattolica”. Armati di Catechismo e di buona volontà i primi pionieri dell’etere rispondevano alle domande dei curiosi e dei contestatori di allora grazie ad una piattaforma amministrata da David Botti. Laico e bolognese, con trascorsi a Milano, Botti ha intuito da subito l’importanza di una presenza che diffondesse l’Annuncio anche nel virtuale, quando ancora molti ne sembravano scettici.

Con la progressiva espansione di Internet, lo strutturarsi del sito del Vaticano e di tante altre iniziative, David Botti lancia TotusTuus.it, il più importante network cattolico italiano. Basta qualche click per accedere ad una biblioteca di libri preziosi ed introvabili, tutti forniti gratuitamente. Tra i siti afferenti al network, da qualche anno opera FattiSentire.org, sempre diretto dal buon David, che ha come obiettivo la sensibilizzazione. Celebri sono le “e-campagne” lanciate per informare e formare sui pericoli della fecondazione artificiale e sui “Di.Co”, la versione antesignana delle attuali “unioni civili” tra persone dello stesso sesso. Il gruppo che anima l’informazione di FattiSentire.org è costituito da una dozzina di volontari, le cui competenze formative spaziano dalla scuola al diritto, dalla filosofia alla biologia. Ma il punto di riferimento è la politica.

Lo si coglie benissimo nel libro “In guerra per i principi non negoziabili” in cui David Botti raccoglie gli articoli principali degli ultimi due anni. L’intenzione è di aiutare il percorso dei laici nella vita pubblica dell’Italia e dell’Emilia Romagna in particolare, da quando – dal celebre Family Day del 2016 – si è creata una vera e propria spaccatura nel mondo cattolico. Si parte, dunque, da quelle “prime avvisaglie” di Piazza San Giovanni Apostoli, quando i milioni di aderenti del primo Family Day – era il 2007 - scendono drasticamente di numero; si prosegue con le numerosissime iniziative di stampo omosessualista promosse in Emilia Romagna, un vero e proprio “gender diktat” (cyberbullismo, gay pride di Bologna, gender bender, “nozze gay”, gender a scuola); per giungere ad una vera e propria verifica dell’operato dei cattolici in politica (molto utili e tuttora interessanti le raccolte di tutti i voti dei parlamentari cattolici, con tantissime sorprese in merito a divorzio breve, “buona” scuola, ius culturae, unioni civili ed eutanasia). Insomma, un libro di memoria storica e di importanza attuale: uno strumento prezioso per orientarsi nel panorama non certo semplice della politica nazionale, reso ancora più complesso dal patto Lega-Movimento 5 stelle anch’esso messo sotto analisi.

Ma oltre a questi temi di carattere generale, mi è stato molto utile riprendere anche avvenimenti più particolari, come la celebre processione di “riparazione” svoltasi a Reggio Emilia nel 2017. I lettori ricorderanno la scelta coraggiosa di Monsignor Camisasca di presenziare alla veglia contro l’omofobia dell’anno scorso. In quell’ambito quasi tutti i commentatori di area tradizionale hanno gridato allo scandalo: il Vescovo va dai progressisti e snobba, invece, la parte che si rifà all’ortodossia. Ma rileggendo i fatti del 2017 si scopre che i tradizionalisti della marcia di “riparazione” contro il gay pride, promotori l’anno successivo di una analoga proposta contro la veglia a cui ha partecipato il Vescovo, sono tutt’altro che ortodossi: “puri in cerca di visibilità”, che non hanno esitato a scagliarsi pubblicamente non solo contro il Vescovo (ed altri Vescovi tutt’altro che progressisti, come Luigi Negri e i compianti Carlo Caffarra e Giacomo Biffi), ma persino contro il Papa! Prese di posizione e modalità che vanno ricordate, per giudicare con realismo gli avvenimenti più recenti.

Conclude il libro una parte discretamente ampia di saggistica, dedicata soprattutto alla scuola. David Botti si dimostra un profondo conoscitore dell’educazione, a cui dedica diversi studi interessanti: sul gesuita Mario Barbera, su Mario Casotti dell’Università Cattolica, sugli esempi negativi di Bogda Suchodolski, autore di un marxismo educativo, e di John Dewey. Tanto materiale, utile per chi non vuole dimenticare e, soprattutto, per chi vuole capire sino in fondo il legame inscindibile tra vita cristiana e testimonianza culturale. Perché ci si può armare in difesa dei principi non negoziabili, come dice il titolo del volume, senza arroccarsi nel tradizionalismo.