Anatrella, Tony - La teoria del “gender” e l’origine dell’omosessualità

Ed. San Paolo
Fonte:
CulturaCattolica.it
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«E’ facile por fine a qualsiasi cosa, da principio; non altrettanto dopo»
(Baltasar Gracián)

Non è un modo di dire, è esperienza di tutti. Chiedetelo ai fumatori, se è vero l’aforisma di Gracián!
Ma succede a casa con i figli, a scuola con gli alunni; anche nella vita personale. Soddisfi un desiderio e vuoi di più, sempre di più.
Lo politica dei “piccoli passi” porta al traguardo. Non c’è problema se il traguardo è “buono”; il problema c’è e si fa serio se il traguardo è... un precipizio e se siamo guidati da (finti) ciechi. Penso al meraviglioso dipinto La parabola dei ciechi di Bruegel. Non serve spiegarlo: parla da sé.
E non mi si dica che “il bene è relativo” e balle simili! Sentite quale traguardo (?) è stato raggiunto in giro per il mondo. Fa inorridire la ragione.
Il Quebec ha soppresso, nel proprio codice civile, le categorie di “padre” e “madre”, che sono diventati “fornitori di materiale genetico”. In Spagna la legge parla di “progenitore 1 e progenitore 2”, eliminando così ogni riferimento al sesso dei genitori. L’Argentina, che nel 2010 ha approvato il matrimonio tra genitori dello stesso sesso, nel proprio codice civile ha sostituito la formula “marito e moglie” con il termine “contraenti”. In molti Paesi la “genitorialità” coinvolge tutti gli adulti di riferimento che si succedono nell’esistenza di un bambino che sia figlio di genitori separati e non si parla di “famiglia” ma di “famiglie” (biologica, monoparentale, adottiva, nucleare, allargata, omogenitoriale...).
Sono solo alcuni esempi dei “traguardi” raggiunti, ma la neolingua alla quale vogliono abituarci non è neutra né innocua: è leva che scardina le fondamenta del vivere civile.
Passo dopo passo, come ha ricordato Tony Anatrella nel saggio La teoria del “gender” e l’origine dell’omosessualità, «la procreazione è stata dissociata dalla sessualità (contraccezione e aborto), la coniugalità è stata dissociata dal matrimonio (convivenza), la genitorialità è stata dissociata dalla coniugalità (divorzio), la fecondità è stata dissociata dall’atto sessuale (procreazione medicalmente assistita) e ora la procreazione dovrebbe essere dissociata dall’atto sessuale (donazione dei gameti) prima di concepire la gestazione dissociata dalla maternità (madri surrogate) e presto la gestazione al di fuori dell’utero materno (utero artificiale). Nel contesto attuale la procreazione viene dissociata dall’identità sessuale (omosessualità)... Si tratta di situazioni tutte generate dall’individualismo, dal soggettivismo e dal relativismo etico attuali, che lasciano credere che tutto sia possibile».
Di fronte alla deriva mediatica e ideologica cui stiamo assistendo e che pare non avere altro orizzonte se non una visione istintiva ed emotiva del “godimento dell’istante” sarà bene dare retta a Gracián. In realtà basterebbe dare retta al buon senso, ma il buon senso, oggi, è... politically scorrect.
P.S.: La puntigliosa è convinta che i (finti) ciechi nominati sopra sanno bene dove, un passetto dietro l’altro, vogliono portare gli allocchi che gli van dietro, altrimenti, che scriverebbe a fare!? (E che poi non si dica «non pensavo... Non sapevo...»)