Mostre dicembre 2019

Autore:
Roda, Anna
Fonte:
CulturaCattolica.it
Vai a "Mostre"

Le nostre proposte di dicembre ci portano come prima tappa al Forte di Bard (Ao).
Mountains by Magnum Photographers: la montagna vista, vissuta e fotografata dai fotografi della celebre Agenzia Magnum Photos fondata nel 1947 da Henri Cartier Bresson, Robert Capa, David Seymour e George Rodger, icone della fotografia internazionale. Si tratta di un viaggio nel tempo e nello spazio, un percorso cronologico che raccoglie oltre 130 immagini esposte in una prospettiva di sviluppo storico della rappresentazione dell’ambiente montano, declinata in base ai diversi temi affrontati da ciascun autore. Dai pionieri della fotografia di montagna, come Werner Bischof – alpinista lui stesso – a Robert Capa, George Rodger, passando per Inge Morath, Herbert List per arrivare ai nostri giorni con Ferdinando Scianna, Martin Parr, Steve McCurry.

Spostiamoci ora a Torino, presso il prestigioso Museo Egizio per la mostra Archeologia invisibile.
Lo scopo dell’allestimento è illustrare principi, strumenti, esempi e risultati della meticolosa opera di ricomposizione di informazioni, dati e nozioni resa oggi possibile dall’applicazione delle scienze alla propria disciplina e, in particolare, allo studio dei reperti. Cos’è in grado di raccontare un oggetto di sé? I nostri sensi ce ne restituiscono informazioni base come l’aspetto, la dimensione, la forma, il colore, finanche le tracce che l’uomo, la natura o il tempo vi hanno impresso. Eppure, tutto ciò non è evidentemente sufficiente a disvelare l’intera storia e il ciclo di vita. L’archeometria – insieme delle tecniche adottate per studiare i materiali, i metodi di produzione e la storia conservativa dei reperti – rende possibile interrogare gli oggetti: grazie alla crescente interazione con le competenze della chimica, della fisica o della radiologia, il patrimonio materiale della collezione del Museo Egizio rivela di sé elementi e notizie altrimenti inaccessibili.

Le nostre proposte ci portano ora a Milano, presso la Galleria Previtali per una mostra monografica dedicata al pittore Silvio Livio Rossi (1906 – 2005) dal titolo La soglia inquieta della rappresentazione. La mostra antologica muove dal sentimento di riconoscenza di un figlio verso il padre, un desiderio di rendere presente l’universo degli affetti legati a un profilo umano essenzialmente costitutivo della propria esistenza. Viene presentato un trasporto emotivo che azzera le distanze e accomuna destini differenti ispirati a un’ideale comune di bellezza. La pittura illumina scene familiari dove la passione diventa “cifra” oggettiva di una condizione d’esistenza improntata alla rappresentazione della realtà. Dalla famiglia la coscienza del pittore sfocia nelle inquietudini sociali, restituendo, in questa naturale propensione, sovrasensi indeterminati che arricchiscono la letteratura dei destini storici contemporanei. Una fiducia nel prossimo, dunque, attestata da colori intensi, sfumati da ottimistiche estensioni umorali, che allontanano l’alterità percepita come verità del sacro, aperta dall’ispirazione trascendente.

Arriviamo ora a Varese, presso i Musei Civici di Villa Mirabello per la rassegna Renato Guttuso a Varese, mostra che celebra il maestro (1911-1987) di Bagheria, uno dei più interessanti artisti e intellettuali del Novecento italiano. Venticinque dipinti saranno per la prima volta presentati a Varese nelle sale della villa settecentesca che domina i Giardini Estensi, in un percorso a temi che permetterà di valorizzare le opere che appartengono alla collezione Pellin. Tra queste, il celebre dipinto Spes contra spem, l’opera simbolo di Guttuso, che rappresenta il valore assoluto della memoria per l’artista e la sua eredità spirituale. Uno degli ultimi capolavori che il Maestro considerava una sorta di testamento. Le opere, organizzate in nove sezioni, vanno dalla Natura morta. Barattoli del 1966, passando per l’autoritratto (L’Atelier) del 1975, per arrivare a Il sonno della ragione genera mostri del 1980, dipinto in occasione della strage di Bologna. La mostra si chiude con l’opera simbolo di Guttuso: quella Spes contra spem del 1982, vero e proprio manifesto e summa della poetica dell’artista, nella quale si scorge tutta l’importanza dell’esperienza varesina. Un’opera in cui si evince l’influenza delle atmosfere del territorio della città di Varese, dove venne dipinta, e dove Guttuso ebbe modo di frequentare, tra gli altri, intellettuali come Guido Piovene, Dante Isella, Piero Chiara, Angelo Frattini, Vittorio Tavernari. Guttuso infatti frequentò per trent’anni, a partire dal 1953, lo studio di Velate a Varese: il territorio fu fonte d’ispirazione e di creazione di opere di grande valore come la La Vucciria, che racconta la città di Palermo, ma venne dipinta nella città giardino.

Da Varese a Vigevano (Pv) per una mostra che rientra nelle celebrazioni leonardesche. Questa mostra, attraverso l’esposizione di dieci dipinti, intende mettere la produzione artistica di Vigevano al centro di una complessa trama di riferimenti e scambi culturali che toccano non soltanto Milano ma anche il vicino Piemonte. Le finalità sono molteplici: valorizzare le presenze sul territorio e definire le traiettorie che collegano gli artisti presenti in città con il territorio circostante.
Il catalogo, con saggi e schede di noti docenti e specialisti dell’argomento, partirà dalle presenze sicure di Bramante e Leonardo per studiare e delineare l’ampio raggio di influenze esercitato sugli artisti più disparati, con opere di grande qualità da collezioni pubbliche e private e anche attraverso opere poco note o inedite.

Mantova ricorda un artista che visse nella città nel secolo XVI, Giulio Romano (1499-1546)
Palazzo Te torna a celebrare, a distanza di trent’anni dalla grande monografica del 1989, il genio di Giulio Romano con la mostra Giulio Romano: Arte e Desiderio. La mostra indaga la relazione tra immagini erotiche del mondo classico e invenzioni figurative prodotte nella prima metà del Cinquecento in Italia. Concentrandosi sulla produzione di Giulio Romano, il percorso espositivo evidenzia la capillare diffusione di un vasto repertorio di immagini erotiche nella cultura artistica cinquecentesca e svela le influenze esistenti tra cultura alta e cultura bassa nella produzione di tali immagini. I preziosi oggetti esposti sottolineano il carattere giocoso, inventivo e a tratti sovversivo di queste invenzioni artistiche e dimostrano la flessibilità del soggetto erotico, utilizzato in opere che spaziano dai disegni ai dipinti, dalle sculture alle incisioni, dalle maioliche agli arazzi.
Il tema della mostra, che offre al pubblico la possibilità di indagare un aspetto relativamente poco noto dell’arte del Rinascimento, è strettamente connesso al luogo che la ospita. Soggetti erotici e storie amorose sono infatti ricorrenti nelle sale di Palazzo Te, capolavoro indiscusso della carriera artistica di Giulio Romano.

A Burano (Ve) presso il Museo del merletto, troviamo la mostra Pittura di luce. Burano e i suoi pittori. L’isola più “isola” della laguna veneziana, Burano, nel secolo scorso divenne un incredibile scenario ispiratore per artisti come Gino Rossi, Umberto Moggioli e Pio Semeghini. Di questi pittori, ma non solo, si presentano ora opere in cui natura e scorci paesaggistici assumono una particolare intensità perché la pennellata si dissolve matericamente diventando sinonimo di luce. Una mostra che vuole porre l’attenzione su una produzione che dopo il secondo conflitto mondiale portò Burano e il suo Premio di pittura al centro di un importante e vivace dibattito sull’arte moderna. Tutto ebbe inizio durante il primo decennio del secolo scorso, quando la stessa isola divenne un luogo infinitamente connesso con il movimento d’avanguardia di Ca’ Pesaro. Era l’epoca di Gino Rossi, Arturo Martini, Ugo Valeri, Luigi Scopinich, Umberto Moggioli, Felice Casorati e poi, negli anni successivi, di Pio Semeghini. Cosa rappresentasse per questi artisti Burano è quanto si desidera spiegare con questa rassegna. Un’isola che mai come allora assunse i connotati di luogo idilliaco dove prendeva vita l’estremo desiderio di ritrarre dal vivo, “en plein air”, la natura dando voce allo spirito decadente del suo poetico pensiero. Per questa trasposizione d’accenti trasognati Burano venne imprigionata in questa visione di rifugio spirituale, un paradiso colto nella sua etereità immersa in una “bolla di luce” finalizzata a ribadirne un’inconsapevole bellezza. Una labile visione, profonda e intimamente riflessiva.

Il Museo della Cattedrale di Piacenza propone la mostra Ludovico Carracci a Piacenza. L’arte della controriforma. Punto focale la tela di San Martino, dipinta da Ludovico Carracci nel 1614, in cui si raffigura San Martino nell’atto di donare metà del suo mantello ad un mendicante seminudo. Un tempo pala d’altare dell’omonima cappella, era collocata nell’absidiola a sinistra del presbiterio. Fu poi posizionata in controfacciata. In occasione dell’evento il dipinto viene esposto presso il salone polifunzionale della Cattedrale, dove sarà presente anche una selezione di documenti della committenza, elementi fondamentali per la datazione e l’attribuzione delle opere, ma nel contempo ci sarà anche la possibilità, con nuovi affacci in quota, di ammirare gli affreschi del presbiterio da punti di vista inediti.

Steve McCurry è certamente uno dei fotografi più amati dal grande pubblico. A Modena una mostra di 70 immagini dal titolo Steve McCurry. Leggere. I contesti delle immagini sono i più vari e spaziano dai luoghi di preghiera in Turchia, alle strade dei mercati in Italia, dai rumori dell’India ai silenzi dell’Asia orientale, dall’Afghanistan a Cuba, dall’Africa agli Stati Uniti. Sono immagini che documentano momenti di quiete durante i quali le persone si immergono nei libri, nei giornali, nelle riviste. Giovani o anziani, ricchi o poveri, religiosi o laici: per chiunque e dovunque c’è un momento per la lettura. In una sorta di percorso parallelo, le fotografie sono accompagnate da una serie di brani letterari scelti da Roberto Cotroneo: un contrappunto di parole dedicate alla lettura che affiancano gli scatti di McCurry, coinvolgendo il visitatore in un rapporto intimo e diretto con la lettura e con le immagini. Il percorso espositivo è completato da sei video con i consigli di McCurry sull’arte di fotografare e dalla sezione Leggere McCurry, dedicata ai libri pubblicati a partire dal 1985 con le foto di Steve McCurry, molti dei quali tradotti in varie lingue: ne sono esposti 15, alcuni ormai introvabili, insieme ai più recenti, tra cui il volume edito da Mondadori che ha ispirato la realizzazione di questa mostra.

I Musei di Palazzo dei Pio di Carpi (MO), in occasione della Biennale di xilografia contemporanea, ospitano la mostra PERSONAE, che presenta le opere incise nel legno di quattro maestri dell’arte del Novecento, quali Pablo Picasso, Ernst Ludwig Kirchner, Georges Rouault, Marc Chagall. La scelta delle opere è ricaduta su xilografie e quindi più ampiamente su grafica, che sviluppano il tema delle iconografie delle maschere (in latino, personae) africane che sono state di ispirazione per gli artisti europei del filone del Primitivismo. Dagli ultimi decenni dell’Ottocento, con l’incremento degli studi di antropologia, il primitivismo coincise con un desiderio di ritorno allo stato di innocenza delle civiltà preistoriche e dei popoli ‘selvaggi’, e quindi come rifiuto della società moderna. Il percorso espositivo prende idealmente avvio con le 47 xilografie di piccolo formato di Ernst Ludwig Kirchner (1880-1938); si prosegue con Le chef-d’oeuvre inconnu di Honoré de Balzac, considerato il più bel libro d’artista di Pablo Picasso (1881-1973), uscito a Parigi nel 1931 in 340 copie per le edizioni di Ambroise Vollard. Le 105 xilografie Georges Rouault (1871-1958) tratte della Réincarnations du Père Ubu (1932), risultano nitide, delicate e potenti al tempo stesso, seguendo il segno a volte sottile a volte più spesso dell’artista

L’esposizione si chiude con le acqueforti che Marc Chagall (1887-1985) realizzò per illustrare Le anime morte di Nicolas Gogol. Nel far emergere la Russia della sua infanzia, sono i personaggi della “commedia umana”, grotteschi, comici e dolenti a un tempo, i veri protagonisti della storia, i cui volti dai tratti e dalle espressioni forti, che rimandano alla più profonda essenza dell’essere umano.

L’arte per l’arte. Dipingere gli affetti. La pittura sacra a Ferrara tra Cinque e Seicento è il titolo della rassegna presente a Ferrara presso il Castello Estense. Le tappe di questo itinerario ci conducono al cospetto dei due importanti protagonisti della rivoluzione naturalistica di inizio Seicento: Ippolito Scarsella detto Scarsellino e Carlo Bononi. La soave magnificenza del primo e la dolente bellezza del secondo, caratterizzano la Ferrara di quegli anni facendone uno dei più intriganti centri artistici dell’epoca. Contestualmente, faremo la conoscenza di personalità cronologicamente precedenti e parallele come, ad esempio, Giuseppe Mazzuoli detto il Bastarolo, il cui il manierismo castigato è fondamentale nella seconda metà del Cinquecento, Gaspare Venturini, pittore molto attivo per i duchi e per committenti religiosi, e l’enigmatico Giuseppe Caletti, curiosa figura di artista maledetto operante nella prima metà del Seicento. La seconda metà del XVII secolo è caratterizzata dal mitigato universo figurativo di Giuseppe Avanzi, pittore di mediazione che schiuderà il sipario al Settecento dove si imporranno le singolari personalità di Giacomo Parolini e Giuseppe Zola.

Le nostre proposte ci conducono ora a Perugia, presso la Galleria Nazionale dell’Umbria per una mostra dedicata ai cassoni nuziali del Quattrocento, arredi in uso nelle dimore rinascimentali italiane, di cui si conservano pochi esemplari, alcuni ascrivibili a Giovanni di Tommasino Crivelli e alla sua bottega perugina oltre che alcune opere che ben testimoniano la cultura tardogotica che si respirava ancora a Perugia nei primi decenni del Quattrocento, in primis la Madonna con il Bambino e angeli di Gentile da Fabriano, e le opere di pittori a lui coevi come il perugino Benedetto Bonfigli. Questi pregiati manufatti raccontano frammenti preziosi della vita privata delle nobili famiglie che li avevano commissionati, documentando uno spaccato della cultura figurativa perugina, e non solo, del XV secolo. Un’insolita quanto preziosa esposizione che documenta uno spaccato della cultura figurativa perugina, e non solo, del XV secolo. in un momento delicato di transizione, dove artefici tenacemente nostalgici della civiltà degli ori tardogotici convissero con altri diversamente aperti alla nuova lingua dell’Angelico e di Filippo Lippi, come Benedetto Bonfigli e Bartolomeo Caporali.
A Lucca presso la Fondazione Ragghianti, troviamo una rassegna dedicata al pittore veneziano Bernardo Bellotto (1722-1780), nipote di Canaletto. Si tratta di un’occasione unica per ammirare alcune opere preziosissime e rare mai viste insieme, tra cui il più importante dipinto della storia avente come soggetto la città di Lucca, capolavoro di Bellotto, e cinque suoi disegni, sempre di soggetto lucchese. Questo gruppo di opere, mai esposte insieme – i disegni, incollati in un album del primo Ottocento già di proprietà del re Giorgio III d’Inghilterra, e poi di Giorgio IV, saranno per la prima volta staccati – fornisce una documentazione straordinaria della città di Lucca nel Settecento. Accanto alle opere di soggetto lucchese sono inoltre presentate in mostra alcune delle vedute conosciute di Firenze realizzate da Bellotto durante e a seguito della sua visita in Toscana, oltre a magnifici dipinti di Luca Carlevarijs, altro vedutista tra i primi pittori veneziani collezionati dal nobile mercante Stefano Conti (1654-1739), di Giuseppe Zocchi, e di alcuni anonimi ma talentuosi artisti che, a Lucca, eseguirono copie dell’eccezionale veduta di piazza San Martino realizzata da Bellotto.

Ultima tappa delle nostre proposte è Roma con la mostra, curiosa nel suo genere, La meccanica dei mostri. Da Carlo Rambaldi a Makinarium. Carlo Rambaldi (1925-2012) è l’uomo degli effetti speciali, colui che ne ha trasformato il ruolo stesso: da elementi di contesto a protagonisti dei film. Le sue creature sono divenute un mondo riconosciuto e amato, molti film sono identificati con esse, E.T., King Kong, Alien sono solo alcuni. Ma già prima di Hollywood Rambaldi era uno dei maggiori esponenti degli effetti speciali in tutto il cinema di genere. Suoi sono i soldati alieni nel film cult Barbarella di Roger Vadim con una giovanissima Jane Fonda. Sua è la paternità del Pinocchio di Luigi Comencini, realizzato in meccatronica e che garantiva alla marionetta movimenti a distanza mai visti per quell’epoca. Dopo aver lavorato con i maggiori registi italiani, nella metà degli anni ‘70 si trasferisce negli Stati Uniti, dove collaborerà con i maggiori registi dello Star System Hollywoodiano, Steven Spielberg, Ridley Scott, Oliver Stone, Andrzej Zulawki, David Linch. Negli anni americani vincerà ben tre premi Oscar. La tradizione artigianale italiana legata alla capacità ingegneristica hanno reso Carlo Rambaldi il maggior esponente della meccatronica negli effetti speciali nel cinema, e la capacità tecnica di rendere realistico qualsiasi personaggio una sua nota distintiva. Con lui gli effetti speciali hanno finito di essere solo trucco scenico e sono diventati parte integrante della narrazione filmica. La mostra racconta la storia di Rambaldi indissolubilmente legata a quella del cinema mondiale. Sono stati ritrovati tutti i materiali, le annotazioni e le diverse versioni delle sue creature più note. Per l’occasione sono mostrati al pubblico i bozzetti che hanno portato alla versione definitiva di E.T., gli studi su King Kong e molto altro, come i progetti tecnici sulle movimentazioni dei diversi personaggi. La mostra documenta anche le generazioni successive a Rambaldi e, come queste, dopo gli anni del boom del digitale, siano tornate alla meccatronica associata al digitale. Il gruppo Makinarium, tra i più importanti al mondo di questo settore, ha restaurato le opere di Rambaldi in mostra e una sezione documenta il loro lavoro nel cinema oggi. Esiste una continuità tra il maestro ferrarese e le tecniche usate oggi per gli effetti speciali. Le tecniche costruttive di alcuni mostri della factory Makinarium hanno incredibili similitudini con le creature che hanno caratterizzato il cinema negli anni Settanta e Ottanta.

Mountains by Magnum Photographers
Bard (Ao) – Forte
17 luglio 2019 - 6 gennaio 2020
Orari: martedì – venerdì 10.00 - 18.00; sabato, domenica 10.00 -19.00; lunedì chiuso
Biglietti: 10€ intero, 8€ ridotto
Informazioni: www.fortedibard.it

Archeologia invisibile
Torino – Museo Egizio
13 marzo 2019 - 6 gennaio 2020
Orari: lunedì 9.00-14.00; martedì – domenica 9.00-18.30
Biglietti: 15€ intero, 11€ ridotto
Informazioni: www.museoegizio.it

La soglia inquieta della rappresentazione. Silvio Livio Rossi
Milano – Galleria Previtali (Via Lombardini 14)
10 ottobre 2019 – 21 dicembre 2019
Orari: martedì – sabato 16.00-19.30
Ingresso libero
Informazioni: www.galleriaprevitali.it

Renato Guttuso a Varese
Varese – Villa Mirabello
19 maggio 2019 – 6 gennaio 2020
Orari: martedì – domenica 10.00-18.00; lunedì chiuso
Biglietti: 5€ intero, 3€ ridotto
Informazioni: www.comune.varese.it

Nel segno di Bramante e Leonardo. Alcuni esempi tra Milano, Vigevano e il Piemonte
Vigevano (Pv) – Pinacoteca Civica
4 ottobre 2019 – 6 gennaio 2020
Orari: martedì – venerdì 10.00-12.00; sabato – domenica 10.30-12.30/14.00-17.00; lunedì chiuso
Biglietti: 5€ intero, 2€ ridotto
Informazioni: www.comune.vigevano.pv.it

Giulio Romano. Arte e desiderio
Mantova – Palazzo Te
6 ottobre 2019 – 6 gennaio 2020
Orari: lunedì 13.00-18.30; martedì-domenica 9.00-18.30
Biglietti: 12€ intero, 6€ ridotto
Informazioni: www.giulioromanomantova.it

Pittura di luce. Burano e i suoi pittori
Burano (Ve) – Museo del merletto
6 aprile 2019 - 8 gennaio 2020
Orari: tutti i giorni 10.30 – 16.30, lunedì chiuso
Biglietti: 5€ intero, 3,50€ ridotto
Informazioni: www.visitemuve.it

Ludovico Carracci a Piacenza. L’arte della controriforma
Piacenza – Museo della Cattedrale
22 settembre 2019 – 6 gennaio 2020
Orari: sabato e domenica 15.00 – 18.00
Biglietti: 6€ intero, 4€ ridotto
Informazioni: www.cattedralepiacenza.it

Steve McCurry. Leggere
Modena – Gallerie Estensi
13 settembre 2019 – 6 gennaio 2020
Orari: martedì- sabato 8.30 – 19.30; domenica 10.00 – 18.00; lunedì chiuso
Biglietti: 10€
Informazioni: www.gallerie-estensi.beniculturali.it

Personae. Picasso, Kirchner, Chagall
Carpi (Mo) – Musei di Palazzo Pio
13 settembre 2019 – 6 gennaio 2020
Orari: martedì e mercoledì 10.00-13.00; giovedì-domenica 10.00-13.00/15.00-19.00; lunedì chiuso
Biglietti: 8€ intero, 5€ ridotto
Informazioni: www.palazzodeipio.it

L’arte per l’arte. Dipingere gli affetti. La pittura sacra a Ferrara tra Cinque e Seicento
Ferrara – Castello Estense
26 gennaio 2019 - 26 dicembre 2019
Orari: tutti i giorni 9.30 - 17.30
Biglietti: 8€ intero, 6€ ridotto
Informazioni: www.castelloestense.it

L’autunno del Medioevo. Cofani nuziali in gesso dorato e una bottega perugina in Umbria
Perugia – Galleria Nazionale dell’Umbria
21 settembre 2019 – 6 gennaio 2010
Orari: martedì–domenica: 8.30–19.30; lunedì chiuso
Biglietti: 8€ intero, 4€ ridotto
Informazioni: www.gallerianazionaledellumbria.it

Bernardo Bellotto 1740. Viaggio in Toscana.
Lucca – Fondazione Ragghianti
12 ottobre 2019 - 6 gennaio 2020
Orari: tutti i giorni 10.00- 19.00; lunedì chiuso
Biglietti: 8€ intero, 5€ ridotto
Informazioni: www.fondazioneragghianti.it

La meccanica dei mostri. Da Carlo Rambaldi a Makinarium
Roma – Palazzo delle Esposizioni
22 ottobre 2019 - 6 gennaio 2020
Orari: domenica, martedì, mercoledì e giovedì 10.00- 20.00; venerdì e sabato 10.00- 22.30; lunedì chiuso
Biglietti: 12,50€ intero, 10€ ridotto
Informazioni: www.palazzoesposizioni.it