Estate 2019

Autore:
Roda, Anna
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Tante e diverse le proposte per questa estate 2019.

Iniziamo da Torino con ben quattro rassegne.

Presso la Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli abbiamo la mostra Michelangelo. Disegni da Casa Buonarroti. In esposizione disegni autografi con studi per gli affreschi della volta della Cappella Sistina, studi di anatomia e studi di architettura, tutti provenienti da Casa Buonarroti, fondazione fiorentina che conserva, oltre all’archivio della famiglia, la più grande collezione al mondo di opere grafiche di Michelangelo. Si tratta di una occasione unica per ammirare preziosi studi di anatomia e di architettura abitualmente non esposti al pubblico.

Presso il GAM di Torino abbiamo la mostra Giorgio de Chirico. Ritorno al Futuro, Neometafisica e Arte Contemporanea, un dialogo tra la pittura neometafisica di Giorgio de Chirico (Volo, Grecia, 1888 – Roma, 1978) e le generazioni di artisti che, in particolare dagli anni Sessanta in poi, si sono ispirati alla sua opera, riconoscendolo come il maestro che ha anticipato la loro nuova visione e che con la sua neometafisica si è posto in un confronto diretto con gli autori più giovani. La metafisica di Giorgio de Chirico, nella sua visione originaria e futuribile, ha influenzato atteggiamenti e generi differenti, non solo nel campo delle arti visive, ma anche della letteratura, del cinema, delle nuove tecnologie digitali, arrivando fino a confini inattesi come videogiochi e videoclip, in un interesse globale che va dall'Europa agli Stati Uniti fino al Giappone. In questo contesto si inserisce la nuova attenzione per il periodo della neometafisica di de Chirico (1968-1978), che rappresenta allo stesso tempo un ritorno e una nuova partenza, una fase di nuova creatività e un riandare verso l'immagini del proprio passato, attraverso un nuovo punto di vista e nuove soluzioni formali e concettuali.
La neometafisica di de Chirico sembra già dialogare con la pop art e con l'arte internazionale, in particolare americana, e in quegli anni proprio Andy Warhol dichiaratamente riconosceva in de Chirico uno dei suoi precursori, e gli rendeva omaggio con un celebre ciclo di opere in cui presentava una metafisica rivisitata e seriale.

Il museo Ettore Fico ha allestito una mostra dal tutolo Gabriele Basilico / Giovan Battista Piranesi. Viaggi e vedute: da Roma a Shanghai. Corpus centrale della mostra è una sezione commissionata al fotografo dalla Fondazione Giorgio Cini di Venezia nel 2010, in occasione della retrospettiva dedicata al grande incisore veneto: “Le arti di Piranesi. Architetto, incisore, antiquario, vedutista, designer”; in quell’occasione la Fondazione Cini chiese all’artista di ritrarre, dalle stesse angolazioni delle incisioni piranesiane, la “città eterna” e altri luoghi italiani. Il risultato fu riassunto in 32 scatti messi successivamente a confronto con le 32 incisioni di Piranesi. Una vasta selezione di oltre cinquanta fotografie, di differenti formati, completa la mostra che, per la prima volta in Italia, esamina la poetica urbana e concettuale del grande fotografo attraverso le immagini scattate nei suoi innumerevoli viaggi.

Ancora una mostra fotografica presso il Centro Camera dal titolo Nel mirino – L’Italia e il mondo nell’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo 1939-1981; si tratta di una prima organica ricognizione sullo straordinario patrimonio dell’Agenzia, acquisito nel 2015 da Intesa Sanpaolo che, attraverso il proprio Archivio storico, lo conserva, restaura, studia e valorizza anche con il supporto di esperti, come è avvenuto in occasione della realizzazione di questa mostra. La rassegna documenta alcuni degli episodi cruciali della storia e della cronaca italiane e mondiali: dalla nascita della Repubblica Italiana alle Olimpiadi di Roma, dal grande concerto dei Beatles allo sbarco sulla Luna, in un periodo che va dal 1939, anno in cui Vincenzo Carrese volle chiamare “Publifoto” la sua agenzia – nata a Milano nel 1937 con il nome Keystone –, fino al 1981, anno della scomparsa del fondatore. Quasi mezzo secolo di eventi raccontati attraverso circa duecento quaranta immagini realizzate dai fotografi di quella che è stata per un lungo periodo l’agenzia fotogiornalistica più importante del paese.

Ci spostiamo ora a Biella, presso Palazzo Ferrero, Palazzo La Marmora e il Museo del Territorio per una mostra che vuole di illustrare la ricchezza culturale e figurativa della città di Biella e del suo territorio in un percorso che si snoda dal Quattrocento al Cinquecento.
Sebastiano Ferrero, i suoi fratelli, i suoi figli e nipoti furono importanti committenti di opere d’arte: nel corso del tempo, molte di queste sono state trasferite fuori dal Biellese e sono oggi in importanti collezioni pubbliche e private italiane e straniere ed eccezionalmente saranno visibili tutte insieme per la prima volta dopo diversi secoli presso il Museo del Territorio Biellese.
A Palazzo La Marmora è allestito un percorso storico con documenti originali, audiovisivi e pannelli per narrare la vita di Sebastiano Ferrero, fondatore delle fortune della famiglia e protagonista di una straordinaria carriera politica in ambito italiano ed europeo.
A Palazzo Ferrero attraverso strumenti multimediali saranno presentati i temi che legano Sebastiano ad alcuni luoghi del Biellese che furono suoi feudi: Gaglianico, Candelo, Benna e Masserano.


Arriviamo a Milano per una mostra che ha già un sapore pre-leonardesco, dal titolo Il meraviglioso mondo della Natura. È la natura nella sua complessa varietà a costituire il cuore della mostra; un’esposizione realizzata in occasione delle celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci. Il fulcro della mostra è la ricostruzione, nella Sala delle Cariatidi, di uno dei più singolari complessi figurativi del Seicento in Italia, il Ciclo di Orfeo, che fa parte delle Raccolte Civiche del Comune di Milano ed è composto di 23 tele che raffigurano più di 200 differenti animali a grandezza naturale che si rincorrono in un panorama fluido. Un unicum nella produzione figurativa italiana, sia per le dimensioni che per la quantità di specie animali e vegetali raffigurate. La scelta di trasferire i dipinti a Palazzo Reale in occasione della mostra è legata anche all’opportunità di procedere a un intervento di restauro delle gigantesche tele, a valle dell’esposizione. La natura, potrà essere ammirata non solo attraverso la raffigurazione artistica, ma anche tramite l’osservazione diretta di oltre 160 esemplari di mammiferi, uccelli, pesci, rettili e invertebrati provenienti dal Museo di Storia Naturale, dall’Acquario di Milano e dal MUSE di Trento.

Le nostre proposte ci portano ora a Bergamo, presso l’Accademia Carrara per la mostra Mantegna ritrovato. La Resurrezione di Cristo, attribuita al celebre maestro del rinascimento grazie a una recente scoperta dello storico dell’arte Giovanni Valagussa, fa il suo ritorno a Bergamo. Dopo essere stata restaurata e presentata al The National Gallery di Londra e al Gemäldegalerie di Berlino, la tavola è il cuore di un evento espositivo innovativo alla pinacoteca bergamasca.
RE•M – Mantegna Bergamo viene proposta come un’esperienza di visita multimediale e immersiva, per sognare a occhi aperti, incontrare e vivere i luoghi e i momenti della grande “scoperta” della paternità di questo dipinto. L’occasione per vedere da vicino la tavola di Andrea Mantegna, conoscerla, ammirarla e apprezzarla insieme ai tanti capolavori del museo, dove sarà accolta.


Siamo ora a Mantova con la rassegna Braque vis-à-vis presso il Palazzo della Ragione. Il percorso espositivo propone circa 150 opere risalenti prevalentemente al periodo tra le due guerre e al secondo dopoguerra. Grazie a un nutrito corpus di opere grafiche, insieme a libri d’artisti e ceramiche, la mostra indaga l’influenza, spesso trascurata, che Braque ha esercitato sull’arte francese degli anni Sessanta e Settanta. Assente da tempo nel panorama delle esposizioni antologiche in Italia tempo Mantova dedica a Braque una mostra che ripercorre i decenni della sua attività e le relazioni con gli artisti che l’hanno affiancato e allo stesso tempo presenta i risultati più singolari della sua ricerca. In dialogo con le più recenti esposizioni internazionali dedicate a Braque, Braque vis-à-vis considera con rinnovata attenzione la sua produzione matura e tarda, autonoma e distante dall’istrionica mutevolezza di Picasso, caratterizzata inoltre dall’insistenza su una ristretta serie di motivi.

Giungiamo ora a Genova. Presso Lì Appartamento del Doge di Palazzo Ducale una seconda mostra dedicata a Giorgio De Chirico. Il volto della Metafisica presenta circa 100 opere realizzate dal Pictor Optimus nell’arco della sua intera carriera e provenienti da prestigiosi musei.
La rassegna propone una revisione critica della complessa attività dell’artista, esattamente cento anni dopo la decisione del Maestro del 1919 di prendere una diversa direzione dalla pittura Metafisica (1910-1918), a favore di stili e tecniche ispirati al Classicismo e ai grandi maestri del passato. In linea con la posizione che de Chirico ha sempre sostenuto, la mostra evidenzia non un distacco, ma un’evoluzione sempre più sofisticata. L’intento della mostra è promuovere l’interpretazione di una metafisica continua, sostenuta anche dallo studioso Maurizio Calvesi, laddove l’intero corpus dechirichiano, nonostante le variazioni di stile, tecnica, soggetto, composizione e tonalità di colore, è da considerarsi metafisico. Le opere di de Chirico, influenzate dalla filosofia del tardo Ottocento e in particolare da Nietzsche, esplorano il capovolgimento del tempo e dello spazio, con prospettive ed ombre illogiche, utilizzando spesso il dépaysement, giustapposizioni senza senso di oggetti comuni in ambienti inaspettati. Il filosofo-poeta offre all’osservatore un mondo enigmatico, che trasforma la quotidianità e la banalità delle cose in rivelazione, lasciando scoprire il lato metafisico della realtà. La mostra predilige pertanto una struttura suddivisa per temi: il viaggio e il ritorno, con opere come L’ebreo errante del 1917, Ulisse (Autoritratto) del 1922, Ritorno di Ulisse del 1968; il mondo degli esterni metafisici, uno dei temi più riconoscibili dell’arte dechirichiana, con i panorami urbani (le piazze d’Italia, le torri), e i bagni misteriosi, raccontati in mostra attraverso le illustrazioni realizzate per Mythologie di Jean Cocteau del 1934. Ma anche le figure, i trovatori-manichini, i personaggi mitologici, le muse inquietanti e gli archeologi. E ancora gli interni metafisici, la natura anch’essa metafisica, con le nature morte o vite silenti, e infine la tradizione, con i vari ritratti che alludono alla ritrattistica quattro-cinquecentesca, i celebri autoritratti ispirati a Rubens o Velasquez, e ancora le copie e le libere interpretazioni di opere dei grandi maestri come Durer, Watteau, Courbet, Renoir, Raffaello e Perugino.

A Bordighera (Im) è presente una mostra dedicata a Claude Monet. Dopo 135 anni dal soggiorno di Monet in Riviera, tornano a Bordighera e Dolceacqua tre dipinti del grande artista francese nel luogo dove furono realizzati. Nella rivisitazione di questa avventura artistica, Monet è protagonista insieme a un territorio straordinario, definito da lui stesso un “paese fiabesco”. Un percorso espositivo anche multimediale illustrerà l’esperienza dell’artista nel suo viaggio in Riviera nel 1884.

Spostiamoci ora in Veneto, per la precisione a Padova. Presso uno dei luogo tra i più affascinanti e segreti della Basilica di Sant’Antonio, la Biblioteca Antica del Convento del Santo è allestita la mostra ‘700 Veneziano. Opere dalla Collezione Gallo Fine Arte. La mostra sul Settecento veneziano offre quindi l’opportunità, davvero unica, di penetrare in questo inaccessibile sancta sanctorum della cultura e dell’arte. Questa eccezionale, temporanea apertura avviene, tra l’altro, proprio a conclusione di un intervento di restauro di consolidamento dell’entrata della biblioteca. Il Salone antico settecentesco ospita l’affresco di Giovanni Antonio Pellegrini (“La Vergine Immacolata onorata dai santi francescani”) che nel 1702 ebbe l’incarico di impreziosire lo spettacolare Salone della biblioteca. In esso sono custoditi 90.000 volumi a stampa e 828 manoscritti di grande valore storico artistico, compresi centinaia di preziosissimi manoscritti musicali di Galluppi, Tartini e degli altri Maestri succedutisi nei secoli alla direzione della Cappella Musicale del Santo. “Settecento veneziano” propone una sequenza di 30 dipinti, appartenenti alla Collezione privata di Graziano Gallo, con alcune integrazioni da altre importanti collezioni private. Opere tutte di maestri veneti dell’ultimo secolo di vita della Serenissima Repubblica. In mostra opere di Giuseppe Zais, Giambattista Piazzetta, Gaspare e Antonio Diziani, Rosalba Carriera, Jacopo Amigoni, Luca Carlevarijs, Francesco Zugno, Francesco Battaglioli, Michele Marieschi, Lorenzo Tiepolo, Maestro del Ridotto, Marco e Sebastiano Ricci, Francesco Guardi, Pietro Longhi, Francesco Zuccarelli, Giambattista Cimaroli, Francesco Fontebasso, Francesco Capella, Antonio Arrigoni, Giuseppe Bernardino Bison, Gian Domenico Tiepolo, Giambattista Pittoni, oltre che di Giovanni Antonio Pellegrini autore anche degli affreschi del Salone della Biblioteca.

Presso le Gallerie d’Italia di Vicenza è presentata la mostra Mito Dei ed eroi. La configurazione del palazzo e le sue magnifiche decorazioni a tema mitologico hanno suggerito un originale percorso espositivo che intende indagare la fortuna e l’esemplarità della mitologia classica, partendo dalla sua rappresentazione nell’antichità per arrivare all’età neoclassica. Le sezioni della mostra si articolano, creando ogni volta straordinarie suggestioni, sotto le volte affrescate e decorate a stucco. Vengono proposti continui confronti tra gli dei, gli eroi e i miti lì rappresentati e quelli raffigurati nelle opere, antiche e moderne, provenienti dalla raccolta di Intesa Sanpaolo e da prestigiosi musei e collezioni private. L’antichità greca e romana rivive nell’esposizione attraverso le raffigurazioni vascolari attiche e magnogreche, le pitture parietali dall’area vesuviana, le sculture in terracotta e marmo, gli oggetti preziosi dell’arte suntuaria, un raro marmo dipinto. Gli stessi personaggi e temi, ricorrenti nelle decorazioni del palazzo, mettono in relazione i capolavori degli artefici antichi con quelli di artisti – Tiepolo, Batoni, Unteperger, Gauffier, Hayez, De Min – impegnati a esaltare i contenuti morali e civili della mitologia, di cui veniva riconosciuto il valore universale e una straordinaria attualità. Le divinità che emergono nel percorso sono Apollo e Ercole. Le loro gesta assumono un significato che li fa apparire come i numi tutelari del luogo e della famiglia che lo ha abitato. Anche due popolari eroi, Achille e Alessandro Magno, offrono degli esempi di virtù e nobiltà d’animo, richiamando valori sempre attuali, come quelli dell’educazione, dell’amicizia e della tolleranza. Questa mostra conferma come la mitologia, nata con l’uomo e concepita per dare una spiegazione agli interrogativi della vita, abbia conservato intatto – in un mondo continuamente e drammaticamente cambiato – il suo significato e il suo fascino.

Arriviamo a Venezia, nella suggestiva cornice dell’Isola di San Giorgio, sede della Fondazione Cini, troviamo una mostra dedicata ad Alberto Burri (Città di Castello 1915 – Nizza 1995).
La mostra offre ai visitatori l’opportunità di ripercorrere cronologicamente le tappe più importanti della carriera artistica di Alberto Burri attraverso circa cinquanta opere scelte tra le sue serie più significative: dai rarissimi Catrami, le Muffe e i monumentali Sacchi, fino ad approdare alle Combustioni, ai Legni, alle Plastiche, agli straordinari Cretti e ai più tardi Cellotex, ultima tappa della ricerca artistica del maestro di Città di Castello. La lettura della sua carriera artistica proseguirà, in una sezione documentaria multimediale, attraverso la proiezione di alcuni rari film che lo ritraggono in azione. Il progetto espositivo, il cui titolo rievoca una celebre definizione data dall’artista stesso alla sua opera, mira dunque a ricostruire nella sua interezza la parabola di uno dei più grandi pionieri della nuova pittura del XX secolo, che attraverso le sue ricerche ha affrontato il tema cruciale dell’utilizzo della materia e della sua trasformazione in opera d’arte.

Presso lo spazio espositivo la Casa dei Tre Oci abbiamo una grande antologica di Letizia Battaglia (Palermo, 1935), una delle protagoniste più significative della fotografia italiana, che ne ripercorre l’intera carriera. La mostra, presenta 300 fotografie, molte delle quali inedite, che rivelano il contesto sociale e politico nel quale sono state scattate. Il percorso espositivo, ordinato tematicamente, si focalizza su quegli argomenti che hanno costruito la cifra espressiva più caratteristica di Letizia Battaglia, che l’ha portata a fare una profonda e continua critica sociale, evitando i luoghi comuni e mettendo in discussione i presupposti visivi della cultura contemporanea. I ritratti di donne, di uomini o di animali, o di bimbi, sono solo alcuni capitoli che compongono la rassegna; a questi si aggiungono quelli sulle città come Palermo, e quindi sulla politica, sulla vita, sulla morte, sull'amore e due filmati che approfondiscono la sua vicenda umana e artistica. Quello che ne risulta è il vero ritratto di Letizia Battaglia, una intellettuale controcorrente, ma anche una fotografa poetica e politica, una donna che si è interessata di ciò che la circondava e di quello che, lontano da lei, la incuriosiva.


La Maniera Emiliana. Bertoja, Mirola, da Parma alle Corti d’Europa è il titolo della rassegna organizzata al Labirinto della Masone di Franco Maria Ricci a Fontanellato (Parma) nel circuito dei Castelli del Ducato che vede, per la prima volta, riunite una settantina di opere, il nucleo pressoché completo dei lavori noti dei due artisti, due grandi maestri del secondo Cinquecento Emiliano, Jacopo Zanguidi, detto il Bertoja (1540-1573) e Girolamo Mirola (1530/35-1570), i protagonisti della mostra al Labirinto della Masone che aprirà al pubblico sabato 6 aprile. Due artisti eccezionali e misteriosi che contribuirono, insieme a Correggio e Parmigianino, loro illustri predecessori, a fare del Cinquecento parmense uno dei capitoli più raffinati e significativi dell’arte di tutti i tempi. La mostra intende essere una rilettura della straordinaria civiltà pittorica che seguì il Rinascimento e che determinò una rivoluzione in fatto di iconografie, regole e consuetudini pittoriche in Emilia, nel Lazio, in Italia e nelle corti europee. I due artisti furono infatti al seguito dei Farnese: a Parma al servizio di Ottavio, per il quale affrescarono il Palazzo del Giardino (ducale) che affascinò Vasari. Bertoja poi, fu ingaggiato dal Gran Cardinale Alessandro Farnese per la stesura dei celebri affreschi a Roma e a Caprarola. Questa importante pagina dell’ultima ‘maniera’ determinò significativi intrecci con artisti e committenti anche fuori dall’Italia, in Francia e in altri paesi d’Oltralpe. Numerosi i temi affrontati dall’esposizione, partendo dal contesto parmense, che vide i due artisti esercitarsi in una pittura caratterizzata dalle delizie, dalla voluptas, dagli horti e dai giochi d’acqua, per poi passare alle opere successive di Bertoja, con le straordinarie decorazioni delle residenze di Roma e Caprarola, ispirate a temi devozionali fra fantasie mitologiche e fantasmi dell’antico.

A duecento anni dalla nascita, Reggio Emilia al Palazzo dei Musei, dedica una ampia retrospettiva ad Antonio Fontanesi (1818-1882), artista reggiano, indiscusso protagonista della pittura dell’Ottocento italiano, interprete straordinario delle novità del paesaggio romantico, uomo inquieto nella vita e innovativo sperimentatore nella pittura. La rassegna, oltre a ricostruire attraverso le più importanti opere di Fontanesi il percorso dell’artista, intende offrire un nuovo contributo critico alla sua conoscenza mostrando l’influenza che la sua pittura ha avuto negli artisti che dopo di lui si sono riconosciuti nel suo particolare approccio alla natura e al paesaggio, sospeso tra l’esigenza di rappresentazione del vero e l’urgenza di esprimerne le più intime emozioni. In mostra l’esposizione dei più importanti dipinti di Antonio Fontanesi provenienti da importanti musei e collezioni italiane sarà posta a confronto con la produzione degli artisti che la critica ha collegato con la sua produzione, individuandone possibili motivi di ispirazione in un arco cronologico che dagli anni ottanta dell’Ottocento arriva fino agli anni sessanta del Novecento. Saranno documentati i rapporti con la cultura simbolista e divisionista attraverso opere di Vittore Grubicy, Leonardo Bistolfi, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Angelo Morbelli ma anche la sua ripresa negli anni venti ad opera di Carlo Carrà, Felice Casorati, Arturo Tosi. L’ultima sezione sarà dedicata alle interessanti interpretazioni critiche degli anni cinquanta di Roberto Longhi e poi di Francesco Arcangeli. Quest’ultimo infatti, nell’individuare una continuità tra la concezione moderna dell’arte e la grande tradizione ottocentesca, inserisce Fontanesi nell’evoluzione di un naturalismo che nel dopoguerra arriva a Ennio Morlotti, Mattia Moreni, Pompilio Mandelli spingendosi fino alle ricerche materiche di Alberto Burri.

Siamo ad Urbania per una mostra dedicata al duca Francesco Maria I Della Rovere. Il duca, ritratto su tela di Tiziano Vecellio, costituisce il cuore della mostra che intende ripercorrere le Collezioni dei della Rovere racchiuse tra la fine del 1400 e i primi decenni del 1600 nelle sale del Palazzo Ducale di Casteldurante, l’odierna Urbania. Il Duca Francesco Maria I della Rovere vissuto negli anni del pieno Rinascimento (1490 - 1538) diceva spesso di avere la corte a Pesaro, il palazzo a Urbino, la casa a Casteldurante. Passati quasi quattro secoli dal trasferimento delle collezioni artistiche al Granducato di Toscana, dopo la devoluzione del Ducato di Urbino allo Stato Pontificio nel 1631, c’è la possibilità di rivedere, nel palazzo dove era originariamente conservato, uno tra i più significativi capolavori della pittura rinascimentale. Oltre alla tela del Tiziano, altre opere saranno in mostra a raccontare alcuni aspetti del collezionismo che animavano la dinastia roveresca, contestualizzando la stessa nell’ambito degli importanti avvenimenti storici riguardanti la penisola italiana che coinvolgevano, anche in prima persona, Francesco Maria I della Rovere sia come Duca di Urbino sia come Capitano Generale della Serenissima Repubblica di Venezia. Così, lungo il percorso sarà possibile ammirare: il Corteo Trionfale di Carlo V a Bologna, un’acquaforte di Hogenberg Nicolaus datata 1530, la Sfera Terreste (1541) e la Sfera Celeste (1551) di Gerardo Mercatore, quadri, libri, ceramiche, disegni, oggettistica, carte, lettere e atti storici.

Nel Palazzo Podestarile e Museo della Ceramica di Montelupo Fiorentino (Fi) è allestita una rassegna dal titolo Di tutti i colori. La fama della ceramica montelupina conobbe il suo apice in epoca medicea, fra l’Umanesimo e il Rinascimento, quando i manufatti creati dai maestri della cosiddetta “Fabbrica di Firenze” divennero un vero status symbol per le famiglie nobili toscane. In occasione dei matrimoni fra i giovani delle più importanti casate, infatti, venivano ordinati interi servizi costituiti da centinaia di pezzi dipinti con gli stemmi araldici dei committenti. La mostra presenta oltre 120 opere ceramiche, in grado di delineare una inedita e articolata rassegna dedicata ai colori e alle narrazioni ispirate alle ceramiche della “Fabbrica di Firenze”, dalle sue origini (XIII secolo) fino a oggi. L’esposizione, arricchita da interventi multimediali, propone anche un’indagine sulle manifatture sviluppatesi tra l’800 e il ‘900 e su quelle più significative che hanno segnato la storia del design ceramico, legate a importanti famiglie quali Fanciullacci, Bitossi, Mancioli e altre.
La caratteristica che ha decretato nei secoli il successo della ceramica di Montelupo presso le grandi famiglie fiorentine e le maggiori istituzioni cittadine, ruota attorno alla cifra del colore, ovvero alla sapiente ricerca cromatica che ha reso unica questa esperienza manifatturiera. A differenza di altri capoluoghi ceramici italiani, qui ci si cimenta in originali composizioni e soluzioni tecnologiche, sostenute dalle conquiste della grande arte fiorentina, basate su una continua e raffinata ricerca figurativa vivacizzata da una scelta cromatica senza confronti.

Arriviamo a Roma per una rassegna dedicata agli imperatori della dinastia africana dei Severi, che regnò sull’Impero romano tra la fine del II e i primi decenni del III secolo, diedero un fondamentale apporto all’evoluzione storico-artistica e architettonica, a Roma e in molte parti dell’impero. Questa mostra punta a far conoscere al più vasto pubblico possibile l’ultimo periodo dell’Impero in cui Roma fu grande, governata da imperatori che lasciarono un’eredità forte e duratura in molti campi, pur nell’avanzare del declino. La mostra è articolata in un percorso a tappe tra i monumenti che questa dinastia costruì o restaurò nell’area archeologica centrale, dal Colosseo al Foro Romano al Palatino. Il nucleo narrativo principale prende avvio dalla galleria del II ordine del Colosseo, dove, dopo un’introduzione alla storia della dinastia nelle sue caratteristiche, viene tracciato un quadro economico e sociale dell’epoca, profondamente plasmato dalle grandi riforme che i Severi attuarono. La narrazione poi si sofferma sull’intenso rapporto tra i Severi e Roma, con lo straordinario documento Forma Urbis. L’ultima sezione, infine, si concentra sulla produzione artistica dell’epoca. Presso il Tempio di Romolo sarà esposto al pubblico per la prima volta un eccezionale ciclo statuario scoperto presso le Terme di Eliogabalo, composto da ritratti e busti di marmo di pregevole qualità. Numerosi sono i luoghi del Foro Romano e del Palatino interessati dal percorso di visita: le Terme di Eliogabalo, i cui resti saranno per la prima volta visibili al pubblico, il complesso del “Vicus ad Carinas e i luoghi severiani del Palatino (la Domus Augustana, la Domus Severiana, lo Stadio), e la Vigna Barberini.

Sempre nella capitale una mostra dedicata a Lucio Fontana dal titolo Terra e oro, dedicata a due produzioni specifiche di Lucio Fontana, quella della ceramica e quella dei dipinti, selezionate rispettivamente nel tema delle Crocifissioni e in quello dell’oro. Fontana è il primo artista italiano del Novecento esposto all’interno del Museo, dopo le rassegne dedicate a grandi figure quali Bacon, Giacometti, Picasso, per proseguire la serie di mostre concepite per accostare il visitatore alla conoscenza della Galleria Borghese con l’evidenza flagrante delle opere, e non solo con didascalie e illustrazioni. Le opere sono circa cinquanta – realizzate principalmente nel decennio tra il 1958 e il 1968 – allestite in un percorso che coinvolge due sale nel piano delle sculture e sei sale nella galleria delle pitture. In un insieme straordinario di opere delle varie epoche lungo il percorso della storia dell’arte, dove lo spazio sommo problema dell’arte figurativa dalle sue origini – è “rappresentato” nella maniera più varia e innovativa, solo Fontana è capace di dimostrare il raggiungimento finale della sua rappresentazione, perché Fontana lo spazio non lo rappresenta, lo crea. Egli supera radicalmente le rappresentazioni dello spazio che erano finzione spaziale, spazio “rappresentato”, e costruisce lo spazio nuovo. L’oro non è colore ma astrazione massima e antinaturalistica, ed è portato in un contesto, quello della Galleria Borghese, in cui la infinita varietà cromatica e la multiformità dei temi e dei soggetti penetra e informa di sé tutto lo spazio. Oro dunque non più nell’accezione barocca di massima esaltazione dell’ornamento, bensì vertice strutturale della forma che racchiude nella sua materia visivo-compositiva la luce stessa, nella sua interpretazione sinteticamente fisica ed estetica.

Stiamo arrivando alla fine delle nostre proposte.
Siamo a Napoli, città che ha rappresentato una tappa fondamentale per la vita e per le opere di Caravaggio. L’intensa resa della passione e dell’istinto nei dipinti più iconici realizzati dal maestro durante il periodo napoletano identifica, nella visione dei nostri contemporanei, lo stile e la personalità dell’artista lombardo, divenuto maggiormente drammatico in seguito all'episodio dell’assassinio romano. La mostra, Caravaggio Napoli, approfondisce il periodo napoletano del pittore e l’eredità lasciata nella città partenopea, fondamentale alla costituzione della poetica barocca e alla diffusione del naturalismo caravaggesco nella pittura del XVII secolo in Europa.
Caravaggio visse a Napoli per complessivi 18 mesi tra il 1606 e il 1610. Un soggiorno fondamentale per la sua vita e le sue opere, tuttavia meno noto del periodo trascorso a Roma.
Dopo 15 anni dall'ultima esposizione che Capodimonte ha dedicato al maestro lombardo (Caravaggio. L’ultimo tempo 2004) nuove scoperte e recenti dibattiti internazionali saranno presentati in mostra insieme alla ricostruzione di una dettagliata crono-biografia che riorganizzerà le conoscenze letterarie e documentarie (edite e inedite) del periodo.
Attraverso un rigoroso approccio scientifico saranno messe a confronto le opere del Merisi eseguite a Napoli, provenienti dai Musei italiani e stranieri, tra cui prestiti straordinari quale La Flagellazione del Musée des Beaux-Arts di Rouen. L’esposizione costituisce dunque un’occasione unica nel panorama delle molteplici iniziative espositive sull'opera di Caravaggio, per ragionare sullo scorcio, estremo ed affascinante, dell’esistenza dell’artista, consentendo una maggior comprensione dei suoi anni a Napoli e della loro importanza per lo sviluppo della pittura in Italia e in Europa.

Da ultimo eccoci a Matera con la rassegna Rinascimento visto dal Sud. Matera, l’Italia meridionale tra ’400 e ’500. In Palazzo Lanfranchi e nell’attigua chiesa del Carmine viene proposto, in un percorso arricchito da grandi immagini e postazioni multimediali di approfondimento, una carrellata di dipinti, sculture, miniature, medaglie, oreficerie, maioliche, libri e stampe ma anche oggetti preziosi, carte geografiche, portolani, strumenti di navigazione con l’obiettivo di mettere a fuoco una storia originale, diversa da quella sviluppata nelle grandi capitali del centro e del nord, come Firenze, Milano, Venezia, Roma, seppur continuamente interconnessa agli eventi e ai linguaggi che caratterizzarono queste capitali nell’epoca del Rinascimento.
Il Martirio di Santa Lucia di Martorell da Barcellona con la Santa Lucia di Alvaro Pirez di Nola recentemente restaurata, L’Adorazione dei Magi tratta da Van Eyck dei Musei Reali di Torino, preziose opere di Colantonio e Antonello da Messina, tra le quali le tavolette di Reggio Calabria, due opere di Jacomart Baço accanto a opere di pittori spagnoli attivi in Sardegna come Thomas e Figuera e poi Francesco Laurana, Domenico Gagini e la superba Testa di cavallo di Donatello, dal Museo Archeologico di Napoli. L’Annunciazione di Bartolomeo Vivarini da Modugno, il San Girolamo di Lazzaro Bastiani da Monopoli, il polittico di Michele da Valona di Guglionesi, per illustrare i rapporti di dare e avere sulla sponda adriatica. E poi libri, codici, il Busto di Carlo V del Montorsoli, il Ritratto del Sultano Solimano di Hieronymus Hopfer, ma soprattutto lo Studio preparatorio per la Madonna del pesce di Raffaello e i dipinti a questa collegate di Cesare da Sesto, Girolamo da Salerno, Giovan Francesco Penni, Giovan Filippo Criscuolo e del notevole Andrea Sabatini. Grandi polittici dalla Basilicata interna e opere venete giunte in Puglia, tra cui dipinti di Lotto, Pordenone, Paris Bordone e altre opere che sorprenderanno i visitatori per finire con capolavori di Polidoro da Caravaggio e Pedro Machuca.

Michelangelo. Disegni da Casa Buonarroti
Torino – Pinacoteca Agnelli
4 aprile 2019 - 21 luglio 2019
Orari: martedì - domenica 10.00-19.00; chiuso lunedì
Biglietti: 10€ intero, 8€ ridotto
Informazioni: www.pinacoteca-agnelli.it

Giorgio De Chirico. Ritorno al futuro. Neometafisica e arte contemporanea
Torino – GAM
19 aprile 2019 – 25 agosto 2019
Orari: martedì - domenica 10.00-18.00; chiuso lunedì
Biglietti: 12€, intero, 9€ ridotto
Informazioni: www.gamtorino.it

Basilico/Piranesi, viaggi e vedute: da Roma a Shangai
Torino – Museo Ettore Fico
10 aprile 2019 - 14 luglio 2019
Orari: mercoledì - domenica 11.00-19.00; chiuso lunedì e martedì
Biglietti: 10€ intero, 8€ ridotto
Informazioni: www.museofico.it

Nel mirino. L’Italia e il mondo nell’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo 1939-1981
Torino – Camera
13 aprile 2019 - 7 luglio 2019
Orari: 10€ intero, 6€ ridotto
Biglietti: lunedì 11.00 – 19.00, mercoledì, venerdì, sabato, domenica 11.00 – 19.00; giovedì 11.00 – 21.00; martedì chiuso
Informazioni: www.camera.to

Il Rinascimento a Biella. Sebastiano Ferrero e i suoi figli 1519-2019
Biella – Palazzo Ferrero/ Palazzo La Marmora/Museo del Territorio
18 aprile 2019 – 18 agosto 2019
Orari: venerdì-sabato 15.00-19.00; domenica 10.00-13.00 / 15.00-19.00
Biglietti: 7€ intero, 5€ ridotto
Informazioni: www.palazzoferrero.it

Il meraviglioso mondo della Natura
Milano – Palazzo Reale
13 marzo 2019 – 14 luglio 2019
Orari: lunedì 14.30 – 19.30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30 – 19.30, giovedì e sabato 9.30 – 22.30
Biglietti: 15€ intero, 14€ ridotto
Informazioni: www.palazzoreale.it , www.mostramondonatura.it

RE•M – Mantegna Bergamo
Bergamo – Accademia Carrara
25 aprile 2019 – 21 luglio 2019
Orari: tutti i giorni 9.30- 18.30; chiuso martedì.
Biglietti: 12€ intero, 10€ ridotto
Informazioni: www.lacarrara.it

Braque. Vis-à-vis Picasso, Matisse e Duchamp
Mantova – Palazzo della Ragione
22 marzo 2019 – 14 luglio 2019
Orari: martedì - domenica 9.30-19.30; chiuso lunedì
Biglietti: 12€ intero, 10€ ridotto
Informazioni: www.braquemantova.it

Giorgio De Chirico. Il volto della metafisica
Genova – Palazzo Ducale
30 marzo 2019 – 7 luglio 2019
Orari: martedì - domenica 10.00 – 19.30; chiuso lunedì
Biglietti: 12€ intero, 10€ ridotto
Informazioni: www.palazzoducale.genova.it

Claude Monet. Ritorno in riviera
Bordighera (Im) – Villa Regina Margherita
30 aprile 2019 – 31 luglio 2019
Orari: tutti i giorni 10.30-19.30.
Biglietti: 9€ intero, 7€ ridotto
Informazioni: www.monetinriviera.it

’700 Veneziano. Opere dalla Collezione Gallo Fine Arte
Padova – Pontificia Basilica del Santo/ Biblioteca Antoniana
15 giugno 2019 – 6 luglio 2019
Orari: lunedì- venerdì 10.00-12.30– 15.00-18.30; sabato 10.00-12.30
Ingresso libero
Informazioni: www.gallofineart.com

Mito Dei ed eroi
Vicenza – Gallerie d’Italia/ Palazzo Leone Montanari
6 aprile 2019 – 14 luglio 2019
Orari: martedì - domenica 10.00- 18.00; chiuso lunedì.
Biglietti: 5€ intero, 3€ ridotto
Informazioni: www.gallerieditalia,com

Burri. La pittura irriducibile presenza
Venezia – Fondazione Cini /Isola di San Giorgio Maggiore
10 maggio 2019 – 28 luglio 2019
Orari: tutti i giorni 11.00 – 19.00; chiuso mercoledì
Ingresso gratuito
Informazioni: www.cini.it

Letizia Battaglia. Fotografare come scelta di vita
Venezia – Casa dei Tre Oci
20 marzo 2019 – 18 agosto 2019
Orari: tutti i giorni 10.00-19.00; chiuso martedì
Biglietti: 12€ intero, 10€ ridotto
Informazioni: www.treoci.org

La maniera emiliana. Bertoja, Mirola, da Parma alle Corti d’Europa.
Fontanellato (Pr) – Labirinto della Masone
6 aprile 2019 - 28 luglio 2019
Orari: tutti i giorni 10.30-19.00; chiusa martedì
Biglietti: 18€ intero, 12€ ridotto
Informazioni: www.labirintodifrancomariaricci.it

Antonio Fontanesi e la sua eredità. Da Pellizza da Volpedo a Burri
Reggio Emilia – Palazzo dei Musei
6 aprile 2019 - 14 luglio
Orari: martedì-venerdì 21.00-23.00; sabato-domenica 10.00-19.00/ 21.00-23.00
Biglietti: 8€ intero, 5€ ridotto
Informazioni: www.turismo.comune.re.it

Francesco Maria I Della Rovere di Tiziano. Storia delle Collezioni roveresche nel Palazzo di Casteldurante
Urbania (PS) – Palazzo Ducale
14 aprile 2019- 14 luglio 2019
Orari: tutti i giorni 10.00-13.00/ 15.00-18.00; chiuso lunedì
Biglietti: 6€
Informazioni: https://www.cosedicasa.com/mostre/francesco-maria-i-della-rovere-di-tiziano-collezioni-roveresche-nel-palazzo-di-casteldurante

Di tutti i colori. Nove secoli di ceramica
Montelupo Fiorentino (Fi) – Palazzo Podestarile/ Museo della Ceramica
16 marzo 2019 – 28 luglio 2019
Orari: martedì - domenica 10.00-19.00; chiuso lunedì
Biglietti: 5€ intero, 4€ ridotto
Informazioni: www.museomontelupo.it

I Severi. Roma universalis. L’impero e la dinastia venuta dall’Africa
Roma – Parco Archeologico del Colosseo
15 novembre 2018 – 25 agosto 2019
Orari: tutti i giorni 8.30-19.15
Biglietti:12€ intero, 7,50€ ridotto
Informazioni: www.parcocolosseo.it

Lucio Fontana. Terra e oro
Roma – Galleria Borghese
22 maggio 2019 - 28 luglio 2019
Orari: martedì- domenica 9.00-19.00; chiuso lunedì
Biglietti: 20€ intero, 9€ ridotto
Informazioni: www.galleriaborghese.beniculturali.it

Caravaggio Napoli
Napoli – Museo e Real Bosco di Capodimonte
12 aprile 2019 – 14 luglio 2019
Orari: tutti i giorni 8.30 - 19.30
Biglietti: 15€ intero, 14€ ridotto
Informazioni: www.museocapodimonte.beniculturali.it

Rinascimento visto dal Sud. Matera, l’Italia meridionale tra ‘400 e ‘500
Matera – Palazzo Lanfranchi
19 aprile 2019 – 19 agosto 2019
Orari: tutti i giorni 9.00 – 20.00; mercoledì 11.00 – 20.00
Biglietti: 10€
Informazioni: www.matera-basilicata2019.it