Mostre d’ottobre 2012

Autore:
Roda, Anna
Fonte:
CulturaCattolica.it
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L’incipiente autunno non ci impedisce di dedicare del tempo, magari in qualche bel fine settimana , alla visita di alcune interessanti mostre, sia d’arte, antica e moderna, sia di cultura più generale.

La nostra serie di proposte inizia da Firenze. Vogliamo sottoporre ai nostri lettori due rassegne: una dedicata alle espressioni artistiche del Gotico internazionale, la seconda dedicata a tre libri d’ore, tre piccoli e pregevoli manufatti, che il Magnifico regalò alle sue tre figliole.
Le sale del piano nobile della Galleria degli Uffizi ospitano l’importante esposizione che vuole ricostruire il panorama dell’arte fiorentina nel periodo mirabile e cruciale che approssimativamente va dal 1375 al 1440. Per restituire il clima colto e prezioso di quella lunga stagione sono esposti, dipinti celebrati da secoli altri pregevolissimi ma finora poco conosciuti al grande pubblico, sculture lignee e marmoree, codici miniati, lavori d’arte sacra e profana: creazioni tutte di sommo pregio e di assoluta rilevanza storica, provenienti da prestigiose istituzioni .Seguendo la cronologia, il percorso prende le mosse dalle opere degli interpreti massimi dell’ultima fase della tradizione trecentesca: opere di Agnolo Gaddi, Spinello Aretino, Antonio Veneziano, Gherardo Starnina e Lorenzo Monaco. Artista, quest’ultimo, che dopo la morte dello Starnina rimane il maggior pittore fiorentino a proporre del gotico estremo una variante personalissima, estranea perfino al naturalismo raffinato di Gentile da Fabriano; testimone lirico di quegli anni, lui pure presente in mostra con tavole famose per la loro bellezza struggente. Accanto a queste, troviamo anche opere che testimoniano il travaglio del passaggio della sensibilità gotica verso una più lineare e classica, già pervasa da fremiti umanistici: opere di Lippo d’Andrea, Mariotto di Cristofano, Giovanni Toscani, Ventura di Moro, Francesco d’Antonio e Arcangelo di Cola. Ma accanto troviamo anche personalità più decise come quella di Lorenzo Ghiberti, personalità fra le più eminenti del tardogotico fiorentino, nel cui cantiere per la prima porta del Battistero, durante la fase iniziale della sua attività, s’erano formati quasi tutti gli artisti di spicco operosi a Firenze. Il passo verso l’umanesimo è breve, basti pensare alle opere del Beato Angelico, artista emblematico - insieme a Michelozzo - di una linea espressiva che aspirava a coniugare l’eredità del linguaggio artistico del recente passato con quanto d’inedito stava maturando in città con Brunelleschi e Masaccio. Infine il tragitto è uno dei testi più insigni del primo Quattrocento, restituito a una insospettata leggibilità: la Battaglia di San Romano di Paolo Uccello.
La seconda rassegna si trova presso la Biblioteca Medicea Laurenziana ed è la prima mostra interamente dedicata ai tre libri d’Ore (cioè di preghiere) commissionati dal Magnifico come doni nuziali per le figlie Lucrezia, Luisa e Maddalena. Riccamente decorati e impreziositi da sontuose legature con ori, argenti, pietre dure e smalti policromi, questi codici sono più simili a gioielli che a
libri da sfogliare. Oggi i codici sono gelosamente custoditi da tre diverse biblioteche: la Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze, la Bayerische Staatsbibliothek di Monaco e la Rothschild Collection di WaddesdonManor, in Inghilterra. Il manoscritto conservato da quest’ultima – classificato come MS. 16 e noto come codice Medici-Rothschild dal nome degli attuali proprietari – tornerà in Italia e sarà esposto per la prima volta. Esso sarà affiancato dal codice Ms. Ashburnam 1874 della Biblioteca Medicea Laurenziana, preservato in un caveau blindato per ragioni di conservazioni e dunque abitualmente inaccessibile al pubblico. Del codice conservato in Germania, troppo fragile per essere trasportato in Italia, sarà esposta una fedele copia in facsimile, che andrà così a completare la “trilogia medicea”. Una circostanza unica che permetterà al grande pubblico di scoprire questi tesori poco noti del Rinascimento e agli studiosi di confrontare dal vivo i manoscritti. La visione dei manoscritti costituisce il momento finale di un percorso espositivo che immerge il visitatore all’interno delle tre opere. Oltre ai codici originali, in mostra ci sono infatti esposte più di sessanta riproduzioni facsimilari delle pagine miniate, divise per tema: saranno così messe a confronto e commentate le illustrazioni dei tre Calendari (con le pittoresche scene delle attività svolte nei vari mesi dell’anno) e le straordinarie immagini degli Incipit, le più ricche di ogni libro. Le riproduzioni facsimilari delle pagine presentano le stesse caratteristiche formali, cromatiche e tattili degli originali, ma a differenza di questi ultimi possono essere ammirate e persino toccate dai visitatori.

A Trento, nella sede del castello del Buonconsiglio, troviamo una mostra dal titolo I cavalieri dell’Imperatore. Tornei, battaglie e castelli, una magnifica mostra dedicata alle armi rinascimentali. Questa rassegna fa rivivere l’affascinante mondo degli uomini d’arme che, vestiti d’acciaio, si scontravano in battaglia o esibivano la loro audacia e abilità nei tornei, dedicandosi oltre che alle virtù eroiche anche alle delizie dell’amor cortese. Si tratta di un’occasione unica per ammirare pezzi provenienti da importanti armerie europee oltre alla più completa collezione al mondo di armi e armature da combattimento e da parata forgiate a mano da maestri fabbri rinascimentali proveniente dall’Arsenale di Graz. La Landeszeughaus (costruita tra 1642 e 1645 da Antonio Solari) è il più grande arsenale originale esistente al mondo: è composto da circa 32.000 pezzi tra armi, armature per la battaglia e quelle per le parate. La Stiria, che era la zona più prossima al fronte contro l’Impero Ottomano, aveva un disperato bisogno di un arsenale di grandi dimensioni. Dopo circa 100 anni in uso, l’imperatrice austriaca Maria Teresa decise di chiudere l’armeria, perché creo un sistema di difesa centralizzato per tutta l’Austria. L’imperatrice, voleva portare tutte le armi e le armature a Vienna. Tuttavia, la Stiria pretese e ottenne di far restare l’Armeria come simbolo di libertà della regione nella lotta contro i turchi e anche per i risultati ottenuti nella difesa non solo della Stiria ma di tutta l’Austria. All’inizio del Medioevo nell’XI secolo i cavalieri erano coperti dalla cotta d’arme, verso la metà del XII comparvero le prime maglie di ferro definite usbergo che ricoprivano l’uomo fino a mezza gamba, un po’ alla volta anche le calze, i guanti e le scarpe divennero di ferro. Per capire meglio l’uso delle armi in mostra ci saranno postazioni multimediali, filmati e ricostruzioni scenografiche di grande effetto.

Trasferiamoci ora in Veneto, a Stra (Ve), nella elegante Villa Pisani per una mostra di pittura dedicata alle raffigurazioni del lavoro nella pittura veneta tra ‘800 e ‘900. Da anni Villa Pisani sta seguendo un suo preciso percorso di valorizzazione della pittura veneta dell’Ottocento. Questa volta la settantina di quadri in mostra narrano la vita lavorativa tra Otto e Novecento attraverso opere di artisti noti come Tito, Ciardi, Brass, Serena o Zandomeneghi, affiancati a “piccoli maestri” meno noti ma degni di essere scoperti. Contestualmente, nella “Casa del Giardiniere” all’interno del parco di Villa Pisani, è possibile confrontare direttamente la realtà narrata sulla tele con quella impressa direttamente sulle lastre fotografiche. Sono gli scatti storici realizzati da Tomaso Filippi nella seconda metà dell’Ottocento con vero gusto di “reporter ante litteram”: scatti rubati per strada, tra i quartieri popolari di Venezia o al mercato di Chioggia, «Scene e costumi veneziani» come lui stesso li definisce, una vera e propria campagna di documentazione sulla vita e sulle tradizioni della gente della laguna. Filippi trova ispirazione tra le calli della Venezia minore, uscendo dal suo studiolo e scendendo in strada, come aveva raccomandato agli artisti il Segretario dell’Accademia di Belle Arti Pietro Selvatico, in un memorabile discorso del 1850. Selvatico aveva esortato i pittori ad una svolta realistica, ad entrare «nelle chiese, negli spedali, nelle officine» e guardare al vero «nella nobile semplicità sua». L’invito non cadde nel vuoto e gli artisti di area triveneta iniziano ad uscire dai loro ateliers per ritrarre soggetti della vita quotidiana e riportare l’arte verso il grande pubblico. I nuovi committenti borghesi desiderano infatti quadri nei quali riconoscersi, non tele di soggetto storico o mitologico. Ecco dunque che in mostra sono esposti quadri di fabbri, calzolai e fioraie, contadini e mondine, sarti e modiste, e una serie di mestieri scomparsi come el gùa (l’arrotino), le impiraresse (le infilatrici di perle), le bigolanti (portatrici d’acqua), le merlettaie di Burano, oltre allo stuolo degli ambulanti con ogni sorta di mercanzia. I pittori dipingono col gusto dell’aneddoto, raccontano sulla tela piccole storie, con romanticismo e forse idealizzando un mondo fatto comunque di lavoro e di fatica. Le foto, più realistiche, restituiscono usi e costumi di una Venezia pittoresca in gran parte «sparita». Ma il risultato finale è un reportage per quadri e foto delle arti e dei mestieri svolti a Nordest nell’arco di un secolo.

Chi non conosce Recanati (Mc) e il suo più importante cittadino, Giacomo Leopardi? Casa Leopardi, ancora di proprietà degli antenati del grande poeta, di anno in anno propone delle mostre temporanee. In questi tempi è stata allestita una rassegna volta a valorizzare la biblioteca della villa, biblioteca allestita con tanto sacrificio da Monaldo, il padre di Giacomo. Allestita nei locali dell’ex frantoio di Palazzo Leopardi, è stata inaugurata il 30 giugno 2012 in occasione del bicentenario dell’apertura al pubblico della Biblioteca del Poeta. L’esposizione sottolinea l’importanza di questo gioiello di cultura e spiega il rilievo simbolico e affettivo che tale luogo ha avuto per due protagonisti d’eccezione: Monaldo e Giacomo Leopardi. Fortemente voluta da Monaldo Leopardi, la Biblioteca è stata aperta al pubblico nel 1812, ed ha rappresentato per il padre del Poeta, e per i suoi figli, un impegno lungo una vita, protratto in questi duecento anni dagli eredi che hanno mantenuto e valorizzato la Biblioteca come da disposizione testamentaria del conte Monaldo. La mostra, articolata in sei aree tematiche, non solo affronta la storia della fondazione della “libreria” di Monaldo, ma racconta, attraverso documenti e testi, i libri amati dal giovane Giacomo Leopardi, espressione poetica e filosofica della sua opera. Non mancano manoscritti del Poeta e arredi e oggetti della collezione di famiglia.Il percorso è, inoltre, arricchito da alcune postazioni multimediali tematiche: una è dedicata all’Encyclopedie Méthodique di Diderot e D’Alembert, sfogliabile “virtualmente” con il movimento del corpo del visitatore; due video-istallazioni sono dedicate a “La nouvelle Héloise” di J.J. Rousseau e a “Corinne ou l’Italie” di M.me de Stäel, opere particolarmente care a Giacomo Leopardi. L’ultima postazione indaga, attraverso contenuti audio e video, il metodo che presiede alla scrittura dello “Zibaldone”.

Ritorniamo al nord, a Torino per la precisione, per una mostra dedicata a Arnaldo Pomodoro (1926), famoso scultore contemporaneo. La mostra racconta un viaggio straordinario e unico, attraverso cui è possibile rileggere il lavoro di ricerca per la progettazione scenica svolto da Arnaldo Pomodoro nell’arco di un cinquantennio: dalla tragedia greca al melodramma, dal teatro contemporaneo alla musica, attraverso sculture, modellini, bozzetti e disegni, ma anche costumi e oggetti di scena. Si va dalla Caterina di Heilbronn di Kleist, sul Lago di Zurigo nel 1972 con la regia di Luca Ronconi, alla trilogia dell’Orestea di Emilio Isgrò da Eschilo sui ruderi di Gibellina messa in scena tra il 1983 e il 1985, con la regia di Filippo Crivelli– fino al dittico Cavalleria rusticana di Mascagni e Šárka di Janá?ek al Teatro La Fenice di Venezia nel 2009, con la regia di Ermanno Olmi. Completa la mostra l’esposizione negli spazi esterni di alcune sculture monumentali inizialmente pensate per importanti spettacoli: le quattro Forme del mito per il ciclo dell’Orestea, il Grande Portale per Oedipus Rex e l’Obelisco per La passione di Cleopatra. Il teatro è, per Arnaldo Pomodoro, il luogo della ricerca per eccellenza: “l’esperienza teatrale mi ha aperto nuovi orizzonti e mi ha incoraggiato e persino ispirato a sperimentare nuovi approcci e nuove idee per le sculture di grandi dimensioni, perché il teatro mi dà un senso di libertà creativa: mi sembra di poter materializzare la visionarietà”. Le opere scenografiche di Arnaldo Pomodoro possiedono una propria autonomia linguistica, resistono nel tempo e soprattutto hanno fatto intravedere all’artista nuovi sviluppi espressivi e nuovi contesti. Come lui stesso scrive: “l’esperienza teatrale che abbraccio con entusiasmo mi ha anche posto in una nuova prospettiva in relazione agli architetti con i quali lavoro e per l’environment della vita urbana”. La ricerca di Arnaldo Pomodoro è una ricerca infinita, dove ogni tappa è un’opera, una scenografia, un costume, un testo, in questo caso una mostra.

Da ultimo a Mantova sempre un tributo ad un grande dell’arte contemporanea, Pier Luigi Nervi (1891-1979) . Dal titolo L’industria e la fabbrica sospesa, la rassegna è una retrospettiva internazionale che raccoglie disegni originali, modelli e fotografie di cantiere di dodici progetti famosi di Pier Luigi Nervi, tra cui lo Stadio Municipale di Firenze del 1932, la sede dell’Unesco a Parigi, l’Aula Vaticana delle udienze pontificie, la Torre della Borsa di Montreal, il progetto dell’Ambasciata Italiana a Brasilia, ideato insieme con il figlio Antonio nel 1969. Una selezione di progetti noti ai quali si aggiunge una sezione dedicata alla realizzazione di Nervi per la città di Mantova: la Cartiera Burgo, soprannominata ‘la Fabbrica sospesa’, una delle opere più complesse dell’ingegnere di Sondrio. La dimora gonzaghesca ospita i casseri originali, nonché gli unici rimasti, utilizzati per “gettare” il solaio isostatico dei magazzini della Cartiera mantovana, che costituiscono ritrovamenti recenti fondamentali per comprendere i metodi costruttivi di Nervi.
Nel 1961 Nervi accetta l’incarico di progettare la Cartiera Burgo: si tratta di una vera e propria sfida per l’ingegnere che si misura nella risoluzione di un problema complesso, quale quello di un ambiente unico lungo 250 metri, con una facciata libera di 160 metri, nel quale organizzare le diverse fasi di lavoro. L’architettura singolare della fabbrica si rivela subito un’icona assimilabile alla configurazione di un ponte sospeso, modello unico di statica e funzionalità.

Bagliori dorati. Il Gotico internazionale a Firenze 1375- 1440
Firenze – Galleria degli Uffizi
19 giugno 2012 – 4 novembre 2012
Orari: martedì – domenica 8.15- 18.15, chiuso lunedì
Biglietti: 11€ intero, 5,50€ ridotto
Informazioni: www.unannoadarte.it

Magnifici tre. I libri-gioiello di Lorenzo de’ Medici
Firenze – Biblioteca Medicea Laurenziana
11 settembre 2012 – 20 ottobre 2012
Orari: lunedì – sabato 9.30-13.30, chiuso domenica
Biglietti: 3€
Informazioni: www.magnificitre.it

I cavalieri dell’Imperatore. Tornei, battaglie e castelli
Trento – Castello del Buonconsiglio
23 giugno 2012 – 18 novembre 2012
Orari: martedì – domenica 10.00-18.00, chiuso lunedì
Biglietti: 8€ intero, 5€ ridotto
Informazioni: www.buonconsiglio.it

Nobiltà del lavoro. Arti e mestieri nella pittura veneta tra Ottocento e Novecento
Stra (Ve) – Museo Nazionale di Villa Pisani
3 giugno 2012 – 4 novembre 2012
Orari: tutti i giorni 8.30-20.00, chiuso lunedì
Biglietti: 10€ intero, 7,50€ ridotto
Informazioni: www.villapisani.beniculturali.it

Giacomo dei libri. La biblioteca Leopardi come spazio delle idee
Recanati (Mc) – Casa Leopardi
1 luglio 2012 – 31 dicembre 2013
Orari: tutti i giorni 8.30-12.30/ 14.20-17.30
Biglietti: 4€ intero, 2€ ridotto
Informazioni: www.giacomoleopardi.it

Arnaldo Pomodoro. Il teatro scolpito
Torino – Palazzo Reale
28 settembre 2012 – 25 novembre 2012
Orari: martedì – domenica 9.30-18.30, chiuso lunedì
Informazioni: 011-43 61 455
Ingresso libero

Pier Luigi Nervi - Architettura come sfida. L’industria e la fabbrica sospesa
Mantova - Palazzo Te
8 settembre 2012 – 25 novembre 2012
Orari: lunedì 13.00-18.00; martedì – domenica 9.00-18.00
Biglietti: 10€ intero, 7€ ridotto
Informazioni: www.centropalazzote.it, www.pierluiginervi.org