Settembre 2012: un ritorno di mostre

Autore:
Roda, Anna
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Dopo le ricche e varie proposte delle vacanze, siamo ora sulla via del ritorno a casa e della ripresa delle normali attività lavorative. Non togliamo però la possibilità di fare ancora qualche uscita fuori porta, magari in località di vacanza per associare agli ultimi sprazzi di riposo estivo la visita a qualche interessante rassegna d’arte, e le proposte in Italia non mancano mai.

Incominciamo con due mostre d’arte contemporanea ad Aosta.
La prima in dirittura d’arrivo è dedicata a Giorgio de Chirico (1888-1978), padre della Metafisica, da titolo Il labirinto dei sogni e delle idee. Attraverso un’importante selezione di opere (40 dipinti a olio, 10 tempere e disegni, 15 grafiche, anche colorate a mano dall’autore), alcune raramente esposte e provenienti da prestigiose collezioni private e museali, la rassegna si pone come un’occasione unica per osservare da vicino e godere di capolavori del Maestro di solito non accessibili al grande pubblico. La mostra illustra il percorso all’insegna della Metafisica – intesa dal maestro come qualità eletta della pittura e non come caratteristica dei soggetti – che scorre lungo le diverse fasi stilistiche del suo lavoro: recupero della tradizione classica, suscitazioni surreali, riavvicinamento alla realtà attraverso le modulazioni del barocco e quindi l’invenzione di nuovi temi e di tecniche, dai Bagni misteriosi alla neometafisica. Capitoli che al loro apparire, nel sovrapporsi delle poetiche, hanno provocato polemiche in campo internazionale, le più accese per l’amore-odio che i surrealisti hanno avuto per De Chirico, riconosciuto l’iniziatore ideale del movimento francese.
La seconda mostra è dedicata ad un altro grande della pittura Vassily Kandinsky, maestro e fondatore dell’arte astratta. Sono presenti in mostra alcuni capolavori degli anni Trenta e Quaranta del Maestro mai presentati prima d’ora in Italia. Si ammirano inoltre i significativi lavori di artisti con cui Kandinsky ha instaurato un dialogo vivo e creativo come Hans Arp, SophieTaeuber-Arp, César Domela, Piero Dorazio, Alberto Magnelli, Joan Mirò, Francis Picabia e Luigi Veronesi. Non mancano poi riferimenti al design di Alessandro Mendini. Il carattere trasversale della mostra, che comprende circa 80 opere, arricchita da lettere, documenti e lavori di confronto con gli artisti a lui più vicini e da lui influenzati, offre l’opportunità di un’approfondita analisi critica della sua ricerca in un contesto che coinvolge Italia e Francia.

Ci spostiamo ora a Pinerolo (TO) per una mostra che piacerà tanto ai più giovani: una mostra dedicata agli indiani d’America e ai diversi aspetti della loro cultura e tradizione. La mostra intende documentare la cultura dei popoli delle Grandi Pianure, l’enorme area erbosa che attraversa da Nord a Sud tutto il continente e costituisce il cuore dell’America settentrionale: i Mandan, Hidatsa, Lakota, Crow, Blackfoot, Arapaho e Cheyenne. Per queste popolazioni, l’introduzione del cavallo, giunto in America con i primi colonizzatori spagnoli e diffusosi rapidamente e, più tardi, delle armi da fuoco, consentì il pieno fiorire di quella “Cultura delle Pianure” così come ci è stata trasmessa dalle informazioni raccolte nel corso del XIX secolo. Il cavallo permetteva infatti una maggior mobilità e rapidità di spostamento, consentendo di cacciare le mandrie di bisonti con notevole efficacia. Costituiva inoltre un mezzo di trasporto grazie al quale era possibile trasportare quantità di beni e di cibo considerevolmente maggiori rispetto ai gruppi nomadi appiedati. La diffusione del cavallo e delle armi da fuoco determinò quindi profondi mutamenti nelle culture native della regione e si verificarono spostamenti e migrazioni. Alcuni gruppi si avventurarono all’interno della regione, mentre altri furono sospinti in territori marginali. La spiritualità e religiosità dei nativi americani è fondata sulla visione del mondo degli antichi popoli cacciatori, la cui eredità è stata trasmessa anche alle popolazioni che hanno adottato un sistema socio-economico più articolato e complesso, fondato sull’agricoltura. Il rapporto con il mondo animale e il ruolo degli animali quali veicoli e intermediari con il mondo delle potenze invisibili costituiscono infatti un elemento ricorrente e costante nell’universo religioso degli Indiani d’America. Molti racconti mitologici diffusi in tutto il continente narrano dei tempi primordiali in cui vivevano sulla terra personaggi misteriosi e dotati di straordinari poteri, gli antenati degli attuali esseri umani e delle diverse specie animali. Questi esseri che presentano tratti eterogenei, in cui le caratteristiche animali e quelle umane si assommano e si mescolano divenendo indistinguibili, dimostrano l’originaria complementarità e consustanzialità del mondo umano e del mondo animale. La rassegna si articola in molte sezioni, ecco i titoli di alcune: Il regno del bisonte e del cavallo, Il mondo dei cacciatori, Il mondo della guerra, Il bisonte nel cielo.

Dopo una mostra tanto suggestiva e popolare passiamo ora ad alcune installazioni che l’artista Velasco (di cui abbiamo già scritto) ha realizzato presso l’Isola Madre (VB) del Lago Maggiore, dal titolo Foresta Rossa. Si tratta di un punto d’approdo ideale di quella tematica della clandestinità e della precarietà affrontate dall’artista in precedenti lavori. Il giardino botanico dell’Isola è stato trasformato in un paesaggio sospeso, i cui diversi capitoli ne tessono la trama: Palytime, Foresta Rossa (una passeggiata tra piccoli platani in cemento, catrame e lamiera che scandisce il salire di un’antica scalinata), Branco (i famosi cani di Velasco, famelici, ringhiosi), Dipinti (dipinti con paesaggi di una città fantasma sospesa tra passato e futuro, immobile e infinita, come i luoghi che non hanno destino oppure ne hanno molti).

Trasferiamoci ora in Veneto, a Possagno (VT), sede dell’importante Museo Canova per la mostra dedicata all’omonimo scultore sul tema della danza. Le danzatrici sono creature, bellissime, che l’artista possagnese realizzava quando sentiva avvicinarsi quello stato di prostrazione fisica e morale che lui stesso attribuiva al “male di qualche amico o alle vicende del mondo”. La loro bellezza, lievità e forza scacciava ogni melanconia e ridava al maestro la joie de vivre di cui aveva bisogno. Tre di queste fanciulle danzanti le traspose prima in gesso e poi in marmo: sembrano lottare con la legge di gravità; molte altre si limitò ad abbozzarle, a disegnarle o a dipingerle nelle sue coloratissime tempere. L’idea per questa mostra è legata ad un risarcimento artistico e storico: tra i capolavori del Museo Antonio Canova di Possagno, si conserva il modello originale in gesso (quello su cui effettivamente lavorò Canova, affidandone poi la trasposizione in marmo ad abili collaboratori e su cui interveniva alla fine nell’intento di rappresentare “la vera carne”) della Danzatrice con i cembali, eseguita per l’ambasciatore russo a Vienna Andrei Razumovskij. Le sensuali braccia tornite ed i cembali della Danzatrice vennero polverizzate da una granata durante i cannoneggiamenti che colpirono Possagno, a ridosso del Monte Grappa, nel corso della Grande Guerra. Da allora l’opera protende al cielo i suoi candidi moncherini. In questi mesi, ottenuti tutti i permessi del caso, con le cautele necessarie, la Danzatrice di Possagno è stata restaurata e ricomposta con un procedimento inverso a quello tradizionale: è stata fatta la scansione CAD del marmo finale (conservato al Bode Museum di Berlino) e con il reverse engineering è stato possibile ricostruire le parti mancanti in gesso. Mani pazienti e attente, hanno poi pulito l’opera dalle impurità dei suoi 200 anni. Attorno alla ritrovata danzatrice troviamo altre cinquanta opere danzanti di Canova, dalla Danzatrice con le mani sui fianchi, la stessa che al Salone parigino del 1813 fece “impazzir tutti”, alla Danzatrice con dito al mento, dalla Ebe alla Tersicore, dai bassorilievi alle tempere, dai disegni ai monocromi.

Arriviamo ora ad Udine, per una mostra realizzata dalla Casa delle Esposizioni di Illegio dal titolo, I Bambini e il Cielo. Dedicata ai bambini che la Sacra Scrittura ricorda tra i protagonisti della storia della salvezza, indicando l’infanzia come la condizione spirituale di massima autenticità in cui l’uomo può trovarsi, la mostra racconta attraverso ottanta opere di grande pregio lo speciale rapporto tra Dio e i piccoli, fino a scrutare la dolcezza del mistero del Dio che si è fatto Bambino. La mostra dipana il suo racconto tra alcune iconografie familiari e altre rarissime, attraverso gioielli di altissima qualità come il San Cristoforo di Lucas Cranach il Vecchio, La preghiera di Abramo e Isacco di David Teniers il Giovane, La Natività dell’atelier di Hans Memling, la Madonna del Pollice di Giovanni Bellini, il grandioso Venere e Mercurio presentano Cupido a Giove di Paolo Caliari detto il Veronese. Diversi gli inediti presenti in mostra, specialmente nelle sezioni dedicate alla scultura tra Duecento e Quattrocento italiano. Infine, un cenno sul passaggio dall’infanzia sacra di soggetto biblico alla sacralità dell’infanzia di soggetto sociale, dall’Ottocento in avanti, con i temi dei bambini sfruttati o della nostalgia di un’innocenza che abbiamo perduto. Un’indagine nell’iconografia religiosa, dunque, ma anche un percorso per comprendere, in questa epoca che rischia il collasso per mancanza di infanzia, come ritrovare noi stessi e il Dio Bambino.

L’ultima tappa delle nostre proposte è a Melfi (PZ), si tratta di una mostra archeologica che indaga l’antico mondo delle donne di questi popoli meridionali. Attraverso l’esposizione di corredi funerari femminili dei siti dauni del melfese si propone la rappresentazione del ruolo della donna nella società antica e i mutamenti legati alle vicende storico-culturali che registrano, nei livelli più elevati dello status sociale, il passaggio da un ruolo strettamente attinente alla sfera domestica ( custode del focolare domestico e di tutte le pratiche collegate), all’esercizio di attività promotrici del ruolo sociale costruite attorno alla sfera dell’hestia e delle pratiche connesse quali l’organizzazione e la partecipazione ai banchetti e convivi.

Giorgio de Chirico. Il labirinto dei sogni e delle idee
Aosta - Centro Saint-Bénin
29 aprile 2012 – 30 settembre 2012
Orari: tutti i giorni 9.30-12.30/14.30-18.30
Biglietti: 5€ intero, 3,50€ ridotto
Informazioni: www.regione.vda.it

Wassily Kandinsky L’arte astratta tra Italia e Francia
Aosta – Museo Archeologico Regionale
25 maggio 2012 – 21 ottobre 2012
Orari: tutti i giorni 9.00-19.00
Biglietti: 5€ intero, 3,50€ ridotto
Informazioni: www.regione.vda.it

L’universo degli indiani d’America. Cosmologia, vita quotidiana e sopravvivenza dei popoli delle grandi pianure
Pinerolo (TO) – Museo Civico di Archeologia e Antropologia
3 dicembre 2011 – 30 dicembre 2012
Orari: Chiesa di S. Agostino:(Via Principi d’Acaja) sabato-domenica 15.30 – 18.30;Museo Storico dell’Arma di Cavalleria (Viale Giolitti 5) martedì e giovedì 9.00-11.30/14.00-16.00, domenica 10.00-12.00/15.00-18.00:Biblioteca Civica “Alliaudi”(Via Cesare Battisti 11) lunedì-venerdì 9.00-19.00, 2° e 4° sabato del mese 9.00-12.00
Ingresso gratuito

Foresta Rossa di Velasco
Isola Madre, Stresa / Grand Hotel Majestic e piazza Garibaldi, (VB)
2 giugno 2012 – 21 ottobre 2012
Orari: tutti i giorni 9.00 -17.30
Biglietti: 11€ intero, 5,50€ ridotto
Informazioni: www.borromeoturismo.it

Canova e la danza. La danza nella pittura e nella scultura di Antonio Canova
Possagno (TV) – Museo e Gipsoteca Antonio Canova
3 marzo 2012 – 30 settembre 2012
Orari: martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato, domenica 9.30 – 18.00
Biglietti: 8€ intero, 5€ ridotto
Informazioni: www.museocanova.it

I Bambini e il Cielo
Illegio (UD) – Casa delle Esposizioni
28 aprile 2012 – 30 settembre 2012
Orari: martedì-sabato 10.00 – 19.00; domenica 9.30 – 19.30; lunedì chiuso
Biglietti: 8€intero, 6€ ridotto
Informazioni: www.illegio.it

La donna daunia, da custode dell’oikos a mater familias
Melfi (PZ) – Castello ( Scuderia, Via Normanni)
8 marzo 2012 – 31 ottobre 2012
Orari: lunedì14.00-20.00 martedì-domenica 9.00-20.00
Informazioni: www.archeobasilicata.beniculturali.it
Ingresso gratuito