Proposte di mostre per maggio 2012

Autore:
Roda, Anna
Fonte:
CulturaCattolica.it
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In questo numero proponiamo una scelta di rassegne che spaziano dall’antico al moderno, in diverse parti d’Italia, dando così l’opportunità, nei prossimi ponti di vacanza, di vedere le proposte più accessibili.

Iniziamo la nostra carrellata da Milano, per una piccola mostra presso uno spazio espositivo nella zona più “artistica” di Milano, i Navigli di Porta Ticinese. Lo spazio, già noto ai nostri lettori, è la Galleria Previtali, una galleria che predilige rassegne d’arte figurativa con un occhio particolare alle tematiche urbane.
Titolo della mostra attuale è La bellezza dell’uno diviso, una collettiva a cui partecipano gli artisti che la galleria promuove e che ha come tema appunto il figurativo, anche se di variata fisionomia. Per meglio esprimere questa tipologia si è scelto di un simbolo rappresentativo, la metropoli che nella sua unità raccoglie gli aspetti molteplici del reale. Le tele di Marina Previtali sviluppano un sensitivo paesaggismo dallo sguardo lungo velato di lirismo malinconico; Yoon Si-Young ci parla di una città liquida e tenebrosa sempre mediata da un diaframma costruito ad arte per rendere l'osservazione emotivamente partecipata; le sculture di Guido Lodigiani esprimono, attraverso il corpo modellato, una rievocazione delle grandi forme e iconografie tradizionali con una propria originale drammatica asprezza; Giovanni Lo Presti ama rappresentare il reale con rigore apollineo, di lucida connotazione fotografica, evidenziando caratteri e sensazioni nascoste sotto la superficie parlante del corpo metropolitano. Un senso di precarietà e di fuga caratterizza la mostra nel suo insieme la cui poetica è fortemente condizionata dallo smarrimento e dall'assenza, preludio di un ritorno nostalgico alla pienezza del passato.

Passiamo ora a Trieste nella suggestiva sede del Castello di Miramare per una mostra dedicata alla passione per il collezionismo di Massimiliano d’Asburgo e alla moglie Carlotta del Belgio, in occasione dei 150 anni dal loro insediamento. L'esposizione illustra una selezione della collezione pittorica dei celebri consorti conservata nei depositi del Museo Storico del Castello di Miramare. Nella rassegna si vuole sottolineare il fascino che esercitò su Massimiliano l'arte del passato. Il precoce interesse verso il mercato antiquario permise infatti al giovane arciduca di costituire una raccolta pittorica arricchita anche da opere di antichi maestri, acquistate, spesso su consiglio di esperti del settore, presso rinomate botteghe d'antiquariato a Vienna e a Venezia. Un nucleo di dipinti che ben riflette i gusti collezionistici dei committenti, da cui traspare la preferenza accordata alla scuola italiana, tedesca e fiamminga dei secoli XVI-XVIII, come dimostrano i lavori legati alla cerchia di Bernardo Strozzi o il Ciclo dei mesi, stagioni ed elementi di Jan van den Hoecke, le allegorie del Gusto e dell'Odorato di Johann Heinrich Schönfeld.

Passiamo ora per la Romagna e fermiamoci a Ravenna . Presso il Museo della Città viene ospitata una mostra dedicata ai gusti artistici e agli studi critici di Giovanni Testori (1923-1993), dal titolo Miseria e splendore della Carne. Caravaggio, Courbet, Giacometti, Bacon... Testori e la grande pittura europea. Pittore, drammaturgo, giornalista ma soprattutto storico e critico d’arte, Giovanni Testori si è sempre distinto per la sua lontananza da facili compromessi, per il coraggio di scegliere strade anche impervie perché distanti da quelle “maestre” dell’ufficialità. Il percorso della mostra si articola in diverse sezioni dedicate ai vari periodi della storia dell’arte studiati dal critico milanese e agli artisti da lui amati, a partire dai suoi primi scritti su Manzù, Matisse, Morlotti, poi i francesi Courbet e Géricault; dagli approfondimenti e le riscoperte sulla linea della pittura di realtà in Lombardia del ‘500 (Gaudenzio Ferrari, Foppa, Savoldo, Romanino, Moretto) e del ‘600 (Moroni, Ceresa, Fra Galgario, Ceruti), i “manieristi” lombardo piemontesi (Cerano, Morazzone, Tanzio da Varallo, Daniele Crespi, Cairo,) accompagnati da Caravaggio, sua grande passione dichiarata, passando attraverso l’attenzione a figure della Nuova Oggettività (Dix, Grosz, Radzwill), Nuovi Selvaggi (Fetting, Hodicke, Zimmer, Salomè) e Nuovi Ordinatori (Albert, Chevalier, Schindler, Merkens), e artisti come Bacon, Giacometti, Sutherland, Sironi, Guttuso, Gruber, Marini, Vacchi, Varlin, Jardiel, Vallorz, Rainer – per citare alcuni nomi - per giungere fino a Cucchi e Paladino.
Di ognuno di questi artisti sono esposte diverse opere, in alcuni casi quelle stesse scelte e possedute da Testori. La rassegna presenta anche un omaggio Testori con selezione di ritratti fra i tanti eseguiti da diversi pittori per lo studioso.

Ad Urbino (PU), cittadella dell’arte rinascimentale, troviamo una mostra dedicata alla raffigurazione della Città ideali, dal titolo La Città Ideale. L'utopia del Rinascimento a Urbino tra Piero della Francesca e Raffaello. La tavola dipinta con la Città ideale nella Galleria Nazionale delle Marche costituisce uno dei più affascinanti enigmi del Rinascimento italiano. Non se ne conoscono né la funzione né l’autore, eppure essa appare come un compendio di arte, scienza e speculazione filosofica, uno dei più alti raggiungimenti della civiltà fiorita a Urbino nella seconda metà del Quattrocento, alla corte del Duca Federico da Montefeltro, il più dotto ed illuminato fra i signori del suo tempo. Nella mostra allestita nel Palazzo Ducale di Urbino si può finalmente ammirare la tavola di Urbino insieme ad un’altra “città ideale”, di analoga impostazione, conservata nella a Baltimora(una terza conservata a Berlino non può purtroppo viaggiare per le sue pessime condizioni conservative). Una occasione unica per approfondire la conoscenza di opere così singolari e misteriose, per esplorare il significato dell’idea di città che si riflette in quelle architetture dipinte, per cogliere il senso delle utopie che vi sono rappresentate. Accanto alle due tavole sono esposti in mostra oltre 50 fra dipinti, sculture, tarsie, disegni, medaglie, codici miniati e trattati di architettura che illustrano a tutto campo la felicissima stagione vissuta dalla piccola capitale, stretta tra i monti e le colline del Montefeltro, cerniera fra le terre di Toscana, Umbria, Marche e Romagna. Sono presenti opere di Jacopo de Barbari, Piero della Francesca, Luca Signorelli, Fra’ Carnevale, Domenico Veneziano, Sassetta, Mantegna, Perugino, Bramante e infine Raffaello, che, formatosi pienamente nella cultura urbinate, diverrà uno dei grandi ‘architetti’ del Cinquecento. Contenitore e nello stesso tempo elemento costitutivo della mostra è la splendida architettura del Palazzo Ducale di Urbino, nella cui realizzazione vennero implicati gli architetti che inventarono il linguaggio rinascimentale quali Leon Battista Alberti, Luciano Laurana e Francesco di Giorgio Martini, che vengono tutti e tre ritenuti possibili autori della tavola urbinate.

Passiamo ora in Toscana e per la precisione a Firenze per una mostra allestita agli Uffizi dedicata agli arazzi di casa Medici. L’esposizione degli arazzi fa conoscere al pubblico un settore prezioso delle sue collezioni, la cui fama, antica e nobile, va declinando per via di un’assenza – che dura da decenni, ormai – dai luoghi aperti ai visitatori.Gli arazzi sono opere d’arte che il tempo consuma impietoso, perché la luce, la polvere e la trazione portano alla degenerazione del loro stato conservativo.
Superbe serie di arazzi furono rimosse nel 1987 per queste ragioni dai corridoi della Galleria, dove per decenni avevano rappresentato un tratto d’eleganza magnifica, e collocate nelle stanze della riserva, attrezzate per la loro migliore conservazione, dove rimarranno finché non saranno disponibili le sale al piano terreno, progettate per esporle in turnazione. Ora diciassette arazzi, desunti da serie ragguardevoli di provenienza granducale, dispiegano in mostra le qualità delle manifatture e i racconti di feste alla corte di Francia e di mitologie, il passare delle stagioni e la passione di Gesù, quasi stazioni sacre e profane, in un succedersi d’intrecci tra interni e bordure. Esempi della celebrata tradizione fiamminga del Cinquecento si confrontano con la locale arazzeria fiorentina, introdotta da Cosimo I nel 1545, per l’ambizione di creare un’autonoma manifattura, soppressa nel 1738 dalla Reggenza Lorenese. Peculiarità di queste creazioni sono la ricchezza della tessitura e dei materiali, esaltati dal confronto di panni restaurati e da restaurare della medesima serie; ma sono anche il vigore smagliante dei colori percepibili ancora sul rovescio di uno degli arazzi delle Feste dei Valois non sofferente per l’aggressione subita dalle superfici esposte alla luce; le qualità degli autori di cartoni e disegni (alcuni in mostra); le modalità d’acquisizione delle serie al patrimonio granducale, per dono, per dote, per eredità, per commissione. Infine con l’illustrazione in mostra dei restauri e dei metodi esecutivi dell’arazzo, si prenderà coscienza anche della complessità d’ogni intervento e della maestria della scuola di restauro fiorentina, una delle migliori al mondo.

A Montevarchi (AR), presso il Cassero per la scultura possiamo visitare una mostra dedicata allo scultore napoletano Vincenzo Gemito (1852-1929). La mostra presenta un importante nucleo di 12 bronzi di Vincenzo Gemito, figura centrale nel passaggio tra Otto e Novecento della scultura meridionale, che comprende tra gli altri lavori il busto del Pescatorello la cui versione a figura intera è conservata al Museo del Bargello di Firenze; l’Acquaiolo, immagine di scugnizzo napoletano in presa diretta sulla realtà contemporanea e punto di riferimento di intere generazioni di artisti; la riduzione in bronzo del Carlo V, mai esposto prima d’ora, il cui marmo monumentale è sulla facciata del Palazzo Reale di Napoli, mentre al periodo della maturità si riferisce il grande scudo di Alessandro Magno in un esemplare di grandissima freschezza e dal cesello da orafo. In allestimento figurano alcune tra le opere più importanti di Giovan Battista Amendola (1848-1887): la grande Venere che avvolge la chioma, già esposta alla Biennale di Venezia del 1903, ma soprattutto i bronzi A moment’s rest e Miss Lucy che riferiscono della cultura inglese assimilata a Londra e dell’amicizia con il pittore Alma – Tadema.

Ulteriore tappa toscana è a Viareggio (LU) per una rassegna dedicata alla pittura toscana degli inizi del XX secolo. Il passaggio in Toscana dalla pittura di estrazione macchiaiola all’affermazione del Novecento, con Ghiglia, Rosai e Soffici, solo per citare alcuni dei maggiori protagonisti, è documentato dalla mostra promossa dalla Società di Belle Arti che, da tempo, sta dedicando a quel periodo studi e ricerche approfondite. E’ un’occasione unica per ammirare dipinti di un’importante raccolta privata, come La strada bianca di Fattori, la Famiglia di contadini di Soffici e Via Toscanella di Rosai, oramai considerati icone di una stagione estremamente feconda. Il percorso, diretto riflesso del gusto, della passione e delle intuizioni del collezionista, si articola in circa quaranta opere rappresentative delle tendenze che, derivate all’estetica figurativa della Toscana postunitaria, si sarebbero trasformate, evolvendosi nell’ambito del Realismo, del Divisionismo, fino alle Avanguardie del Novecento. Tra i più sensibili a quei mutamenti, emergono personalità di grande talento come Viani e Puccini che, sebbene operanti in un’epoca di transizione e in un’area connotata da una forte tradizione, proprio per questo protesa all’aggiornamento della propria identità culturale, hanno mostrato una straordinaria apertura nei confronti delle più originali tendenze europee. La mostra, oltre che mettere a fuoco alcuni aspetti non ancora adeguatamente esplorati dell’arte moderna toscana - tra i primi a richiamarvi l’attenzione nel dopoguerra, Alessandro Parronchi - è un omaggio a Raffaele Monti che, su quel breve ma intenso capitolo figurativo, ha scritto pagine illuminanti.

Giungiamo così a Roma per due mostre di alta qualità: una dedicata a Tintoretto, la seconda, curiosa ed affascinante insieme, dedicata ai documenti dell’Archivio Segreto Vaticano.
Presso le Scuderie del Quirinale possiamo ammirare alcuni capolavori di Tintoretto. Il più terribile cervello che abbia mai avuto la pittura’ così Giorgio Vasari ritrasse Jacopo Robusti (o Canal) detto il Tintoretto (1519- 1594). Artista rivoluzionario, è tra i principali interpreti della pittura italiana del Cinquecento a non aver avuto in Italia una mostra monografica significativa. La mostra attuale si prefigge, quindi, di illustrare compiutamente la sua opera presentando i tre principali generi della pittura del grande maestro veneto: il tema religioso, il tema mitologico e il ritratto. Una sezione inoltre arricchisce la mostra con le opere degli artisti che intorno a Tintoretto si muovevano: da Tiziano a Bonifacio Veronese, a Giovanni Demio, a Lambert Sustris, al Parmigianino, a El Greco, allo Schiavone e Paolo Veronese. Un’esposizione che si apre e si conclude presentando i due più famosi autoritratti: quello giovanile, lieve e spavaldo, del Victoria & Albert Museum di Londra e quello senile, grave e magnetico, del Louvre di Parigi. In mostra, inoltre, anche gli straordinari teleri, dallo spettacolare Miracolo dello schiavo, dipinto nel 1548 per la Scuola Grande di San Marco al Trafugamento del corpo di San Marco, oggi entrambi conservati alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, che lo imposero prepotentemente nello scenario artistico veneziano per quasi mezzo secolo, fino alla dolente Deposizione nel sepolcro (1594) del Monastero di San Giorgio Maggiore, forse l’ultima opera in cui è possibile riconoscere la mano del maestro. E ancora molte opere celebrate e famose: da quella che viene considerata una delle sue prime riconosciute, Gesù tra i dottori (1542), concessa dal Museo diocesano del Duomo di Milano, a celebri capolavori come la Madonna dei Tesorieri e la Creazione degli animali, ambedue dalle Gallerie dell’Accademia, la Santa Maria Egiziaca e la Santa Maria Maddalena della Scuola Grande di San Rocco, oltre un inedito e strepitoso confronto tra l’Ultima Cena della veneziana chiesa di San Trovaso con quella, di cinque anni più tarda, della chiesa di San Polo restaurata proprio in occasione della mostra delle Scuderie. Accanto ai grandi teleri di impatto drammatico e dalla stesura fulminea e densa di tensione, si presentano al visitatore le opere di soggetto storico o mitologico, come, ad esempio, due dei 14 ottagoni, raffiguranti Apollo e Dafne e Deucalione e Pirra, ora nella Galleria Estense di Modena, realizzati nel 1541 per il soffitto di Casa Pisani o la splendida Susanna fra i vecchioni dal Kunsthistorisches di Vienna.
Con il suggestivo titolo Lux in arcana, vengono presentati alcuni dei più celebri documenti conservati da centinaia di anni nell’Archivio Segreto Vaticano. L’esposizione, è stata ideata in occasione del IV Centenario dalla fondazione dell’ Archivio Segreto Vaticano. L’obiettivo è spiegare e raccontare che cos’è e come funziona l’Archivio dei Papi e, al contempo, permettere al visitatore di accedere, per la prima volta, alle meraviglie finora custodite nei circa 85 km lineari dell’Archivio Segreto Vaticano.
I singoli documenti esposti in mostra sono accompagnati da approfondimenti multimediali - proiezioni, grafica dinamica, video su schermi ultrapiatti - per aiutare il visitatore ad inquadrare il documento nel contesto storico di riferimento, ad approfondire le storie dei personaggi e a creare collegamenti fra diversi piani di lettura. Il percorso espositivo ha inizio nella splendida Sala degli Orazi e Curiazi, che ospita la sezione “Il Custode della Memoria” dove si rappresenta il contenuto dell’Archivio Segreto Vaticano. Sono esposte le principali tipologie dei documenti conservati nell’Archivio dei papi: diplomi ed editti, bolle e lettere, brevi e registri papali, codici, documenti contabili e atti processuali, formulari e cifrari. I documenti coprono un arco temporale di 12 secoli di Storia, dall’VIII al XX secolo d.C., sono vergati sui più diversi supporti scrittori - carta, seta, corteccia, pergamena - e provengono da Asia, Africa, America, Europa. Qui ritroviamo la bolla Inter cetera di Alessandro VI sulla scoperta del nuovo mondo; la registrazione della regola bollata di S. Francesco; gli atti del processo di Galileo Galilei; l’editto di Worms di Carlo V; un avviso di pagamanento autografo di Gian Lorenzo Bernini; una breve di Clemente XIV per il conferimento dello Speron d’Oro a Mozart e alcune lettere di illustri corrispondenti: la lettera su seta dell’imperatrice Elena di Cina a Innocenzo X; quella di Abraham Lincoln a Pio IX; dello zar Aleksej I Romanov a Clemente X; di Michelangelo al vescovo di Cesena sullo stato dei lavori della Fabbrica di S. Pietro e la lettera dei membri del Parlamento inglese a Clemente VII sulla causa matrimoniale di Enrico VIII. La mostra prosegue nel Palazzo dei Conservatori, con sette approfondimenti tematici. La sezione “Tiara e Corona” accoglie 12 documenti relativi alla secolare dialettica fra il potere spirituale e il potere temporale: dalla falsa donazione di Costantino al Privilegium Ottonianum, dal Dictatus Papae di Gregorio VII alla bolla Unam Sanctam di Bonifacio VIII, dalla resa dell’esercito papale nel 1870 ai Patti Lateranensi del 1929. La sezione “Nel segreto del conclave” è costituita da documenti che raccontano l’evoluzione storica di questa assemblea riservata ai soli cardinali per l’elezione di un nuovo papa. Qui è stata inserita anche la pergamena che i cardinali elettori inviarono a Pietro del Morrone, il futuro Celestino V, per comunicargli la sua elezione a nuovo pontefice. “Sante, regine e cortigiane” è la sezione che accoglie documenti che riguardano donne celebri: dalla “figlia del papa” Lucrezia Borgia a Bernadette Soubirous, l’umile veggente di Massabielle; dall’abdicazione al trono di Cristina di Svezia all’ultima lettera di Maria Stuart a papa Sisto V, dalla lettera di Elisabetta d’Austria a Pio IX al biglietto di Maria Antonietta di Francia scritto dal carcere. “La riflessione e il dialogo” racconta la riflessione interna della Chiesa, il dialogo con le altre confessioni cristiane e le altre religioni, la sua evoluzione interna dai severi canoni del Concilio di Trento ai più maturi decreti del Vaticano II. In questa sezione è esposta anche una lettera scritta da papa Clemente XII al vice del settimo Dalai Lama: il papa chiedeva protezione e libero esercizio dell’apostolato per una missione di frati francescani in Tibet. Non poteva mancare la sezione “Eretici, crociati e cavalieri” dove sono esposti fra gli altri il processo ai Templari di Francia su un rotolo di pergamena lungo 60 metri, la scomunica di Martin Lutero, il sommario del processo a Giordano Bruno o, ancora, gli Statuti contro gli eretici di Gregorio IX. Nella sezione “Scienziati, filosofi e inventori” sono presenti sei documenti: grandi nomi come Niccolò Copernico, Voltaire, Erasmo da Rotterdam; altri documenti curiosi, come la singolare macchina per volare ideata dal sacerdote brasiliano Bartolomeu Lourenço de Gusmão; un esemplare a stampa del nuovo calendario «gregoriano» dell’anno 1582 (il Lunario novo), la conferma papale dell’Università di Cambridge. Interessanti momenti del rapporto fra la Chiesa e la cultura filosofica e scientifica: un rapporto inteso anche come promozione della cultura da parte del Papato. Infine, nella sezione “L’oro e l’inchiostro” sono esposti pregevoli manoscritti o codici miniati conservati nell’Archivio Segreto Vaticano. Viene anche presentato il Laboratorio di Restauro e Conservazione dei sigilli, che dal 1980 ad oggi, ha esaminato e sottoposto ad interventi di ripristino oltre 5.000 sigilli. L’Archivio Segreto Vaticano ne conserva diverse centinaia di migliaia in piombo, oro, cera, ceralacca, carta e cera sotto carta, tra cui un diploma di Filippo di Spagna, con un sigillo d’oro massiccio del peso di ben 800 grammi, esposto nella sezione “I Segni del Potere”. Accanto ad esso sono esposti altri documenti sigillati, tra cui il più antico sigillo conservato nell’Archivio Segreto Vaticano, incassato in un documento del principe longobardo Gisulfo di Salerno. Si ha anche la possibilità di vedere le attività del Laboratorio di Conservazione, Restauro e Legatoria il cui obiettivo è la tutela del patrimonio documentario dell’Archivio Segreto Vaticano dagli agenti di degrado chimico, fisico, biologico e ambientale, e del Laboratorio di Fotoriproduzione Digitale che ha già acquisito circa 2,5 milioni d’immagini digitali che sono in continuo aumento. Il complesso lavoro dell’archivista viene invece raccontato attraverso due filmati che mostrano due diverse attività: l’apertura e lo studio di una filza e il riordino della documentazione che appartiene al “periodo chiuso”, l’arco temporale che comprende la documentazione non ancora disponibile alla consultazione. Il papa regnante decide quando “aprire” e di norma ciò avviene per i documenti che comprendono l’intero pontificato di un papa predecessore.I documenti relativi al “periodo chiuso” sono esposti in mostra per espressa autorizzazione della Segreteria di Stato di Sua Santità Benedetto XVI: si tratta delle carte della Commissione Soccorsi relative alla Seconda Guerra Mondiale. In esse rivivono storie di persone e di luoghi sullo sfondo dei più noti e tragici eventi di quel periodo: storie di prigionieri, ma anche di famiglie drammaticamente segnate dalle violenze della repressione; ferite inferte alla città di Roma, così come al Vaticano, dal fuoco dei due schieramenti contrapposti. È infine esposta una lettera che rievoca l’angosciosa ricerca di Rosa ed Edith Stein da parte di un parente; il documento proviene dall’archivio dell’ Ufficio Informazioni Vaticano, aperto in via straordinaria alla consultazione da Giovanni Paolo II.

La bellezza dell’uno diviso
Milano – Galleria Previtali (Via Lombardini 14)
12 aprile 2012 – 5 maggio 2012
Orari: tutti i giorni 16.00-19.30, chiuso domenica e lunedì
Informazioni: www.galleriaprevitali.it
Ingresso libero

Gli antichi maestri. Massimiliano d’Asburgo e le opere pittoriche nel Castello di Miramare.
Trieste – Castello di Miramare
8 marzo 2012 – 3 giugno 2012
Orari: tutti i giorni 9.00-19.00
Biglietti: 6€ intero, 4€ ridotto
Informazioni: www.castello-miramare.it

Miseria e splendore della Carne.Caravaggio, Courbet, Giacometti, Bacon...Testori e la grande pittura europea
Ravenna – Museo d’Arte della città di Ravenna
19 febbraio 2012 – 17 giugno 2012
Orari: martedì - giovedì 9.00-18.00; venerdì 9.00-21.00; sabato e domenica 9.00-19.00 , chiuso lunedì
Biglietti: 9€ intero, 7€ ridotto
Informazioni: www.museocitta.ra.it

La Città Ideale. L'utopia del Rinascimento a Urbino tra Piero della Francesca e Raffaello
Urbino (PU) – Palazzo Ducale, Galleria Nazionale delle Marche
6 aprile 2012 – 8 luglio 2012
Orari: martedì – domenica 8.30-19.15, lunedì 8.30-14.00
Biglietti: 9€ intero, 7€ ridotto
Informazioni: www.mostracittaideale.it

Epifanie di tessuti preziosi
Firenze –Galleria degli Uffizi
20 marzo 2012 – 3 giugno 2012
Orari: martedì – domenica 8.15-18.50, chiuso lunedì
Biglietti: 11€ intero, 5,50€ ridotto
Informazioni: www.unannoadarte.it

Gemito e la scultura a Napoli tra Otto e Novecento
Montevarchi (AR) - Spazio Espositivo Ernesto Galeffi (Via A. Burzagli 43)
11 marzo 2012 – 27 maggio 2012
Orari: giovedì – venerdì 10.00-13.00/15.00-18.00; sabato – domenica 10.00-13.00/15.00-19.00
Biglietti: 7€
Informazioni: www.ilcasseroperlascultura.it

In Toscana all’alba del XX secolo. Una collezione privata
Viareggio (LU) – Centro Matteucci per l’arte moderna
7 aprile 2012 – 3 giugno 2012
Orari: giovedì – domenica 10.00-13.00/15.30-19.30
Informazioni: www.sba.it

Tintoretto
Roma – Scuderie del Quirinale
25 febbraio 2012 – 10 giugno 2012
Orari: domenica – giovedì 10.00-20.00; venerdì – sabato 10.00-22.30
Biglietti: 10€ intero, 8,50€ ridotto
Informazioni: www.scuderiequirinale.it

Lux in arcana - L’Archivio Segreto Vaticano si rivela
Roma - Palazzo dei Conservatori - Palazzo Clementino Caffarelli
29 febbraio 2012 – 9 settembre 2012
Orari: martedì – domenica 9.00-20.00, chiuso lunedì
Biglietti: 12€ intero, 10€ ridotto
Informazioni: www.luxinarcana.it