Ottobre in mostra

Autore:
Roda, Anna
Fonte:
CulturaCattolica.it
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La serie di mostre che proponiamo in questo inizio d’autunno sono tra le più svariate: abbiamo alcune mostre storico-artistiche e molte fotografiche, l’arte che si può dire essere la più significativa del Novecento.

A Firenze, presso la Galleria dell’Accademia troviamo un’interessante rassegna dedicata alle tavole che decoravano le camere nuziali nel Quattrocento. La camera è il fulcro della casa nel Rinascimento: è il luogo più intimo e protetto, dove si consuma il matrimonio, si partorisce, si muore. Sono soprattutto le spalliere, come il cosiddetto Cassone Adimari della Galleria dell’Accademia - da cui prende avvio la mostra - e i fronti istoriati dei cassoni a offrire straordinarie testimonianze sulla casa fiorentina rinascimentale, sulla moda preziosa, sulla celebrazione delle feste, sulla ritualità che accompagnava il matrimonio, dal fidanzamento all’ingresso della sposa nella casa del marito. Oltre a ciò la “pittura da camera” ha la fondamentale funzione di trasmettere, attraverso le storie rappresentate, messaggi di monito e incitamento verso una condotta ritenuta esemplare per la coppia; tale aspetto ci aiuta oggi a mettere a fuoco un punto cardine della civiltà fiorentina nel Quattrocento: il ruolo della famiglia e quello dei singoli sposi al suo interno. Attingendo alla mitologia classica, alla Bibbia, a episodi storici e alla letteratura del tempo, vengono raffigurate tutte le sfaccettature dell’amore, nonché i doveri che ne conseguono: dall’amore che trionfa su contingenze avverse (Nozze di Teti e Peleo), alle virtù di obbedienza e abnegazione che la donna deve perseguire (Leggenda di Griselda dal Decameron di Boccaccio), al coraggio delle eroine Lucrezia e Virginia romana, che scelgono la morte come fonte di riscatto. Una sezione a sé illustra le deleterie conseguenze dell’amore come magia sessuale, capace di soggiogare completamente la volontà dell’uomo. Non dobbiamo dimenticare, tuttavia, che il matrimonio significava soprattutto dare vita a una nuova progenie e perpetuare la famiglia. A questo fine, l’ultima sezione della mostra è dedicata all’orgoglio della casata, che si afferma attraverso storie che raccontano la fondazione di stirpi celebri come quella di Enea e di David o, seguendo i testi del Petrarca, celebrano i Trionfi di Fama, Tempo ed Eternità. Tali immagini potevano anche essere dipinte sui deschi da parto, tavole di forma circolare benaugurali o celebrative del lieto evento, che venivano recate in dono alla puerpera; particolarmente famoso, quello realizzato in occasione della nascita di Lorenzo il Magnifico.

Altro tema delicato e suggestivo è quello floreale. A Tivoli, presso la bellissima Villa d’Este troviamo la rassegna dal titolo Flora Romana - Fiori e Cultura nell’arte di Mario de’ Fiori (1603-1673). L’esposizione è la prima grande retrospettiva interamente dedicata al pittore romano. Oltre 60 le opere esposte che ripercorrono e studiano il gusto, le tecniche, lo stile pittorico e le illustri committenze dell’artista, molto conosciuto e apprezzato al suo tempo, le cui opere furono ricercate da re e regine, principi e cardinali di tutta Europa. Oltre alle opere realizzate dal pittore romano, Villa d’Este ospita i lavori dei suoi allievi, degli antagonisti e dei seguaci, in modo da approfondire il contesto culturale e sociale nel quale si formò e visse Mario de’ Fiori. Una ricerca complessa, quella del pittore, che affonda le sue radici alla fine del Cinquecento, tra l’Italia e le Fiandre, nella rappresentazione devozionale ed allegorica dei fiori, plasmandosi poi nell’ambiente degli scienziati Lincei precursori della botanica moderna. In un gioco costante tra il vero e il verosimile, le gloriose fioriture dipinte dall’artista celano una storia ricca, sullo sfondo della raffinata politica artistica della Corte di Roma.
Il pittore realizzò le prime opere studiando e seguendo la lezione del Caravaggio in casa dello zio Tommaso Salini (1575 ca. -1625), seguace del maestro lombardo e anch’egli celebre pittore di fiori.
Le prestigiose committenze cardinalizie, i dipinti inviati dagli aristocratici romani in dono ai diplomatici della Corte di Francia e quelli acquistati per il re di Spagna dagli ambasciatori spagnoli, segnarono il successo internazionale di Mario de’ Fiori.

Nei saloni del settecentesco Palazzo Servanzi Confidati a San Severino Marche sono esposte novanta opere fra dipinti, sculture ed oreficerie destinate alle chiese ed ai palazzi del vasto territorio che da Macerata si inoltra verso i Sibillini, toccando San Severino, Camerino, Matelica e Fabriano. Luoghi oggi remoti, eppure nel Seicento capaci di attirare i maggiori artisti del secolo. I prelati al vertice delle diocesi, espressione delle famiglie più in vista dell’Urbe, come gli Altieri, i Barberini, i Mattei ed un folto manipolo di esponenti del patriziato locale legati da stretti rapporti di clientela con la curia pontificia, favorirono la venuta di artisti e di capolavori da Roma, riproponendo in un quieto e bellissimo angolo delle Marche le raffinate creazioni che nell’Urbe suscitavano la meraviglia di collezionisti e di appassionati d’arte. I vertici della Curia romana, spesso legati alle più importanti famiglie principesche dell’Urbe, nonché gli esponenti del patriziato locale animarono infatti una vivace stagione che intrecciava l’attività di validi artisti locali, come Giulio Lazzarelli, Cipriano Divini e Paolo Marini, con quella di maestri molto noti venuti da fuori e che lavorarono nelle Marche e in particolare nel maceratese. Ecco allora che dalla mostra emergono le dinamiche artistiche del Seicento e si mettono in luce i legami culturali del territorio con i due centri più importanti dello Stato Pontificio: Roma e Bologna. Lungo le sale di Palazzo Servanzi Confidati sfilano tele di artisti come Pomarancio e Andrea Lilli, figure di collegamento tra il tardo Manierismo e il Barocco, alcune significative testimonianze del caravaggismo, Orazio Gentileschi, Giovanni Francesco Guerrieri, Valentin de Boulogne, Ribera e interessanti copie antiche e famose del Caravaggio come San Francesco e l’Angelo e testimonianze del Classicismo con Guido Reni, Guercino, Sassoferrato, Paolo Marini. Notevoli furono nei primi tre decenni del Seicento gli arrivi di opere legate al naturalismo caravaggesco: tele di Valentin, di Guerrieri, di Gentileschi, di Ribera attestano il successo che una pittura severa, giocata su forti contrasti di luce, aveva riscosso nella provincia pontificia.

Spostiamoci ora a Sarmede, piccolo centro del trevigiano che in questi anni si è fatto conoscere per un’interessante serie di mostre sull’illustrazione per l’infanzia. Tema di questa 28^ rassegna le fiabe del Brasile. Il Brasile è una terra di mescolanza di razze e quindi di storie e di fiabe, dove lo stesso fantasticare è la radice primordiale della cultura e della storia, un’attività spesso accompagnata dalla musica popolare come il samba o la bossa nova. Per omaggiare il Brasile hanno partecipato alla rassegna circa un centinaio di illustratori. Accanto alla grande mostra monografica sul Brasile viene presentata la tradizionale carrellata di tavole originali con cui 38 illustratori di 21 paesi hanno dato forma a quelle che sono considerate come le più belle opere pubblicate dall’editoria specializzata per l’infanzia negli ultimi tre anni.
Proponiamo ora una serie di mostre fotografiche. Iniziamo da Modena con la mostra Anni ’60. Modena e l’Italia del boom. Realizzata dal Fotomuseo Giuseppe Panini, la mostra vuole offrire uno spaccato della Modena degli anni ‘60 caratterizzata per prima cosa dal boom economico: elettrodomestici, automobili, televisori, giradischi e libri tascabili entrano in massa nelle case degli italiani e ne modificano i costumi e il modo di pensare. La televisione apre uno spaccato sul mondo e permette a tutti di essere spettatori di eventi storici, come ad esempio l’assassinio di J. Kennedy o lo sbraco dell’uomo sulla Luna. Sono soprattutto i giovani ad essere protagonisti di quest’epoca con la moda beat e le battaglie contro la guerra del Vietnam. Un grande spazio viene dato all’alluvione di Firenze del 1966 che vide la partecipazione di centinaia di persone in aiuto delle popolazioni toscane e per salvaguardare il patrimonio artistico della città di Firenze.

A Milano presso la Fondazione Stelline troviamo una mostra su Istanbul del fotografo Gabriele Basilico. Istanbul, una metropoli che cambia. Quotidianamente, culturalmente, architettonicamente. Gabriele Basilico guarda alla città, al suo corpo vivo e vivace, e coglie in 32 immagini inedite le trasformazioni del paesaggio urbano. Realizzata nel 2005 in occasione della sua partecipazione alla IX Biennale Internazionale, la ricerca fotografica indaga i quartieri storici e le nuove aree residenziali, le giovani periferie e i cityscape postmoderni, cogliendo attraverso il linguaggio dell’architettura e l’organizzazione dello spazio le importanti dinamiche evolutive di un territorio in costante dialogo tra tradizione e contemporaneità, business e nuove mode. Questo rapporto fra oriente e occidente, fra due mondi, Asia ed Europa, coltivato all’interno di una città dai tanti nomi (Bisanzio, Costantinopoli) e dalle forme urbanistiche in espansione, a volte contraddittorie, è reso evidente dalle immagini che Basilico espone alle Stelline.

Da ultimo una mostra a Roma dedicata ai “Cavalieri di Colombo”,una società cattolica di mutuo soccorso fondata il 2 ottobre 1881 da Padre Michael J. McGivney. Nata come organizzazione con lo scopo di aiutare le famiglie cattoliche in difficoltà, la società si occupò di offrire assistenza, finanziaria e non, a vedove, orfani, malati, disabili e bisognosi. L’inizio dell’attività a Roma si può far coincidere con il 28 agosto 1920 quando Papa Benedetto XV, durante un’udienza privata elogiò i “Cavalieri di Colombo” per il loro sostegno alla “Catholic University of America” attraverso il lavoro caritatevole svolto durante la guerra e chiese di estendere la loro attività nella Capitale. Nel 1922 fu aperto l’ufficio di Roma, che, oltre a servire come quartiere generale per lo svolgimento delle normali attività, avrebbe anche dato assistenza e fornito guide ai pellegrini di lingua inglese.Tra il 1924 e 1927, inoltre, su richiesta di Papa Benedetto XV, i “Cavalieri di Colombo” aprirono a Roma l’Oratorio di San Pietro, il primo dei cinque centri ricreativi fondati per la gioventù romana. Le attività giovanili dei Cavalieri di Roma raccolsero molto interesse tanto da far realizzare lo stesso progetto in altri luoghi. Tra le varie attività svolte, i “Cavalieri di Colombo” hanno allestito nel corso degli anni innumerevoli mostre, tra le quali “ Creando San Pietro” (2003-2005) e concerti come il “Concerto della Riconciliazione”. La mostra si articola nelle seguenti sezioni che raccontano per immagini e documenti la storia e le opere dell’associazione americana: I primi anni, Tutti benvenuti, tutto gratis, La battaglia per la libertà, La Seconda Guerra Mondiale, Una relazione duratura, Il lavoro continua.

Virtù d’amore. Pittura nuziale nel Quattrocento fiorentino
Firenze - Galleria dell’Accademia
8 giugno 2010 – 1 novembre 2010
Orari: martedì –domenica 8.15-18.50
Biglietti: 6,50€ intero, 3,25€ ridotto

Flora Romana - Fiori e Cultura nell’arte di Mario de’ Fiori (1603-1673)
Tivoli (Roma) – Villa d’Este
26 maggio 2010 – 31 ottobre 2010
Orari: tutti i giorni 8.30-20.30
Biglietti: 10€ intero, 6€ ridotto
Informazioni: www.villadestetivoli.info

Le meraviglie del Barocco nelle Marche
San Severino Marche (Mc) – Palazzo Servanzi Confidati
20 settembre 2010 – 12 dicembre 2010
Orari: 9.30-12.30/16.00-19.00 chiuso il lunedì
Biglietti: 8€ intero, 6€ ridotto
Informazioni: www.meravigliedelbarocconellemarche.it

A Ritmo d’Incanto, fiabe dal Brasile. 28^ mostra internazionale d’illustrazione per l’infanzia
Sarmede (Tv) – Palazzo Municipale
17 ottobre 2010 – 19 dicembre 2010
Orari: feriali 9.00-13.00/14.00-16.00/20.00-21.30; festivi 10.00-12.30/14.30-21.30
Biglietti: Ingresso libero
Informazioni: www.sarmedemostra.it

Anni ’60. Modena e l’Italia del boom
Modena – Ex-Ospedale Sant’Agostino
17 settembre 2010 – 14 novembre 2010
Orari: martedì –domenica 11.00-19.00
Biglietti: Ingresso libero
Informazioni: www.fotomuseo.it

Istambul 05.010 di Gabriele Basilico
Milano – Fondazione Stelline
16 settembre 2010 – 12 dicembre 2010
Orari: martedì – domenica 10.00-20.00
Biglietti: 4€

Everybody welcome everything free. I cavalieri di Colombo e Roma. 90 anni di amicizia
Roma – Musei Capitolini (Piazza del Campidoglio)
10 giugno 2010 – 31 ottobre 2010
Orari: martedì – domenica 9.00-20.00
Biglietti: 12€ intero, 10€ ridotto
Informazioni: www.museicapitolini.org