Il freddo non ferma l’arte

Autore:
Roda, Anna
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Pieno inverno, freddo, neve… eppure il desiderio del bello non si sopisce, anzi il cuore e l’anima si scaldano al tepore di tante opportunità artistiche in giro per l’Italia.

Iniziamo da Milano, di questi tempi ricchissima di proposte ed iniziative.
Presso il Museo dei Beni Culturali Cappuccini troviamo un’interessante mostra realizzata in occasione degli ottocento anni della regola con cui Francesco d’Assisi fondò il suo ordine.
Fu infatti nel 1209 che Francesco ottenne dal papa Innocenzo III l’approvazione della sua regola, che prevedeva per i frati l’abbandono del ritiro nei monasteri per confrontarsi con la vita reale. Attraverso opere d’arte, manoscritti ed altri documenti provenienti da conventi e musei di varie parti d’Italia sono illustrati gli aspetti fondamentali del francescanesimo. Ma tutto inizia nel 1209, quando Francesco si recò presso la curia romana per essere ascoltato dal Papa Innocenzo III e presentare il suo proposito di una vita secondo il vangelo. In questo incontro, la forma di vita che Francesco presentava insieme ai suoi fratelli, ebbe dal papa l’approvazione orale che si tradusse in una Regola scritta con la bolla “Solet annuere” emessa dal Papa Onorio III il 29 novembre 1223. L’esposizione, curata dalla direttrice del Museo Rosa Giorgi, presenta la Regola approvata, secondo tre principali percorsi: spiritualità, carità, predicazione nei quali si potranno articolare gli elementi caratteristici delle famiglie francescane. Spicca una grande tempera su tavola, raffigurante San Francesco a figura piena, attribuita a Cimabue e proveniente dal Museo della Porziuncola di Santa Maria degli Angeli di Assisi, pezzo che secondo la tradizione potrebbe trattarsi del coperchio della bara di San Francesco. Altra grande tempera su tavola del XV secolo proviene dal Museo Nazionale d’Abruzzo. È opera del Maestro di San Giovanni da Capestrano e illustra in diversi riquadri storie della vita del Santo. Nella mostra figurano anche un corale manoscritto del 1480 e perfino una reliquia: una teca che racchiude il saio di San Giovanni da Capestrano, del 1456.
Quasi in opposizione alla figura del Serafico di Assisi, una mostra dedicata alla monaca di Monza, di manzoniana memoria, presso i Musei del Castello Sforzesco. Il percorso della mostra si snoda tra verità storica e rilettura romanzesca della figura di Marianna de Leyva, in religione suor Virginia, nota come Gertrude nei Promessi Sposi. Prima tappa della rassegna è la condizione femminile nel Seicento e il fenomeno delle reclusioni e delle monacazioni forzate. Si passa poi alla ricostruzione storica della figura e della triste vicenda di Marianna attraverso il carteggio che la donna, reclusa dopo la scoperta dei misfatti suoi e del suo amante Gian Paolo Osio, inviò al cardinal Federico Borromeo. La vicenda fu nell’Ottocento soggetto di diverse opere d’arte: Hayez e Mosè Bianchi, oppure i disegni di Gonin per la stampa del capolavoro manzoniano e anche i disegni di Gaetano Previati. Chiude il percorso una sezione dedicata alle riduzioni drammaturgiche della vicenda: da Testori a Visconti.
Il Pirellone, sede della Regione Lombardia, diventa sede espositiva di importanti opere d’arte. Grazie alla manifestazione La Regione dà luce all’arte, è stata inaugurata in dicembre la mostra Dipinti lombardi dal Rinascimento al Barocco. Vengono proposte al pubblico 22 dipinti realizzati tra Cinque-Settecento appartenenti al patrimonio delle istituzioni Ospedaliere Lombarde. Dall’Ospedale di Chiari (Bs) arriva la Madonna in trono con Bambino e Santi del Moretto da Brescia; ora conservata ad Orzinuovi (Bs) è databile 1525-1530 ed è opera della maturità dell’artista. Dagli Spedali Civili di Brescia arrivano due tavole: una del giovane Moretto (San Rocco tra i SS. Cosma, Damiano e Nicola e Antonio abate) e una di Romanino (Madonna col Bambino). Dagli Ospedali di Bergamo arriva invece il Ritratto di Elisabetta Piavani Ghidotti di fra’ Galgario, Ritratto di anziano gentiluomo di Giovan Battista Moroni e la Schiavona del Cariani. L’Ospedale di Vigevano ha offerto La Presentazione di Maria al Tempio di Camillo Procaccini, Cristo Crocefisso attribuito a Daniele Crespi; dagli ospedali di Como una tela di Francesco Nuvolose.
Accanto a questa rassegna se ne aggiunge un’altra di cui è protagonista un’unica opera di rara bellezza, il San Benedetto di Antonello da Messina. Il capolavoro presenta la figura severa di san Benedetto che si staglia su di un fondo oro che reca ancora le tracce di una incorniciatura trilobata, testimonianza dell’antica carpenteria gotico-catalana. Il panneggio rivela una preziosa tessitura pittorica, ricca nella fodera di seta del piviale e della mitria, costellati di brevi e rapidi tocchi che sottolineano i colpi di luce. L’incarnato del santo è di incredibile raffinatezza e svela tutta la maestria di Antonello (1430 ca – 1479).
Concludiamo la ricca proposta milanese con una mostra di un artista contemporaneo, presso la ormai nota Galleria Forni. Giovanni Sesia ( Magenta, 1955) espone una serie di tavole sotto il titolo Di madri e di terra. Gea, Gaia, Tellus Mater sono alcuni dei nomi con cui veniva indicata dai popoli italici la Madre Terra. La terra è riconosciuta madre di tutti gli esseri viventi, portatrice di vita e di morte, abbondanza e carestia, ma al di là di tutto è colei che permette il continuo perpetrarsi del ciclo vitale. Giovanni Sesia in queste sue ultime opere vuole rendere omaggio alla Madre Terra, a questa divinità femminile che egli rappresenta in molteplici forme: donna, madre, sorella, sposa. I due soggetti, maternità e albero (che già hanno avuto illustri precedenti nelle opere di Segantini) si alternano e sovrappongono su tavole “sporcate” di colori e materia, impreziosite con scritte, segni foglia oro, spesso dalla terra stessa. Le madri sono riprese da antiche fotografie e incarnano la perfezione e l’ideale femminile: donne madri, centro della casa e della famiglia. Gli alberi invece simboleggiano la fragilità e la sofferenza universale, vista la scelta che l’autore fa di raffigurali spogli di foglie e fiori, tipici del momento invernale così simile alla morte.

Passiamo ora a Venaria Reale (To), la splendida reggia sabauda, piccola Versailles. La reggia è anche sede di mostre temporanee, come quella che presentiamo ora Cavalieri. Dai Templari a Napoleone. Essere cavaliere: cavaliere del Tempio, di Malta, dell’Annunziata, della Legion d’onore, di Vittorio Veneto o del Lavoro. Cosa accomuna, sul filo del tempo, queste realtà a prima vista così diverse? La nostra civiltà si porta dietro fin dal Medioevo cristiano l’idea che l’onore, o il merito, di un uomo possano essere esaltati e ricompensati con il diritto di portare una croce e di appartenere ad un ordine di cavalieri. La mostra racconta la storia di come gli ordini cavallereschi medievali, che riunivano combattenti sotto le insegne di Cristo, abbiano prima lasciato il posto a quelli monarchici del Rinascimento e dell’Antico regime (dalla Giarrettiera al Toson d’Oro alla sabauda Annunziata), e poi alle moderne e democratiche decorazioni al merito: attraverso questa speciale prospettiva sono rappresentati e rivivono secoli di storia europea, con le loro dinamiche politiche e sociali e vicende avventurose di uomini. Attraverso 120 le opere (statue, dipinti, abiti, armature, gioielli, insegne, manoscritti) si vuole descrivere un percorso fatto da tre grandi filoni: dall’epoca delle Crociate e dei Templari con gli ordini definibili come “monastico-cavallereschi”, a quella degli “ordini monarchici e militari”, fino al periodo napoleonico con il quale gli ordini cavallereschi superarono l’Antico regime trasformandosi in “decorazioni” con l’inizio dell’Ottocento. Oggi, tranne la Svizzera, tutti gli Stati d’Europa hanno propri ordini con simboli che richiamano ancora quelli degli ordini istituiti nel Tre-Quattrocento. Al di là dei simboli e delle rappresentazioni, la mostra offre la possibilità di ammirare capolavori, fra cui il Ritratto equestre di Giovan Carlo Doria, cavaliere di Santiago del Rubens, il Ritratto di cavaliere di Malta di Tiziano, il Ritratto di cavaliere Mauriziano del Carracci, il Ritratto di cavaliere di Fra’ Galgario, il Ritratto di San Giovanni Battista come cavaliere di Malta di Mattia Preti, il Ritratto della contessa de Chinchon di Goya. Tra i manoscritti si segnalano una rara copia della Regola dei Templari risalente al XIII secolo e gli Statuti dell’Ordine della Giarrettiera donati dalla regina Maria d’Inghilterra (la celebre Bloody Mary) al duca Emanuele Filiberto di Savoia. La mostra presenta anche sfarzosi abiti e preziosi gioielli: fra i primi sono particolarmente rilevanti i manti di cavaliere dell’Ordine del Toson d’Oro e dell’Ordine della Corona Ferrea provenienti da Vienna; fra i gioielli meritano una menzione un rarissimo collare settecentesco dell’Ordine dell’Annunziata e uno splendido collare dell’Ordine dell’Elefante concesso alla Venaria dalla Regina di Danimarca.

Arriviamo ora a Padova. In questa città sono presenti in questi mesi alcune mostre che vogliamo segnalare.
“Terra!” è il titolo scelto dal Museo Diocesano per la quinta edizione della rassegna “I colori del Sacro”. In questa mostra la terra non è solo considerata nei suoi aspetti geografico-materiali, ma è anche presentata come luogo del Sacro, la Grande Madre. Essa, con i suoi tre regni, è la sostanza universale che dà vita a tutti gli esseri viventi, è il grande grembo che fa nascere la vita, motivi per cui è sempre stata considerata una forma della divinità. Un centinaio di illustratori, provenienti dalle più diverse culture (in questa rassegna da 35 paesi). Le illustrazioni africane mostrano una terra che si mangia, le culture vediche raccontano di una terra che accoglie, il altre la terra è contrapposta oppure unita al cielo. Temi profondi e affascinanti a cui sono invitati ad una riflessione, anche attraverso laboratori didattici, i più giovani.
Altra mostra significativa, presso i Musei Civici degli Eremitani è”Caravaggio Lotto Ribera. Quattro secoli di capolavori dalla Fondazione Longhi a Padova” con oltre cinquanta opere provenienti dalla Fondazione Roberto Longhi di Firenze. L’esposizione si propone di ricostruire le tappe dell’affascinante avventura collezionistica di Roberto Longhi (1890-1970), una delle personalità più importanti della storiografia artistica italiana del Novecento. I dipinti sono stati scelti seguendo un criterio cronologico che evidenzia le preferenze e gli interessi di Longhi e posti in un confronto ideale con le collezioni dei Musei Civici agli Eremitani. Il percorso espositivo prende avvio dal Duecento; grande rilievo occupano gli esempi della pittura bolognese del Trecento, mentre gli scambi culturali fra i maggiori centri artistici italiani tra Quattro e Cinquecento sono testimoniati da un significativo gruppo di maestri come Dosso Dossi, Lorenzo Lotto e Lambert Sustris. Il nucleo più emozionante è costituito da pitture del Seicento, fra le quali spiccano il celebre Fanciullo morso dal ramarro del Caravaggio e le tele di Ribera, del Borgianni, del Valentin e di Mattia Preti.

A Ferrara presso il Salone del Comune fino al 6 marzo sarà possibile visitare un’interessante mostra dedicata all’architetto catalano Gaudì. Siamo tutti degli strumenti, anche se estremamente imperfetti, di una Provvidenza che ci usa per realizzare dei grandi disegni che ci superano. Questa certezza ci obbliga ad essere molto modesti ma, al tempo stesso, ci dà una serenità impossibile da giustificare solamente sulla base delle nostre esperienze personali, considerate da un punto di vista meramente umano… così Robert Schuman, uno dei padri dell’Europa unita affermava e tali affermazioni ben si attagliano alla figura e all’operato silenzioso ed indomito di Gaudì. Infatti è affine la tensione creativa del genio catalano con quando Schuman affermava, soprattutto quella tensione che ora si comunica a noi come metodo e speranza per costruire lì dove siamo, rendersi protagonisti attivi della Storia. “The realismo of Gaudì and the Hope of Europe” è la mostra che vuole evidenziare tutto ciò, prendendo esempio da questi due costruttori di cultura e bellezza. Arriviamo ora a Rimini per presentare una grande mostra raccolta a Castel Sismondo. Si possono ammirare opere provenienti dal Museum of Fine Arts di Boston, che per motivi di ricostruzione delle sue sale ha messo a disposizione alla cittadina romagnola. Si tratta di ben 65 opere originali di artisti e pittori come Van Dyck, Velázquez, Gauguin ,Van Gogh, Manet, Monet, Cézanne, Tiepolo, Matisse, Picasso, e molti altri ancora. L’esposizione è divisa in sei sezioni: Sentimento religioso: questa prima sezione della mostra è aperta da un opera molto importante di Veronese, un cristo umanissimo e madreperlaceo, sorretto da due angeli. Nobiltà del ritratto: alcuni tra i nomi più importanti della storia dell’arte di tutti i tempi si ritrovano in questa sezione, che intende mostrare come nella celebrazione di una figura, nella sua sfarzosa e quasi tutta fiorita collocazione nello spazio, vi sia, il senso di un colloquio tra chi guarda e vede (il pittore, lo spettatore) e chi è guardato (il soggetto del ritratto). Intimità del ritratto: il ritratto è anche ambientazione intima, sguardo più riparato, sia esso nel silenzio di una stanza o nello sciabordio di una spiaggia nel sole. Immagini di famiglia, imbarazzi, sorprese, attese, felicità e sofferenze: tutto, in questa pittura che indaga l’intimo, si dispone sulla superficie della tela e molto spesso diventa figura memorabile. Nature morte: questa sezione contiene poche opere, ma di qualità. Ci sono opere di Fantin-Latour che negli anni sessanta del XIX secolo ha creato opere molto significative per questa tematica. Per quanto riguarda il novecento troviamo le opere di Braque e Gris di formazione neo cubista. Interni: l’Olanda seicentesca è la protagonista di questa sezione che lascerà senza dubbio il pubblico a bocca aperta. Accanto alla grande arte ritrattistica di quel secolo, documentata in mostra dalle opere di Rembrandt e Hals, sulla scia di Vermeer altri straordinari pittori dipingono fascinosi interni di case, come De Hooch e De Witte. Nuovo Paesaggio: sezione conclusiva della mostra e senza dubbio la più numerosa con tanti nomi famosissimi di pittori impressionisti. Qualche nome: Consable, Corot, Van Ruisdael e tanti altri ancora.

Da ultimo giungiamo a Roma per una grande rassegna su Caravaggio. Le Scuderie del Quirinale di Roma celebrano il quattrocentesimo anniversario della morte di Michelangelo Merisi con una mostra unica e inestimabile, che riunisce unicamente capolavori accreditati al pittore e provenienti dai musei di tutto il mondo. Opere mai viste insieme, come il Fanciullo con canestro di frutta custodito nella Galleria Borghese di Roma, il Bacco degli Uffizi di Firenze e la Canestra di frutta della Pinacoteca Ambrosiana di Milano, mai uscita prima dalla sua sede. Le due versioni della Cena in Emmaus che arrivano dalla National Gallery di Londra e dalla Pinacoteca di Brera di Milano, insieme a I Musici del Metropolitan Museum di New York e il Suonatore di liuto dell’Ermitage. Amor Vincit Omnia che arriva dalla Staatliche Museen di Berlino e le tre versioni del San Giovanni Battista in prestito dai Musei Capitolini, dalla Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Corsini di Roma e dal Nelson-Atkins Museum di Kansas City. Ma anche la Deposizione custodita dai Musei Vaticani, l’Annunciazione dal Museo di Nancy, restaurata per l’occasione in un progetto congiunto Italia-Francia, o l’Incoronazione di Spine dal Kunsthistorisches Museum di Vienna. La mostra porterà a Roma la quasi totalità della produzione artistica del Caravaggio insieme ai diversi soggetti, tematiche e percorsi caravaggeschi. Particolare che da solo sottolinea la preziosità dell’evento.

800 anni in piena regola. L’arte di seguire Francesco da Cimabue ai giorni nostri
Milano – Museo dei Beni Culturali Cappuccini
29 novembre 2009 – 21 marzo 2010
Orari: martedì – mercoledì – venerdì 15.00-18.30; giovedì – sabato – domenica 10.00- 18.30 chiuso il lunedì
Ingresso libero
Informazioni: www.bccmuseum.org

La monaca di Monza
Milano – Castello Sforzesco (Sale panoramiche)
25 novembre 2009 – 21 marzo 2010
Orari: martedì – domenica 9.00-17.30 chiuso il lunedì
Biglietti: intero 8€, ridotto 6€
Informazioni: www.lamonacadimonza.com, www.milanocastello.it

Dipinti lombardi dal Rinascimento al Barocco
Milano – Grattacielo Pirelli (Spazio Eventi 1° piano)
3 dicembre 2009 – 28 febbraio 2010
Orari: martedì – venerdì 15.00-19.00, sabato – domenica 10.00-19.00, chiuso il lunedì
Ingresso libero

A tu per tu con Antonello da Messina
Milano – Grattacielo Pirelli (Atrio istituzionale)
14 gennaio 2010 – 14 febbraio 2010
Orari: martedì – venerdì 15.00-19.00, sabato – domenica 10.00-19.00, chiuso il lunedì
Ingresso libero

Giovanni Sesia - Di madri e di terra
Milano – Galleria Forni
14 gennaio 2010 – 27 febbraio 2010
Orari: tranne domenica e lunedì 10.00-13.00/16.00-18.30
Ingresso libero

Cavalieri. Dai Templari a Napoleone
Reggia di Venaria Reale (To)
28 novembre 2009 – 11 aprile 2010
Orari: martedì, mercoledì, giovedì e venerdì 9.00 - 18.30; sabato 9.00 - 21.30; domenica 9.00 – 20.00, chiuso il lunedì
Biglietti: intero 8€, ridotto 6€
Informazioni: www.lavenariareale.it

I colori del Sacro. Quinta Rassegna internazionale d’illustrazione «Terra»
Padova – Museo Diocesano (Piazza Duomo 12)
Orari: martedì – domenica 9.00-18.00 chiuso il lunedì
Biglietti: intero 4€, ridotto 3€
Informazioni: www.icoloridelsacro.org

Caravaggio Lotto Ribera
Padova – Musei Civici agli Eremitani
19 novembre 2009 – 28 marzo 2010
Orari: martedì – domenica 9.00-19.00
Biglietti: : intero 8€, ridotto 6€
Informazioni: www.caravaggiolottoribera.it

The realismo of Gaudì and the Hope of Europe
Ferrara – Salone del Comune
26 febbraio 2010 – 6 marzo 2010
Orari: tutti i giorni 9.00-19.00
Ingresso libero
Informazioni: www.fondazionezanotti.org per visite guidate 0532-243258

Da Rembrandt a Gauguin a Picasso – L’incanto della pittura
Rimini – Castel Sismondo
10 ottobre 2009 – 14 marzo 2010 Orari: dal lunedì al giovedì: 9.00-19.00, il venerdì e il sabato: 9.00-20.00, la domenica: 9.00-19.00
Biglietti: intero 10€, ridotto 6€

Caravaggio
Roma – Scuderie del Quirinale
18 febbraio 2010 – 13 giugno 2010
Orari: da domenica a giovedì 10.00-20.00; venerdì e sabato 10.00-22.30. L’ingresso è consentito fino a un’ora prima della chiusura.
Biglietti: Intero: € 10 - Ridotto: € 7.50
Informazioni: www.scuderiequirinale.it