Ritorno con… arte

Autore:
Roda, Anna
Fonte:
CulturaCattolica.it
Vai a "Mostre"

Stiamo riprendendo un nuovo anno: sì! Nonostante gli anni inizino da gennaio e terminino a dicembre, in realtà la vita sociale ha una scansione ben diversa: da settembre a giugno, con la grande pausa estiva.
Eccoci allora in ripresa con una nutrita serie di mostre che ci possono accompagnare in questo finire della stagione estiva.

A Castiglion Fiorentino (Ar) troviamo una mostra piuttosto curiosa: Il cinghiale nell’antichità, fra archeologia e mito. Nelle antiche civiltà il cinghiale era un animale dal forte significato simbolico: per molte popolazioni era un animale sacro, per altri rappresentava la forza divina allo stato selvaggio. Presso le culture mediterranee aveva anche un significato legato alla morte, sia per il colore scuro del suo mantello, sia per le abitudini notturne e quindi ucciderlo significava sconfiggere le forze oscure dell’Oltretomba. Già Omero ne parla, identificandolo con il coraggio virile, infatti sappiamo che la caccia al cinghiale era un addestramento per i giovani destinati alla vita militare. A esplicitare tutto ciò vediamo, nella sede della chiesa di San Filippo, circa 50 pezzi, molti per la prima volta esposti al pubblico che vanno dal VII sec. aC al III sec. dC . L’idea della mostra nasce da un fatto singolare: l’aver scoperto nella zona più antica del paese, che è di origine etrusca, centinaia di ossa di animali, tra cui molte zanne di cinghiale; forse questa era un’area sacrificale in onore di una divinità protettrice della caccia. La mostra si suddivide in cinque sezioni, che in modo analitico ci offrono un percorso tra mitologia e mito: il cinghiale nei riti e nelle offerte votive, il cinghiale nell’iconografica, il cinghiale nel mito, armi e cani, il cinghiale nell’alimentazione.

Ancora Etruschi in una mostra presso il museo Archeologico di Grosseto, dal titolo Signori di Maremma. Elites etrusche fra Populonia e Vulci. Grazie a circa 200 reperti provenienti dai siti archeologiche della Maremma (Vulci, Roselle, Populonia, Vetulonia, Pitigliano, Marsiliana D’Albegna), pezzi unici di rara bellezza, possiamo renderci conto della vita e delle imprese dei Signori di Maremma, cioè i Principi etruschi nel momento di massimo splendore della loro civiltà, tra il VII e VI sec. aC. Il periodo storico considerato, detto anche Orientalizzante, si caratterizza perché i popoli italici accettano e ricercano modelli estetici del vicino Oriente. Presso gli Etruschi in questi secoli l’assetto sociale si determina con l’emergere di grandi e piccole aristocrazie, elites che hanno nelle loro mani il controllo dei territori e delle risorse, possessori di grandi ricchezze con cui possono far arrivare oggetti preziosi dall’Oriente. I nobili etruschi si fanno seppellire in tombe a fossa o a camera, corredate di splendidi corredi. Molti di questi reperti sono visibili in mostra, corredati da schede che ne ricostruiscono la provenienza, le destinazioni, la realizzazione e l’attuale stato di conservazione.

Dopo alcuni lavori di restauro e riallestimento dalla fine di aprile si possono ammirare gli stupendi affreschi di Pompei, presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli. La collezione partenopea raccoglie circa 400 opere, recuperate dopo l’eruzione del 79 dC, e che fanno da base per lo studio della pittura romana e la sua classificazione: dalle più sobrie pitture a incrostazione alle megalografie di Boscoreale in cui i principi, i filosofi e altri personaggi si stagliano sul rosso pompeiano, dalle architetture illusionistiche fino ai più raffinati arabeschi. Grazie ad un continua lavoro di pulitura e revisione si sono riscoperti i colori antichi e particolari mai visti prima, elementi che talvolta hanno fatto correggere le interpretazioni iconografiche precedenti. L’esposizione segue un andamento cronologico e la ricostruzione dei contesti. Si inizia con la ricostruzione delle tecniche pittoriche, per passare poi alla parte delle scoperte archeologiche con il primo affresco staccato a Pompei. La rassegna continua poi secondo i diversi stili: il II stile con affreschi di Boscoreale e della Casa del Giasone, il III stile comprende elementi decorativi e grandi quadri in cui domina il paesaggio sulla figura umana, il IV stile è ben rappresentato dagli affreschi delle Case di Meleagro e dei Di oscuri con scene mitologiche come il famoso Sacrificio di Ifigenia.

Rimaniamo ancora in Campania. Presso il Santuario di Montevergine ( Mercogliano- Avellino) fino al 30 ottobre si potrà visitare una mostra dedicata agli ex-voto del santuario. Il culto della Madonna di Montevergine comincia nel XII secolo, quando san Guglielmo, monaco ed eremita originario di Vercelli, volle fare di questo luogo un presidio mariano. La mostra, ospitata negli ambienti del Museo Abbaziale, cerca di raccontare i nove secoli di devozione nati attorno al santuario mariano. Accanto agli oggetti preziosi donati, troviamo i tradizionali ex-voto: piccoli quadretti che spesso riproducono l’evento miracoloso. Tra i più antichi è certamente la tavola a tempera del 1433, voluta da Margherita di Savoia uscita indenne da un naufragio. La mostra è comunque piuttosto ampia e si articola in tre sezioni: Storia ed iconografia della Madonna di Montevergine. La Vergine venerata in questo santuario si presenta assisa sul trono con il Bambino in braccio che con una manina le tocca il manto. Maria, attorniata dagli angeli, si staglia su un fondo oro ed è incoronata. La seconda sezione si intitola: I pellegrini, il pellegrinaggio, gli ex-voto. Sono migliaia gli oggetti votivi conservati nel santuario e che ininterrottamente dicono di questo rapporto filiale tra pellegrini e Maria. E da ultimo Le donazioni alla Madonna: come già accennato sono molti i dono che nel tempo hanno arricchito il patrimonio del Santuario: calici, corone, bracciali di inestimabile valore.

Rimaniamo sempre in ambito religioso. A Perugia da poco è stata aperta una nuova Pinacoteca, legata all’Ordine dei Cavalieri di Malta. La mostra ospitata si intitola Parlare con Dio: si tratta di venti opere, alcune di grandi dimensioni, di autori per lo più fiamminghi, come Bloemaert, Binoit, Bosschaert o italiano seicenteschi quali Giulio Cesare Procaccini, Fede Galizia o Marco Palmezzano. Attraverso l’iconografia, la forza espressiva e l’intimità delle opere si vuole cercare di trasmettere l’originario senso di misticismo, soprattutto seicentesco, rigore ed estasi religiosa. Dai fondi oro italiani, fino alle diverse sfaccettature dell’arte barocca si vuole proprio invitare il visitatore ad un’immersione nell’esperienza mistica.

A Caraglio (Cn) fino al 25 ottobre si può visitare una mostra singolare dal titolo anch’esso suggestivo, I colori della rosa. Purezza e passione nell’arte dal 400 ad oggi. La rosa è un fiore dai molteplici e contrastanti significati simbolici: rappresentala Passione di Cristo, ma anche il bruciare delle passioni umane, simboleggia Maria Vergine e Venere. Nella cultura umana ha avuto un tale successo da essere chiamata “Regina di tutti i fiori”. Nella mostra piemontese la rosa viene celebrata come oggetto-soggetto dell’arte e dell’artigianato in un excursus di manufatti ed opere d’arte che dal tardo medioevo arriverà fino ad oggi. In un percorso tematico e cronologico si parte dal tema della “Rosa Mistica”con riferimenti alla tradizione religiosa legata al peccato originale e alla Salvezza in Cristo attraverso Maria, fino alla rosa profana, simbolo di vanità e Bellezza. Sempre nell’ambito della simbologia la rosa ha anche rappresentato Flora o la caducità della bellezza; la rosa è rinascita e nel contempo memento di morte, come bene dice il quadro di Tiziano dell’Amor Sacro e Amor Profano. Nell’Ottocento scoppia una vera e propria “rosamania”: il fiore è usato nelle decorazioni di mobili e tappezzerie di gusto esotico ed estetizzante, fino all’art nouveau e all’art dèco con le loro creazione nelle arti applicate che giungono fino al moderno design.

Padova
dedica una mostra monografica all’artista toscano Telemaco Signorini (1835 –1901). Attraverso oltre 100 opere si vuole creare un confronto tra Signorini e i più grandi pittori dell’Ottocento europeo. Ecco allora il famoso L’Absinthe di Degas o quadri di Toulouse-Lautrc, di Van Gogh o di Courbet. Dalle singole opere del pittore fiorentino e dal confronto con i grandi europei emerge tutta la grandezza del nostro, unico tra i Macchiaioli ad avere successo e successo internazionale. Dopo l’Italia Signorini soggiornerà in Francio e in Inghilterra, entrando in contatto con i diversi ambienti artistici e rimanendone anche influenzato. Fu sempre attento al tema sociale, come testimonia una dei suoi quadri più famosi Alzaia del 1864, scelto anche come logo della mostra. Impegnato nel sociale , ma anche raffinato dandy, frequentatore assiduo di salotti à la page, intellettuale snob che si dichiarava favorevole all’imperfetto dell’ingegno piuttosto che il perfetto della mediocrità.

Milano
dedica una mostra a Modiglioni presso la Fondazione Matalon. La mostra ruota attorno al dipinto ad olio Jeune femmeà la guimpe blanche che ritrae Simone Thiroux, giovane donna medico che, nell’inverno del 1916, ebbe una fugace relazione con l’artista livornese da cui nacque un figlio, Gérald mai riconosciuto dal padre. Di questa donna e di questo figlio non si hanno traccia nelle biografie ufficiali, anche perché nello stesso anno Modigliano incontrò Jeanne Hebuterne, la donna più importante della sua vita, da cui avrà nel 1918 una figlia. Simone ebbe un’esistenza sfortunanata:morirà di tubercolosi nel 1921, l’anno dopo la scomparsa del pittore e anche il piccolo Gérald non ebbe sorte migliore e di lui si sono perse notizie. Il dipinto ha una materia pittorica leggera, quasi trasparente, tanto da sembrare non finito. Attorno al dipinto troviamo disegni, schizzi e alcune sculture, il tutto arricchito con foto che offrono il quadro egli affetti e dell’ambiente umano che circondò in quegli anni il pittore.
Rimaniamo ancora a Milano per una mostra di pittura contemporanea realizzata nel Palazzo di Giustizia. Le 28 opere di Basil Beattie, Mitsuo Miyahara e Aldo Rota vertono sul tema della giustizia e dei suoi simboli. Beattie (1935), uno dei maggiori artisti astratti britannici, rivolge la sua attenzione all’intimo umano e alla terra e le immagini che ne risultano si caratterizzano per un forte senso dell’ordine. Mitsuo Miyahara (1948) propone in18 pannelli dipinti l’installazione site specific, una testimonianza del suo studio della simbologia della giustizia; da ultimo Aldo Rota (1941) presenta 8 tele in cui la pittura è in rilievo e mostra una superficie contorta che fa riferimento al passato più antico e alla trasformazione dei materiali quotidiani. I suoi dipinti fanno riferimento alla fisicità del Palazzo e alla fisicità intellettuale della giustizia, grazie anche all’uso del monocromo e dei segni incisivi.

A Venezia, organizzata nell’ambito della 53. Biennale di Venezia ma, di fatto, troviamo un unicum’: è la mostra di disegni di Francis Bacon intitolata La Punta dell’Iceberg, e ospitata a Cà Zenobio degli Armeni . La mostra presenta un ‘corpus’ di circa 20 disegni su carta di varie dimensioni, con firma autografa di Francis Bacon e che delineano una galleria di personaggi umanamente mostruosi tipici dell’iconografia del celebre pittore irlandese scomparso nel 1992. Alcuni anni fa (2003-2004) questi disegni - e molti altri - furono i protagonisti di un provvedimento penale, intentato per stabilire definitivamente la natura dei disegni stessi: autentici o falsi? Fino ad allora era universalmente ritenuto assodato il credere che Bacon solitamente non disegnasse e, se lo faceva, distruggesse immediatamente i suoi disegni, ma, come appurato dalla vicenda bolognese, anche questa affermazione risultò non del tutto veritiera e queste carte in realtà sembravano essere solo una parte dell’attività artistica di Francis Bacon disegnatore, “la punta di un iceberg” come la definì lo stesso David Sylvester. Nell’ambito del processo molte furono le testimonianze e le perizie a favore e non; nel 2004 il tribunale chiuse l’inchiesta con una sentenza di assoluzione nei confronti del proprietario, Cristiano Lovatelli Ravarino, amico intimo di Bacon, dal quale egli asseriva di aver ricevuto in regalo il voluminoso plico di disegni in oggetto. Il tribunale di Bologna sentenziò, quindi, che i disegni oggetto della vertenza legale recavano la firma autografa di Francis Bacon e che quindi non potevano ritenersi falsi. A riguardo di queste opere su carta Alberto Agazzani, curatore della mostra, commenta: “La galleria di personaggi disegnati da Bacon è in molti casi facilmente riconducibile ai suoi modelli e perciò sin troppo riconoscibile nella loro apparenza. […] sguardi feroci e senza scampo […] sbucano da grovigli di segni e cancellazioni apparentemente informi e casuali, […]. In quegli sguardi profondi e definitissimi […] vi è la stessa ferinità che Bacon ha dipinto nelle sue tele […].” A Venezia saranno in mostra 20 delle carte oggetto della disputa bolognese, ma questa volta saranno sottoposte ad un diverso tipo di “giudizio”: quello del pubblico appassionato e curioso d’arte e a quello di chi ha invece studiato il pittore e la sua opera, dei critici d’arte e degli storici e dei collezionisti che hanno fatto di Bacon l’oggetto della loro passione. E’ molto probabile che il dubbio sull’autenticità o meno dei disegni dalla collezione Lovatelli Ravarino non si assopirà con questa mostra, anzi. Ma è certo che questo vuole essere un confronto aperto, libero e diretto. “Se non porterà ad una risposta certa – continua il professor Agazzani – almeno arricchirà un appassionante “romanzo giallo” di un sequel veneziano che già si preannuncia denso di suspence.”


Il cinghiale nell’antichità, fra archeologia e mito
Castiglion Fiorentino (Ar) – Chiesa San Filippo
19 luglio 2009 – 18 ottobre 2009
Orari: 10.00-12.30/16.00-18.30 chiuso il lunedì
Biglietti: 4€ intero, 2€ ridotto
Informazioni: www.icec-cf.it

Signori di Maremma. Elites etrusche fra Populonia e Vulci
Grosseto – Museo Archeologico e d’Arte della Maremma
14 giugno 2009 – 31 ottobre 2009
Orari: martedì-domenica 10.00-13.00/17.00-20.00
Biglietti: 5€ intero, 2,50€ ridotto
Informazioni: www.comune.grosseto.it

Pittura pompeiana
Napoli – Museo Archeologico Nazionale
30 aprile 2009 – 31 dicembre 2009
Orari: tutti i giorni 9.00-19.30 chiuso il martedì
Biglietti: 10€ intero, 6,75€ ridotto

Per grazia ricevuta. Gli ex-voto della Madonna di Montevergine nell’arte, nella fede e nella tradizione dei pellegrini
Santuario di Montevergine ( Mercogliano- Avellino) – Museo Abbaziale
1 maggio 2009 – 30 ottobre 2009
Orari: feriali 8.30-13.00/14.00-16.30; prefestivi e festivi 8.00-20.00
Ingresso libero

Parlare con Dio
Perugia – Galleria dei Gerosolimitani (Via San Francesco)
13 giugno 2009 – 21 settembre 2009
Orari: da mercoledì a domenica 15.00-19.00
Ingresso libero

I colori della rosa. Purezza e passione nell’arte dal 400 ad oggi
Caraglio (Cn) – Il Filatoio (Via Matteotti 40)
28 giugno 2009 – 25 ottobre 2009
Orari: giovedì – sabato 14.30-19.00; domenica 10.00-19.00
Biglietti: 7€ intero, 4€ ridotto

Telemaco Signorini e la pittura in Europa
Padova – Palazzo Zabarella
19 settembre 2009 – 31 gennaio 2009
Orari: 9.30-19.30 chiuso il martedì
Biglietti: 10€ intero, 8€ ridotto
Informazioni: www.palazzozabarella.it

Modigliani, una storia segreta
Milano – Fondazione Luciana Matalon
30 settembre 2009 – 20 novembre 2009
Orari: martedì – domenica 10.00-19.00
Biglietti: 6€ intero, 4€ ridotto

La giustizia e i suoi simboli
Milano – Palazzo di Giustizia
24 settembre 2009 – 30 ottobre 2009
Orari: lunedì-venerdì 8.00-17.00; sabato 8.00-13.00
Ingresso libero

Francio Bacon – La Punta dell’Iceberg
Venezia – Palazzo Zenobio /Collegio Armeno (Fondamenta del Soccorso, Dorsoduro)
7 giugno 2009 – 22 novembre 2009
Ingresso libero
Informazioni: 327-2071964