Proposte natalizie

Come sempre abbiamo un ampia scelta per le prossime vacanze natalizie, con un'attenzione particolare alle mostre a carattere archeologico, che ci permettono di scoprire temi ed aspetti poco noti delle antiche civiltà umane.
Autore:
Roda, Anna
Fonte:
CulturaCattolica.it
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A Roma, capitale dell’arte antica italiana, troviamo fino al 6 gennaio una mostra dedicata agli Etruschi e ai loro insediamenti urbani nel Lazio, tra cui le famose città di Veio, Cerveteri, Vulci, Tarquinia; città che man mano si differenziarono rispetto ai culti, alla produzione artistica e alle prassi commerciali. Un secondo aspetto sviluppato dalla rassegna è il rapporto tra Roma queste città, con una sottolineatura della forte influenza che la civiltà etrusca esercitò sul mondo romano quanto a simbologie del potere e pratiche religiose.
Si passa poi alla presentazione di alcuni interessanti reperti provenienti dalle quattro suddette città: Veio si caratterizza per la coroplastica destinata a decorare i tetti degli edifici; Cerveteri è segnalata per la straordinaria architettura funeraria; Vulci è rappresentata dalla scultura monumentale in pietra locale, mentre Tarquinia con le sue cento tombe affrescate costituisce la più importante pinacoteca del mondo antico dopo Pompei.
Sempre a Roma, presso il Colosseo, troviamo la mostra dal titolo Rovine e rinascite dell’arte in Italia. Promossa dal Comitato nazionale per le celebrazioni del centenario del primo regolamento di tutela (1909-2009), l’esposizione affronta il tema della salvaguardia del paesaggio e dei beni culturali in Italia. Si parte dai primi provvedimenti ottocenteschi fino ad arrivare ad una riflessione attuale sul concetto di tutela e valorizzazione. L’esposizione si articola in sei sezioni: L’unità d’Italia apre la serie, mentre Controtendenze: la tutela oggi, chiude questa interessante mostra, che ha il coraggio di trattare un argomento dibattuto e spesso al centro di polemiche.
Il tutto non con un’arida riflessione , ma attraverso ben 60 opere provenienti da musei italiani e stranieri. Tra le opere esposte ricordiamo l’Arringatore del Museo Archeologico di Firenze, alcune metope di Selinunte provenienti dai musei di Palermo, le statue del gruppo della galleria sapienti provenienti da Copenhagen.
Chiude la mostra uno dei recenti recuperi del Nucleo per la tutela del patrimonio archeologico dei Carabinieri, a dimostrare l’intento dello Stato e delle diverse istituzioni di porre al servizio di uno dei suoi beni più preziosi una tutela specializzata e qualificata.

Altra capitale italiana dell’arte antica è Napoli, con il suo Museo Archeologico, sicuramente uno dei più importanti del mondo.
Proprio al MANN due interessanti mostre. Il Gladiatore è la prima, fino al 31 dicembre. Prendendo spunto da quanto si è rivenuto a Pompei, dopo anni di assenza dalle sale espositive, si potranno ammirare oggetti relativi al modo dei ludi gladiatori: armi in bronzo da parata, elmi, schinieri, scudi, lance, pugnali tutti riccamente decorati a rilievo con scene di giochi e scontri tra combattenti.
Quello di Pompei è l’anfiteatro più antico tra quelli che sono giunti interamente conservati sino a noi; in esso si potevano ospitare fino a 20.000 persone che partecipavano con una sfrenata tifoseria ai combattimenti dei gladiatori, come dimostrano le scritte rinvenute nelle abitazioni e nelle botteghe della cittadina partenopea.
L’altra rassegna riguarda le bellissime opere scultoree rinvenute ad Ercolano in quasi tre secoli di scavi e scoperte. Tutto ci è giunto intatto da quel terribile giorno del 79 d.C., quando il Vesuvio riversò la sua furia sulle popolazioni inermi dei paesi della costa napoletana. Nel percorso della mostra sono comprese 150 opere, articolate in sezioni opportunamente definite da uno scenografico gioco di luci, che simboleggia la distanza tra la vita immortale degli dei e la caducità della vita umana. Infatti dalla luce viva delle prime sale, dove troviamo esposte statue di dei, eroi e dinastie imperiali. Si prosegue con una luce in graduale attenuazione nelle sale successive, dedicate alle illustri famiglie ercolanesi (come Marco Nonio Balbo e Lucio Mammio Massimo) e in particolare alle sculture della Villa dei Papiri; una luce ancor più diffusa si diffonde sui ritratti della gente comune, significativamente accostati alle liste dei cittadini incise sul marmo, mentre le tenebre avvolgono gli scheletri dei fuggiaschi: uomini, donne e bambini che avevano cercato rifugio sull’antica spiaggia in ambienti voltati prospicienti il mare, quando con improvvisa brutalità la catastrofe li ha travolti.

Ci spostiamo geograficamente e temporalmente.
In quattro importanti località Mantova, Reggio Emilia, San Benedetto Po e Canossa si ricorda Matilde, la Gran Contessa, una delle donne più potenti di tutto il Medioevo. Le quattro mostre sono il frutto di importanti progetti di studio e ricerca, volti a restituire il mito ambivalente, intessuto di leggende, celebrazioni e fascino di Matilde di Canossa(1046-1115). A Reggio Emilia si tiene la mostra dal titolo Matilde e il tesoro dei Canossa tra castelli e città. Circa 215 opere cercheranno di rendere al ricchezza di quest’epoca a torto giudicata oscura e retrograda. Si analizzano non solo le vicende politiche, ma anche le architetture, la fondazione di monasteri, la costruzione di cattedrali, testi letterari, miniature, immagini dipinte e scolpite, tutti elementi fondamentali per capire come si pensava e come si viveva allora.
A Mantova si pende in considerazione il rapporto di Matilde con i grandi del suo tempo, quali il Papato e l’Impero; infatti al Comitissa era signora di terre cerniera tra i due poteri supremi. In mostra troviamo oggetti preziosi e comuni che fanno percepire questa società a cavallo del Mille.
Presso San Benedetto Po all’Abbazia di Polirone, fondata nel 1007 da Tedaldo, nonno di Matilde e luogo presso cui Matilde morì, troviamo una rassegna che segue lo sviluppo e la storia dell’insediamento benedettino, uno dei più significativi del Medioevo.
Va da sè che nel circuito fosse inserita la Rocca più amata da Matilde, Canossa, sulle colline tra Parma e Reggio: luogo di rara suggestione ancora oggi per la natura selvaggia ed incontaminata che la circonda.
Mantova sta diventando sede di importanti mostre: già abbiamo presentato la mostra sui tesori dei Gonzaga, ora parliamo di Bonacolsi l’Antico (1460?-1528), scultore. Pier Jacopo Alari Bonacolsi detto l’Antico sebbene poco noto al grande pubblico, è certamente uno dei più noti artisti della Mantova cinquecentesca, artista prediletto da Isabella d’Este. L’artista, come era usuale per l’epoca, ricoprì il ruolo di orafo, scultore ed di esperto antiquario, mettendosi all’ombra della d’Este, come arbitro assoluto dei gusti della corte. Per i personaggi più in vista dei Gonzaga riproduceva in piccolo formato, in bronzo o bronzo dorato, alcuni dei capolavori della scultura antica, come l’Apollo di Belvedere o il gruppo del Laocoonte. Proprio per far emergere questa preminenza assoluta del Bonacolsi rispetto ai gusti della cinquecentesca corte gonzaghesca si è organizzata questa rassegna, con il ricco contributo del Kunsthistoriches Museum di Vienna, che possiede il più cospicuo patrimonio dell’Antico. Per dare concretezza a questo progetto si è pensato di allestire la mostra nell’appartamento di Isabella d’Este; luogo fin ad ora poco visitabile e per l’occasione restaurato e adeguatamente riportato agli antichi splendori.

Vicenza
festeggia Palladio, suo illustre cittadino, in una importante mostra che verrà in seguito allestita a Londra e poi negli Stati Uniti. Attraverso un patrimonio artistico di notevoli dimensioni (80 disegni del Maestro, 70 disegni di architettura di Michelangelo, Bramante, Raffaello, Sansovino, Le Corbusier e molti altri, 40 dipinti di artisti quali Tiziano, Bassano, Tintoretto, Veronese, modelli architettonici e sculture). La rassegna, che si concluderà il 6 gennaio, si articola in tre sezioni: La vita di un architetto vuole evidenziare in ordine cronologico le fasi della vita di Palladio e lungo questa direttrice si aprono altre sotto-sezioni su temi di particolare importanza come la sua formazione a Padova. La storia di Palladio è straordinaria: da semplice artigiano diventò architetto e poi uomo di cultura, amico degli intellettuali più in vista del suo tempo. Si passa poi a La creazione di una nuova architettura: in cui si mostrano le idee e i procedimenti costruttivi dell’architetto, attraverso disegni originali e ricostruzioni digitali, cercando di approfondire il perché e il come Palladio studiò Vitruvio e come discuteva con i committenti gli edifici che per essi progettava. Da ultimo Un eterno contemporaneo: Palladio è stato per generazioni di architetti un contemporaneo, la cui voce è rimasta non solo attraverso i suoi testi, tradotti in molteplici lingue, ma anche attraverso i suoi esempi architettonici. Dai suoi contemporanei fino agli architetti sette-ottocenteschi che operarono in Inghilterra, Russia ed America.

Passiamo ora a qualche mostra allestita a Milano. Tra le numerose proposte ci soffermiamo sul alcune che presto chiuderanno i battenti.
Fino al 14 dicembre sarà possibile ammirare, dopo qualche minuto di coda al freddo, La conversione di Saulo di Caravaggio, scenograficamente presentata a Palazzo Marino, nella prestigiosa Sala Alessi. Non sprechiamo parole per descrivere questo notissimo quadro, diamo solo alcune indicazioni cronologiche: Caravaggio dipinse per Tiberio Cerasi nel 1601 tale opera, in un primo tempo destinata alla sua cappella in Santa Maria del Popolo a Roma; la tela, a causa del dilungarsi dei lavori, non venne mai esposta in chiesa e conobbe diversi spostamenti in Italia e all’estero, finché nel 1950 arrivò per via ereditaria alla famiglia Odescalchi, che ne è l’attuale proprietaria e custode.
Presso il Museo diocesano ambrosiano possiamo ammirare la mostra Lo sguardo sulla natura. Luce e paesaggio da Lorrain a Turner .
70 opere, datate metà XVII secolo fino alla prima metà del XIX secolo, vogliono analizzare lo sviluppo della tematica del paesaggio. Sicuramente mostra di pregio, forse per una piccola elite di specialisti ed amatori, sicuramente poco azzeccata per un museo diocesano le cui priorità credo dovrebbero essere ben altre. Il percorso espositivo parte da Lorrain, con il paesaggio idealizzato, arriva ai pittori fiamminghi e poi spicca il volo con Salvator Rosa, che anticipa certe vibrazioni romantiche. Si passa poi ai classici vedutisti settecenteschi: Ricci, Guardi, Canaletto, Bellotto e poi in volata sui due più noti d’Oltralpe Constable e Turner, con le sue tempeste marine violentissime, le grandi silenziose nevicate e le sue piogge impetuose e devastanti.
A Palazzo Reale una importante mostra fotografica dedicata a Robert Frank, artista nato a Zurigo nel 1924 e tra i più noti fotografi e registi internazionali.
Nelle sue immagini, dal forte sapore documentaristico e sociale, ritroviamo la visione più intima della quotidianità di un paese, gli Stati Uniti d’America, che Frank descrive come mai nessuno sia riuscito a fare, cioè in modo ironico e duro insieme. Le immagini, volutamente molto contrastate, hanno sconvolto un paese ipnotizzato dall’american dream e hanno anche contribuito all’evolversi di un’arte fotografica autentica e schietta. Infatti qual è il genio dell’artista? quello di guardare ed aiutarci a guardare quel mondo che condivide con noi.
L’ultimo spazio lo dedichiamo a due giovani pittori: di una abbiamo già diverse volte presentato delle rassegne, Letizia Fornasieri. Solo per due giorni,mercoledì 10 e giovedì 11 dicembre presso la Galleria Rubin si potrà ammirare una selezione di opere della pittrice: interni domestici, nature morte, vasi di fiori, scorci di città, quel microcosmo che ben conosciamo della Fornasieri, reso con il suo inconfondibile tratto.

Abbiamo anche il piacere di presentare un giovane pittore torinese, Roberto Pelusio, alla sua prima mostra, proprio a Torino. Così lo stesso Pelusio presenta il suo lavoro: “Le immagini che nascono dal nero sono un po’ come quelle dei sogni o quelle nell’ombra o nello spazio profondo; posseggono una forza diversa e terribile capace di forti richiami evocativi. Con esse si entra in una zona critica, di contatto tra dimensioni diverse, tra forma e caos, tra transitorio e l’eterno, tra ombra e luce. Come nell’incontro con l’altro, in cui c’è uno sconfinamento: apertura e intrusione, incertezza e determinazione, è un territorio dove si trovano commistione e separazione, in cui leggi e identità diventano fluidi e dove le possibilità si moltiplicano, fino al miracolo.”

Etruschi. Le antiche metropoli del Lazio
Roma - Palazzo delle Esposizioni
21 ottobre 2008- 6 gennaio 2009
Orari: martedì, mercoledì, giovedì 10.00-20.00; venerdì, sabato 10.00-22.30; domenica 10.00-20.00; chiuso lunedì.
Biglietti: 12,50€ intero, 10€ ridotto, 4€ scuole


Rovine e rinascite dell’arte in Italia
Roma - Colosseo
26 ottobre 2008 - 15 febbraio 2009
Orari: tutti i giorni 8.30-16.30
Biglietti: 11€ intero (compreso Colosseo, il Palatino e l’area del Foro romano), 6,50€ ridotto

Il Gladiatore
Napoli - Museo Archeologico Nazionale
27 novembre 2008- 31 dicembre 2008
Orari: tutti i giorni tranne il martedì 9.00-19.30
Biglietti: 6,50€ intero, 3,25€ ridotto
Informazioni: www.comune.napoli.it; www.archeona.arti.beniculturali.it, www.beniculturali.it

Ercolano. Tre secoli di scoperte
Napoli - Museo Archeologico Nazionale
16 ottobre 2008- 13 aprile 2009
Orari: tutti i giorni tranne il martedì 9.00-19.30
Biglietti: 6,50€ intero, 3,25€ ridotto
Informazioni: www.comune.napoli.it; www.archeona.arti.beniculturali.it, www.beniculturali.it

Matilde di Canossa, il Papato , l’Impero. Storia, arte, cultura alle origini del romanico
Mantova - Reggio Emilia- San Benedetto Po - Canossa
31 agosto 2008 - 11 gennaio 2009
Informazioni: www.mostramatildedicanossa.it

Bonacolsi l’Antico. Uno scultore nella Mantova di Andrea Mantegna e Isabella d’Este
Mantova - Palazzo Ducale (Appartamento di Isabella d’Este)
13 settembre 2008 - 6 gennaio 2009
Orari: martedì - domenica 8.30-19.00
Biglietti: 10€ intero, 7,50€ ridotto (solo la mostra 7,50€)

Palladio
Vicenza - Palazzo Barbaran da Porto
20 settembre 2008 - 6 gennaio 2009
Orari: martedì, mercoledì, giovedì, domenica 9.30-19.00; venerdì, sabato 9.30-21.00
Biglietti: 10€ intero, 8€ ridotto, 4€ scuole
Informazioni: www.palladio2008.info

Caravaggio a Milano. La conversione di Saulo
Milano - Palazzo Marino
16 novembre 2008 - 14 dicembre 2008
Orari: tutti i giorni 9.30-19.30
Ingresso libero

Lo sguardo sulla natura. Luce e paesaggio da Lorrain a Turner
Milano - Museo Diocesano
14 ottobre 2008 - 11 gennaio 2009
Orari:da martedì a domenica 10.00-18.00
Biglietti: 8€ intero, 5€ ridotto, 2€ scuole
Informazioni: www.museodiocesano.it

Robert Frank. Lo straniero americano
Milano - Palazzo Reale
14 ottobre 2008 - 18 gennaio 2009
Orari: lunedì 14.30-19.30; martedì-domenica 9.30-19.30; giovedì 9.30-22.30
Biglietti: 7e intero, 5€ ridotto, 4€ scuole

Letizia Fornasieri
Milano - Galleria Rubin (Via Bonvesin de la Riva, 5)
10 e 11 dicembre 2008
Orari: 14.30-19.30
Ingresso libero
Informazioni: www.galleriarubin.com

“Viene il temporale, chiudi la finestra” Esposizione personale di Roberto Pelusio
Torino - Birrificio della Piazza dei Mestieri (Via Jacopo Duranti, 13)
11 dicembre 2008 - 23 dicembre 2008
Orari: martedì- sabato 18.00-24.00
Ingresso libero
Informazioni: www.piazzalive.it