I mille volti dell’arte

Autore:
Roda, Anna
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Vogliamo in questo numero presentare una serie di mostre di diverso tipo, mostre che esplorano le diverse possibilità degli artisti nel campo dell’espressione artistica.

Cominciamo con un antico maestro, Nicola Gallucci (1385-1462 ca) detto da Guardiagrele, suo paese d’origine presso Chieti. A Roma, presso il Museo della Basilica di Santa Maria Maggiore, si potrà ammirare gran parte della produzione di questo maestro orafo, sconosciuto al grande pubblico degli appassionati di storia dell’arte. In questa prima mostra monografica dedicata all’artista si potranno ammirare raffinate croci processionali, preziosi ostensori, suppellettili sacre di squisita fattura, tra cui il prezioso paliotto della cattedrale di San Bernardo di Teramo. Questi oggetti, restaurati proprio per questa occasione, ci fanno percepire la cultura di Nicola, una cultura medioevale che sta guardando alle novità scultoree quattrocentesche. Infatti sono evidenti le consonanze con il Ghiberti proprio in una croce proveniente dalla chiesa parrocchiale di Santa Maria da Antrodoco.
La rassegna, dopo la tappa romana, si sposterà a Chieti, all’Aquila per approdare infine a Firenze; un modo questo per liberare il Guardiagrele da una sorta di provincialismo che a ben vedere, per qualità di opere e influssi, non gli è proprio.

Altra preziosa mostra a Mantova, alla corte dei Gonzaga, tra i principi più colti e raffinati del Quattro-Cinquecento. Fin dal XV secolo i Gonzaga iniziarono la creazione di una straordinaria collezione che diventerà famosa in tutta Europa. Oltre alle opere pittoriche, i signori di Mantova ricercavano oggetti preziosi e potarono alla loro corte quanto di meglio veniva prodotto all’epoca in materia di oreficeria, pietre dure, vetro, argento, naturalia e mirabilia.
Tra le numerose gemme antiche e moderne acquistate, spicca per eccezionalità lo splendido Cammeo Gonzaga, l’oggetto che dà il titolo a questa imperdibile rassegna. Opera del III sec a.C., in agata di tre strati, presenta il ritratto di una coppia imperiale. Nel 1500 il gioiello apparve comparve improvvisamente a Mantova nelle collezioni di Isabella d’Este; dopo un lungo pellegrinare tra le diverse casate regali europee lo ritroviamo presso Napoleone ed infine in possesso dello zar Alessandro I, infatti oggi il Cammeo è conservato all’Ermitage di San Pietroburgo.
Accanto al prezioso monile in mostra si potranno ammirare altre preziosità gonzaghesche: vetri, incisioni, gemme dell’epoca tolemaica, coralli, avori, corna di rinoceronte lavorate. La mostra è quindi un affascinate viaggio nel cuore del collezionismo più fastoso e raffinato della corte Gonzaga, signori illuminati e colti, autori di una raccolta d’arte che ancora oggi fa parlare di sé.

Potremmo dire che il 2008-2009 siano gli anni di Trieste. Infatti in questa importante città si stanno svolgendo elle rassegne molto interessanti: la prima vuole puntare l’attenzione sul periodo medioevale di Trieste, ponendo lo sguardo in particolare sul Trecento, secolo che segnò in modo decisivo i destini di questa città, inserendola nella situazione geopolitica dell’Italia settentrionale e di tutto l’alto adriatico. Due sono gli eventi simbolo di questo secolo: la fondazione della cattedrale di San Giusto e la dedicazione ai duchi d’Austria nel 1382.
Attraverso le sezioni in cui è divisa la mostra, si potrà conoscere la fisionomia del paesaggio urbano, gli insediamenti del contado, il profilo dell’economia agricola orientata verso la viticoltura, la struttura del Comune con le diverse magistrature che lo governavano; inoltre, attraverso gli Statuti del 1350, impreziositi da ricchi capilettera, si potrà avere un’idea della vita comune dei triestini, grazie a testamenti, patti dotali, contratti di locazione, a cui si aggiungono documenti di cause civili e penali, documenti ecclesiastici, monete, ceramiche e altre suppellettili di vita comune.
La mostra arriva a sfiorare il 1400, secolo in cui una compagine di famiglie organizzarono leggi, amministrazione della giustizia, difesa della città e controllo economico del territorio circostante. La produzione artistica triestina tra Trecento e Quattrocento risentì degli influssi di Venezia e della Lombardia, proprio a partire dalla vocazione di ponte tra i popoli che è proprio tipico di Trieste.
Ma Trieste è nota al grande pubblico soprattutto per la Prima Guerra Mondiale. Infatti dalla fine di questo ottobre fino a tutto il gennaio prossimo si alterneranno nella città cinque mostre, dibattiti, letture, spettacoli, film e documentari per suggellare e ricordare i novant’anni dalla fine della Grande Guerra.
Ecco le mostre: Il tesoro riscoperto. Una preziosa eredità nell’Archivio di Stato di Trieste. Si tratta dell’esposizione di parte dei tremila preziosi consegnati a fine ‘700 al Tribunale di Trieste come depositi giudiziali e mai reclamati dai proprietari.
Attraverso gli stili questi oggetti preziosi è possibile ricostruire uno spaccato di storia sociale e una storia del gusto che ha caratterizzato questa terra.
Troviamo poi La posta degli irredenti. Documenti dei volontari giuliani e dalmati del Museo Postale e Telegrafico della Mitteleuropa. In questo caso il percorso è letterario: si ripercorre la vita di alcuni eroici soldati, tra cui alcuni noti scrittori triestini, come Slataper, Stuparich, grazie alla loro corrispondenza.
Ecco inoltre Eroi in divisa. Uniformi dalle collezioni civiche, allestita nel Civico Museo del Risorgimento; in cui vengono esposte per la prima volta otto divise del Regio Esercito Italiano e dove sarà possibile ripercorrere un itinerario per la comprensione dell’irredentismo giuliano dal 1848 al 1918.
Presso Palazzo Costanzi si potrà visitare Trieste liberata. La cronaca nelle immagini della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte. Una rassegna incentrata sulle giornate della fine ottobre-inizi novembre del 1918 attraverso foto d’epoca. Da ultimo Trieste 1918. La prima redenzione novant’anni dopo: reperti bellici appartenenti all’esercito italiano ed austriaco danno il via alla mostra che prosegue con una sezione dedicata alla rappresentazione della Grande Guerra nelle strisce dei fumettisti, nelle pagine dei letterati giuliani, inseriti nel più ampio contesto storico-letterario del primo Novecento.
Dopo una serie di rassegne così drammatiche, una più piacevole dedicata ai buongustai. Ad Alba, presso la Fondazione Ferrero, si tiene la mostra Il Cioccolato. Dai Maya al XX secolo. Ciò che viene raccontato è la storia di un’avventura che comincia da molto lontano nel tempo e nello spazio, fra i Maya. E’ dal Messico che provengono i semi della pianta del cacao ed è presso questa antica popolazione che si comincia a ricavare il cacahuati, la bevanda degli dei. Ad iniziare da reperti precolombiani si giunge nelle diverse sezioni a trattare dell’arrivo di questa bevanda in Europa e la sua successiva diffusione nel Settecento fino al XX secolo. La nuova bevanda arriva a noi tramite la Spagna, e si trasforma da medicinale a bevanda alla moda grazie alla scoperta della dolcificazione, ammessa addirittura dai Papi anche nei periodi di digiuno in quanto corroborante. Bevanda amata da Casanova, che le attribuiva effetti afrodisiaci, fino a Mozart che la gustava con piacere e le cui note fanno da sottofondo a tutta la rassegna. Diventando la bevanda preferita dalle classi benestanti, ecco che le manifatture di tutta Europa, in particolare quelle di Sévres, iniziano a creare eleganti e raffinati servizi adatti per porgere il nettare che viene da lontano; un’industria che continuerà anche per tutto l’Ottocento.
La mostra dedica anche uno spazio all’industria della trasformazione del cacao: nel 1802 il genovese Bozelli progetta una macchina per raffinare la pasta di cacao; nel 1875 l’olandese Van Houten riesce ad isolare il burro di cacao; nel 1879 gli svizzeri Peter e poco più tardi Lindt creano la ricetta per il cioccolato fondente. Tutte queste trasformazioni permettono al cioccolato di divenire un alimento accessibile a tutti e non solo riservato alle classi più abbienti.

Diamo ora spazio a due mostre “missionarie”. Entrambe si trovano presso il Museo Popoli e Culture del Pime di Milano: la prima, da titolo Scrivere nella sabbia. Le antiche biblioteche del deserto, tratta di alcune antiche biblioteche di alcuni Paesi dell’area sahariana e saheliana che conservano manoscritti e volumi stampati di artisti e scienziati africani. La seconda rassegna, Wasteland. Il Mali senza tempo è un ampio reportage fotografico di Heinz Schattner sul Mali. Il Mali è un mondo che racchiude una saggezza antica d’ampio respiro e un’alterità che incanta i viaggiatori; proprio per farci riscoprire queste peculiarità, oltre la moderna globalizzazione, il fotografo ha girato tutto il paese cogliendo volti e luoghi tipici, ma ha voluto anche ritrarre giovani indigeni vestiti alla moda occidentale, per farci comprendere la nuova identità di questo territorio.

A Cinisello Balsamo (Mi), presso il Museo di Fotografia Contemporanea fino al 28 dicembre troviamo una mostra dedicata a Robert Frank, dal titolo Paris. In 80 opere, per lo più inedite, Robert Frank, uno dei padri della fotografia contemporanea, ci presenta Parigi osservata tra il 1949 e il 1952. Nella maggior parte delle immagini la strada è il tema centrale. Frank scorge le persone nelle vie di Parigi in momenti difficili: assenti, in piedi, in mezzo al trambusto o seduti in metropolitana, accasciati su una panchina del parco, o persino sdraiati, arrotolati su se stessi, su un prato. Le situazioni evidentemente casuali, diventano quasi intime nell’attimo fotografico. Frank sceglie diversi punti di vista: oltre alle prospettive a volo d’uccello, le sue fotografie di strada mostrano sempre angoli molto profondi o sguardi sopra le spalle dei passanti, che fanno sentire la presenza del fotografo e al tempo stesso mettono l’osservatore al centro dell’immagine.

Sempre a Milano l’ultima segnalazione di questo numero. Presso lo Spazio Lumera una personale di Alberto Colombo da titolo Acqua. Alberto Colombo nasce nel 1953, dopo gli studi presso l’Istituto Beato Angelico e la facoltà di Architettura, approda all’Accademia di Brera. Dal 1975 espone in mostre personali e collettive fino ad arrivare allo Spazio Lumera, dove ha già presentato le sue opere qualche anno fa.
Ritorna ora con una mostra dal titolo Acqua. Si tratta di interessanti tavole frutto dell’intensa osservazione che l’artista fa del paesaggio lariano. La presa dal vero si semplifica nella ricerca di spazi assoluti, dove le linee dell’orizzonte, che dividono l’acqua dal cielo sono appena percettibili, tutte riassunte e raggrumate nell’imporsi prepotente del colore. Grigio-azzurri, neri schiariti, gialli appannati da velature verdine: il colore si stempera o si condensa così da rendere l’impalpabile atmosfera del lago, le sue nebbie, i suoi crepuscoli malinconici, le albe soffuse dove la luce fa vibrare all’unisono acqua e aria. Certo è che dai quadri dichiaratamente realistici e paesaggistici dell’ultima esposizione allo Spazio Lumera, si è ora giunti ad una visione più personale e sintetica del reale: Rothko, Rainer? non so... sicuramente Colombo ha seguito la via di Mondrian, che ha saputo vedere quell’Invisibile che dà forma alla visibilità.

Nicola da Guardiagrele. Orafo tra Medioevo e Rinascimento
Roma - Museo di Maria Maggiore
28 ottobre 2008 - 8 dicembre 2008
Orari: tutti i giorni 9.30-18.30
Informazioni: tel. 06-48 30 58

Il cammeo Gonzaga. Arti preziose alla corte di Mantova
Mantova - Fruttiere di Palazzo Te
12 ottobre 2008 - 11 gennaio 2009
Orari: lunedì 13.00-18.00; martedì-domenica 9.00-18.00
Biglietti: 10€ intero, 8€ ridotto
Informazioni: www.cammeogonzaga.it

Medioevo a Trieste. Istituzioni, arte, società nel ‘300
Trieste - Castello di San Giusto
30 luglio 2008 - 25 gennaio 2009
Orari: tutti i giorni 9.00-17.00
Biglietti: comprendenti mostra+castello 5€ intero, 3,50€ ridotto
Informazioni: www.triestecultura.it

Trieste 1918
Trieste - Sedi diverse
30 ottobre 2008 - 25 gennaio 2009
Informazioni su sedi, orari i biglietti: ww.triestecultura.it

Il Cioccolato. Dai Maya al XX secolo
Alba - Fondazione Ferrero
19 ottobre 2008 - 18 gennaio 2009
Orari: martedì-venerdì 15.00-19.00; sabato e festivi 10.00-19.00; chiuso lunedì
Informazioni: www.fondazioneferrero.it
Ingresso gratuito

Scrivere nella sabbia. Le antiche biblioteche del deserto
Wasteland. Il Mali senza tempo di Heinz Schattner
Milano - Museo Popoli e Culture
12 novembre 2008 - 31 dicembre 2008
Orari: lunedì-sabato 9.00-12.30/14.00-18.00
Informazioni: www.museopopolieculture.it
Ingresso gratuito

Robert Frank-Paris
Cinisello Balsamo (Mi) - Museo di fotografia contemporanea (Villa Ghirlanda)
21 settembre 2008 - 28 dicembre 2008
Orari: martedì-domenica 10.00-19.00; giovedì 10.00-23.00
Informazioni: www.museofotografiacontemporanea.org
Ingresso gratuito

Alberto Colombo. Acqua
Milano - Spazio Lumera (Via Abbondio Sangiorgio,6)
15 novembre 2008 - 6 dicembre 2008
Orari: lunedì, martedì, giovedì, venerdì 16.00-19.30; sabato 10.30-12.30/16.00-19.30
Informazioni: www.lumera.it
Ingresso gratuito