Arte-Mostre: Echi del Rinascimento

Autore:
Roda, Anna
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Il panorama culturale di questo secondo autunno si caratterizza per la presenza di numerose mostre sugli aspetti e sugli autori più diversi del Rinascimento.
La prima, tra quelle che vogliamo segnalare, è dedicata ad un lavoro poco noto di Michelangelo Buonarroti a Padova: il progetto per il nuovo coro della cattedrale.
Il 2 gennaio 1551 i Canonici del Capitolo della cattedrale davano il via ad un nuovo progetto per il coro presentato da Michelangelo, progetto con il quale si intendeva sostituire il vecchio presbiterio romanico. Il progetto michelangiolesco, aggiornato secondo i nuovi criteri artistico-architettonici, sarà poi realizzato dall’architetto istriano Andrea da Valle, con non poche variazioni. La mostra, per ricordare questo unico intervento del Buonarroti a Padova, presenta sei disegni del Maestro, concessi eccezionalmente dalla Fondazione fiorentina Casa Buonarroti; infatti tali preziosi e straordinari disegni, dopo questa uscita, dovranno ancora riposare a lungo nei depositi del Museo che li conserva prima di essere ancora visti. Le opere in mostra sono tra le più belle di Michelangelo: uno studio di testa e uno di un braccio di una figura per la volta della Sistina, lo studio per le fortificazioni per la Porta al Prato, “Il sacrificio di Isacco”, lo studio per un Cristo risorto e da ultimo la pianta del San Giovanni dei fiorentini, chiesa mai realizzata.
L’11 dicembre si chiuderà a Mantova l’esposizione Rubens, Eleonora de’ Medici Gonzaga e l’oratorio sopra Santa Croce: pittura devota a corte.
La mostra intende presentare il mecenatismo della duchessa di Mantova, moglie del duca Vincenzo I Gonzaga, e la pittura religiosa del palazzo ducale, a cui portò un suo significativo contributo il giovane Rubens. Per la prima volta in mostra viene esposta un’inedita pala d’altare di Rubens, la Deposizione dalla croce (1602-1603), commissionata dalla Duchessa per la sua cappella superiore di Santa Croce. In essa il giovane Rubens mostra già il suo talento: la scena è ambientata in unaatmosfera notturna cupa e drammatica; la luce argentea della luna fa risaltare il lenzuolo in cui è avvolto il Cristo e le sue povere membra straziate. Per far risaltare la bellezza e l’importanza di quest’opera, sono state affiancate ad essa altre composizioni giovanili di Rubens: Il martirio di sant’Orsola (1604-1605) e La famiglia Gonzaga in adorazione della Trinità (1605).
La mostra include anche la visita agli ambienti superstiti della chiesa palatina tardogotica di Santa Croce, la cui struttura architettnica pare derivare dalla parigina Sainte-Chapelle. Tale cappella, appositamente aperta per l’occasione, fu il luogo di devozione privilegiato dai Gonzaga e quindi da loro riccamente decorato. I recenti restauri hanno riportato in luce le tracce della più antica decorazione, seplta sotto gli stucchi settecenteschi.
In occasione dei lavori di restauro del Palazzo Patriarcale di Venezia, si potranno eccezionalmente vedere i tesori d’arte in esso conservati. Tra i diversi capolavori, ora raccolti nel Museo diocesano della città lagunare, sono da evidenziare per l’assoluta bellezza ed importanza il ciclo con le Storiedi Santa Caterina, realizzato dal Tintoretto (1582-1585). I sei teleri, per la prima volta presentati al pubblico, raccontano nel modo vivace e drammatico tipico di Tintoretto la vita e il martirio della santa.All’inizio del percorso espositivo si colloca però una tela di Tiepolo, una dolce e lieve Natività, pala d’altare della cappella privata del Patriarca. Lo stesso Scola, in un recente intervento a proposito di questo quadro dice: “Non è il tuo sguardo a catturare l’opera, ma il contrario. Ti costringe a sollevare lo sguardo, portandoti all’incontro con il Bambino Gesù”.
Brescia continua ad essere una delle città d’arte più vive d’Italia. Già lo scorso anno ci sono state numerose esposizioni, anche quest’anno il calendario è fitto di impegni interessanti. Il primo che vogliamo segnalare è presso la Pinacoteca Tosio Martinengo, che mette in mostra opere conservate dai depositi e recentemente restaurate e riconsegnate all’ammirazione del pubblico.
Le scoperte riguardano, ad esempio il Moretto (1498-1554), al quale è stato attribuito un grande affresco giovanile, Cristo portacroce, di grande e suggestivo impatto visivo; oppure il Moroni (1520-1579) con due preziose tavolette con i Santi Faustino e Giovita, forse riferite alla sua prima produzione. Tra le scoperte altri lombardi come il polittico di San Nicola da Tolentino del Civerchio (1495) o un Cristo portacroce del Romanino (1484/87-1560), con valenze addirittura precaravaggesche. Il percorso si conclude con autori del sei-settecento tra cui spicca il Ceruti, meglio conosciuto come il Pitocchetto (1698-1767) con Le due sorelle e I bari.
La nostra lunga carrellata si conclude a Milano con l’importante rassegna Carlo e Federico Borromeo. La luce dei Borromeo nella Milano spagnola, presso il Museo Diocesano della città.
Carlo Borromeo ed il cugino Federico furono tra i capisaldi della storia della Chiesa ambrosiana, fedeli continuatori dell’opera pastorale ed educativa del grande Ambrogio. Essi, pur in epoche di crisi e travagli storici e religiosi, hanno saputo rendere grande la città e rilanciarla a ruolo di grande capitale e faro di riforma religiosa per tutta l’Europa.
La mostra nasce proprio da questa consapevolezza, nel tentativo di mostrare le intense trasformazioni che in campo figurativo avvennero proprio a seguito dell’opera dei due vescovi. Con oltre 70 opere la mostra si articole in tre sezioni: la prima è dedicata all’età di san Carlo (1564-1584), ma ha inizio con le opere che rappresentano l’arte a Milano negli anni della Controriforma (Gaudenzio Ferrari, Moretto, Piazza), proponendo poi i pittori fedeli alle direttive carliane come il Figino, Peterzano, i Campi, Camillo Procaccini e Fede Galizia. Nella seconda parte, Il naturalismo lombardo fra Carlo e Federico, troviamo una sorta di digressione che presenta il dibattuto rapporto dei lombardi con gli echi caravaggeschi di chi era stato a Roma (Tanzio da Varallo, Serodine, Vermiglio). L’ultima sezione, L’età di Federico, presenta le straordinarie opere di Morazzone, Cerano, Giulio Cesare Procaccini, tesi a realizzare apparati ed opere per la canonizzazione e glorificazione di Carlo Borromeo.
La mostra ha una sua naturale appendice nel Duomo, che venne ampiamente rinnovato con decisivi interventi architettonici e decorativi sia da Carlo che da Federico e nel quale, per l’occasione, sono stati esposti i grandi teleri della Vita e dei Miracoli di San Carlo, apparati realizzati proprio agli inzi del Seicento per la canonizzazione del santo.

Michelangelo. Sei capolavori
Padova – Salone di Rappresentanza di Palazzo Santo Stefano
dal 12 novembre 2005 all’ 8 gennaio 2006
Orari:tutti i giorni dalle 9.00 alle 18.00
Biglietti: 4€ intero, 2,50€ ridotto
informazioni: www.mostramichelangelo.com

Rubens, Eleonora de’ Medici Gonzaga e l’oratorio sopra Santa Croce: pittura devota a corte
Mantova – Sala degli Arcieri in Palazzo Ducale
dal 9 settembre 2005 all’11 dicembre 2005
Orari: da martedì a domenica dalle 8.45 alle 19.15; lunedì chiuso
Biglietti: 9,50€ intero - 6,25€ ridotto

Tintoretto, il ciclo di Santa Caterina e la quadreria del Palazzo Patriarcale
Venezia – Chiostro di Santa Apollonia, Museo Diocesano
dal 6 ottobre 2005 al 30 luglio 2006
Orari: tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00
Biglietti: 8€ intero, 6€ ridotto, 3€ scuole
informazioni: www.museodiocesanovenezia.it

Tesori ritrovati. Da Romanino a Moretto a Ceruti
Brescia – Pinacoteca Tosio Martinengo
dal 22 ottobre 2005 al 19 marzo 2006
Orari: da martedì a domenica, dalle 10.00 - 13.00 / 14.30 - 18.00 (chiuso il lunedì)
Biglietti: il prezzo è quello normale di ingresso al museo

Carlo e Federico Borromeo. La luce dei Borromeo nella Milano spagnola
Milano – Museo Diocesano
dal 5 novembre 2005 al 7 maggio 2006
Orari: da martedì a domenica ore 10.00- 18.00
Biglietti: 8,50€ intero, 6,00€ ridotto, 5,00€ gruppi e scuole
Per informazioni sulle visite in Duomo e ai Quadroni della Vita e dei Miracoli di San Carlo telefonare a Museo del Duomo (02-860358 oppure 02-72023960)