La rinascita in Cristo: il Battistero di Biella

Autore:
Roda, Anna
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Proprio nella zona centrale di Biella troviamo il Battistero, stretto tra Palazzo Oropa, sede del Comune, e il duomo di Biella, Cattedrale di Santo Stefano, patrono della città. Il retro della struttura appare invece visibile da via Italia, l'antica via Umberto I, fulcro della città, accanto alla chiesa della Santissima Trinità. Per la sua bellezza ed il suo significato storico esso è diventato un'icona del patrimonio artistico di Biella. (Immagine 1)

La storia
L’ antico edificio, dedicato a San Giovanni Battista, sorto sulle rovine di un preesistente sepolcreto pagano tardo-romano, è stato costruito a partire dal IX secolo e successivamente ampliato. Date datazione è stata fatta non su base documentaria, ma confrontando questo edificio con altri di cui si hanno notizie più certe.
L’edificio faceva parte del complesso della chiesa matrice di Santo Stefano; dopo la demolizione della chiesa, avvenuta alla fine dell’Ottocento, si è salvato solo il bellissimo campanile a otto piani. Il Battistero si trovava sul lato destro della chiesa, staccato da essa all’altezza del presbiterio. (Immagine 2)

La struttura
Il Battistero presenta una struttura in stile prettamente romanico, costruita in ciottoli locali misti a parti in laterizio, a base quadrangolare con un'abside semicircolare su ciascuno dei lati, separati dai quattro pilastri angolari che sorreggono il tiburio a pianta ottagonale, secondo la simbologia cristiana. (Immagine 3/4/5)
Il battistero, uno dei più interessanti dell'Italia settentrionale, è a pianta quadrata, con quattro nicchie circolari estroflesse; presenta in elevazione un tamburo esternamente ottagonale e internamente ottenuto raccordando l'impianto quadrilatero alla volta mediante pennacchi circolari. Monofore a doppio strombo si aprono con regolarità nelle nicchie inferiori e in ciascun lato del tamburo, che presenta un coronamento a galleria nana, con nicchie cieche, cigliate, ed è coperto da lastre di pietra direttamente appoggiate sull'estradosso della volta.
Un lanternino a pianta quadrata con quattro bifore corona il vertice. L'ingresso originale, ad O, è architravato, con arco centinato e timpano sovrastante, in cui è applicato un rilievo romano di reimpiego. (Immagine 6)
La rozza muratura è composta quasi uniformemente da mattoni di recupero e ciottoli legati da abbondante malta. Nella parte interna il Battistero passa dalla pianta quadrata del corpo inferiore a quella circolare della parte superiore (cupola) mediante l’impiego di pennacchi, la cui struttura ha dato adito a vivaci discussioni fra gli studiosi a proposito della datazione dell’edificio. Contrasta con la corposa e colorata struttura muraria dell’esterno la nuda semplicità dell’interno, che ora appare interamente intonacato. (Immagine 7)

Gli interni
La porta d’ingresso è celebre per la presenza di un bassorilievo di età tardo romana scolpito su pietra dal soggetto discusso ma certamente pagano. Il bassorilievo è stato con ogni probabilità recuperato dalle sottostanti tombe romane ed ha, in passato, indotto un grande numero di storici a credere che l'intera struttura fosse riadattata da un edificio pagano. Al centro una lastra marmorea di età romana raffigura Ercole con un amorino di fronte ad un portico con lesene.
All'interno (Immagine 8/9/10) sono stati riportati in luce affreschi frammentari (Immagine 11) appartenenti ad almeno tre campagne decorative: una Madonna del latte e un santo martire del tardo secolo XIII, figure di santi della prima metà del secolo XIV e numerose sinopie del pieno Trecento, in parte attribuiti al Maestro di Oropa dipinti tra il 1318 e il 1319. Cosa molto particolare è la presenza, al di sotto del livello del terreno, di una cripta a croce greca scavata nel 1791. (Immagine 12)