La chiesa di San Silvestro a Bevagna - Il sapore del Medioevo

Autore:
Roda, Anna
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Al centro dell’abitato di Bevagna (Pg) sorge la chiesa romanica di San Silvestro, notevole esempio di romanico umbro. (Immagine 1)

La storia
L’atto di nascita della chiesa è nell’iscrizione che si legge a lato della porta:
Nell’anno del Signore 1195, regnando l’imperatore Arrigo (VI); il priore Diotisalvi e i suoi frati e maestro Binello vivano in Cristo. Cosi sia”. (Immagine 2)
La fondazione si colloca quindi nel periodo in cui il Ducato Spoletino dipende dall’Impero; la chiesa aveva annesso un convento; Binello ne fu il costruttore; il suo nome riappare con quello di Rodolfo nella facciata della chiesa di San Michele.
Si tratta probabilmente di architetti e marmorari locali che lavorano forse in altre chiese della zona Spoletina. Tra il 1953-54 la chiesa è stata restaurata per cui alcuni elementi decorativi sono recenti.

Gli esterni
La facciata è costituita da blocchetti di travertino nella parte inferiore, mentre la parte superiore è in pietra bianca e rosa del Subasio. (Immagine 3) Essa ha in basso un massiccio sedile interrotto dalla porta la quale costituisce l’elemento più ricco dell’insieme.
Due stipiti di travertino adorni di dentelli sorreggono capitelli sui quali poggia l’arco a triplice ordine; l’esterna di travertino, il mediano di pietra rosa di Assisi, l’interno riccamente ornato di un fregio dal complicato simbolismo.
Nella zona sopra la porta si aprono tre finestre, una trifora al centro e due bifore ai lati, a quota alquanto più bassa (Immagine 4) La trifora è retta da otto colonne binate di marmo, opera di restauro, ed ha una ricca decorazione a motivi vegetali negli archi; le bifore hanno colonnine archi ricavati su un’unica lastra e basi costituite da capitelli rovesciati.
Chiude questa parte della facciata una cornice di travertino a foglie alle quali si sovrappongono scene di caccia, draghi, protomi umane ed animali; in corrispondenza della trifora la cornice si interrompe per lasciare posto a tre pezzi di architrave marmoreo a mensole e rosoni di evidente ispirazione classica. La parte superiore della facciata è incompiuta; a destra doveva evidentemente elevarsi il campanile.
L’abside è semplice e sporge dal muro continuo della zona presbiterale; diviso da sottili lesene semicircolari è coronato da archetti pensili; in alto una finestrella illumina l’interno, in basso una analoga feritoia illumina la cripta. (Immagine 5/6)
Sul fianco destro in arenaria si aprono sottili finestrelle per illuminare la chiesa e la cripta, un’edicola con arco a tutto sesto, un tempo adorna di pitture e una porta a conci di travertino. nell’abside si aprono due finestre.

Gli interni
L’interno, lungo m. 25,15, largo 10,80 è diviso in tre navate da grosse colonne con rigonfiamento pronunciato (Immagine 7/8) e capitelli corinzi a foglie assai carnose su due piani (Immagine 9/10), che caratterizzano tutti i capitelli della chiesa; ne fa eccezione uno in cui dalle foglie si sollevano una serie di gigli. (Immagine 11)
Gli archi girano in duplice ghiera, una aggettante rispetto all’altra. (Immagine 12)
All’inizio della navata di sinistra si trovano due sepolcri gotici in pietra bianca e rosa del Subasio, con stemma un tempo mosaicato (Immagine 13), e affresco del 1567, rappresentante San Leonardo d’Aquitania. (Immagine 14)
Il presbiterio, diviso dalle navate da un triplice arco, si solleva dal piano delle chiesa mediante undici gradini e termina con l’abside; ai lati si aprono delle finestrelle strombate; le navate sono separate da due archi per parte retti da una colonne assai tozza con capitelli analoghi agli altri; a sinistra è un affresco del 1462 con la Madonna di Loreto tra i Santi Nicola da Tolentino, Agostino, Caterina d’Alessandria e Nicola di Bari. (Immagine 15)
Per 19 gradini si scende e sinistra nella cripta a tre navate con abside, retta da due tozze colonne di pietra di cui quella a sinistra con capitello corinzio romano e quella a destra con capitello del solito tipo a foglie carnose. (Immagine 16/17/18)