La chiesa di San Paride ad fontem

Storia di un giovane martire
Autore:
Roda, Anna
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Teano, antica città osco-sidicina, poi romana della Campania Felix, venera quale principale protettore San Paride, vescovo e confessore, che fu suo presule secoli addietro. Al Santo è, da oltre un millennio, dedicata una notevole chiesa medievale, la Basilica di San Paride, sita a circa 1 km dall'abitato medievale e attuale. (Immagine 1)
Probabilmente, data la presenza di elementi architettonici di reimpiego, il sito doveva essere già stato occupato in epoca romana e tardoantica. Come testimoniano le numerose epigrafi funerarie cristiane databili fra IV e VI sec

La pia tradizione
La leggenda vuole che San Paride, giovane presbitero di origini greche, sia sbarcato a Napoli con un gruppo di mercanti e di lì si sia incamminato verso l’interno della Campania. Giunto a Teano, restò incantato dallo splendore degli edifici che fiancheggiavano la strada. Mentre osservava la bellezza della città vide avanzarsi un corteo e, curioso di conoscerne la ragione, chiese spiegazioni a degli abitanti del luogo. Gli fu spiegato che in quella città veniva adorato un dio serpente e che a lui ogni giorno le vergini appartenenti alle famiglie nobili della città portavano doni e cibarie. Paride restò sconvolto dall’assurdità di tali riti e decise di intraprendere una lotta col serpente per estirpare un culto pagano che stringeva la popolazione nell’idolatria e nella paura. Non appena il serpente si fu affacciato all’imbocco della sua tana, Paride gli schiacciò la testa col bastone, lo legò con una fune e lo trascinò fino al vicino fiume Savone dove il serpente trovò la morte. (Immagine 2) I cittadini, indignati per l’offesa recata alle loro credenze, gettarono Paride ai leoni perché fosse sbranato. Soltanto quando videro che queste si piegarono dinanzi a lui, si convertirono al cristianesimo e lo elessero primo vescovo della città. (Immagine 3/4)
Sul luogo ove si verificò lo scontro tra Paride ed il serpente fu innalzata una chiesa, all’interno della quale fu inclusa una preesistente sorgente di acqua perché ad essa venisse assegnata una funzione di purificazione mediante l’immersione dei catecumeni

La storia documentata
La basilica di San Paride ad fontem, sorge nel luogo indicato dalla presenza di una fontana, in cui san Paride avrebbe predicato la fede cristiana.
La chiesa, sostituita dalla cattedrale nella sua funzione vescovile, divenne commenda nel 1236.
L’edificio di chiara ispirazione romanica, risulta citato nelle Ratione Decimarum della Campania, per gli anni 1308-1310 e 1326. (Immagine 5)
Nel corso dei lavori di restauro dell’attuale basilica romanica è stata portata alla luce, sotto il pavimento della chiesa, la pianta del primigenio edificio paleocristiano e al suo interno il perimetro di una vasca che reca inciso su un lato, nella pietra, una croce. Oggi è possibile scendere al livello inferiore della Basilica e osservare i resti del tempio paleocristiano e della vasca.

Gli esterni.
La Basilica, nella forma che oggi possiamo vedere, fu costruita verso la fine dell’XI secolo e presenta assonanze costruttive e stilistiche con altre due importanti chiese romaniche di Teano: San Benedetto e Santa Maria de Foris.
La facciata (Immagine 6), in cui è possibile ammirare la tecnica muraria in blocchi tufacei disposti in filari regolari, si caratterizza per la presenza di due semi-colonne in tufo ai lati del portale, ed una terza nell’angolo destro. Le semicolonne poggiano ciascuna su una parasta, anch’essa in tufo. Una quarta semi colonna doveva essere presente in prossimità dello spigolo sinistro, dove si conserva ancora una base tuscanica sempre in tufo. Queste conservano ancora i capitelli corinzi di riutilizzo, anch’essi in tufo locale (Immagine 7). La porta d’ingresso (Immagine 8) si presenta piuttosto semplice, con cornice semicircolare modanata sorretta da due mensole con intarsi a motivi vegetali. La cornice in marmo conserva ancora una decorazione con un cordolo a linee parallele e ad una seconda cornice con dentelli. La cornice sovrasta una lunetta dove non si leggono più le tracce di un affresco. Il tutto è sormontato da due monofore.

Gli interni
L’edificio di San Paride ha impianto basilicale a tre navate (Immagine 9), e terminazione con abside semicircolare. Le navate sono ripartire in sei campate e separate da archi sorretti su ogni lato da cinque pilastri a base quadrangolare. La luce proviene dalle monofore poste sui muri perimetrali. Una grande apertura, ora tamponata, anch’essa con arco a tutto sesto, è visibile lungo il perimetrale sinistro. Unico elemento di arredo è la così detta cattedra di San Paride, formata da un tronetto in tufo chiuso da due braccioli laterali, anch’essi in tufo, decorati ad affresco in un colore che voleva riprodurre il fondo e le venature del porfido rosso.
Nell’abside è visibile un affresco settecentesco (Immagine 10/11) che rappresenta la Vergine affiancata da San Paride e da San Giovanni Battista. La presenza di quest’ultimo Santo, notoriamente patrono dell’Ordine di Malta, testimonia del fatto che la Chiesa fu ceduta nel 1400 al Sovrano Ordine di Malta e restò nella proprietà dei Cavalieri dell’Ordine di Malta fino a quando Napoleone Buonaparte, durante l’occupazione di Napoli, non li espropriò di ogni bene. A riprova di quanto detto è possibile osservare lungo il bordo dell’affresco, con la croce ottagonale che simboleggia proprio l’Ordine di Malta. (Immagine 12)
L’interno si presenta piuttosto semplice, e conserva ancora una piccola cripta con sepolture in cassa. (Immagine 13)