La chiesa del borgo. La cappella di Santo Spirito a Gorizia

Autore:
Roda, Anna
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Borgo Castello sorge su una naturale altura al centro della città di Gorizia. Il nome con chiarezza indica la maestosa presenza del Castello di origine medioevale. (Immagine 1)

La storia
Ai piedi dell’antico maniero sorge la chiesetta di Santo Spirito (Immagine 2), edificata per volontà dei fratelli Michele e Giovanni Rabatta fra il 1398 e il 1414; cappella che avrebbe offerto un luogo di preghiera agli abitanti di Borgo Castello.
Secondo alcuni, nel luogo di costruzione della chiesa preesisteva una cappella dedicata a San Acazio, mentre secondo altri era presente un capitello con un’immagine sacra; quasi certamente essa fu edificata su un preesistente luogo di culto. (Immagine 3)
La chiesa, restaurata nel 1889, non subì particolari danni nel corso dei bombardamenti della prima guerra mondiale, danni gravi che invece subirono il castello e l’intero borgo, come ben documentano le immagini di repertorio. Infatti prima della Grande Guerra appariva inserita in un articolato contesto edilizio costituito da abitazioni antiche piuttosto semplici che subirono gravi danni durante la guerra, al punto di dover essere demolite tra il 1920 e il 1935. (Immagine 4/5/6/7)
Per la sua vicinanza al maniero, tra il 1915-17 venne usata come deposito per munizioni; successivamente il tetto fu distrutto ed i muri bucati per essere usati come feritoie.
Solo nel 1931 la Regia Sovraintendenza alle Antichità e Belle Arti di Trieste provvide ai restauri della cappella, tra le due guerre essa non venne comunque officiata.
Solo nel 1946 con la consacrazione della nuova campana della chiesa venne consacrata dall’arcivescovo Carlo Margotti e riaperta al culto.

La struttura
La chiesetta presenta una facciata ornata da un campanile a vela, un rosoncino, due finestre trilobate ed un protiro pensile arricchito dalle effigi e dagli stemmi di casa Rabatta e un interessante crocifisso in legno del 1500 (Immagine 8). L’impianto è costituito da tre absidi, due delle quali pensili, poste sulla parete orientale, mentre l’ingresso è collocato a meridione. Sia l’abside centrale, semicircolare in basso e poligonale in alto, che le absidiole laterali, sono dotate di finestrelle ad ogiva e sono coperte da lastre di scisto. (Immagine 9/10)
Il linguaggio architettonico adottato si avvicina ai modi architettonici riconducibili al gusto romanico atesino, piuttosto che alla cultura artistica quattrocentesca diffusasi nel settore alpino orientale.
Il semplice interno ( 9 metri di lunghezza per 6,5 di larghezza) (Immagine 11) è caratterizzato dalla presenza di una tela dell’Assunzione, sull’altare, risalente alla fine del XVI secolo e secondo tradizione attribuita a Tintoretto o, più probabilmente a suo figlio Domenico Robusti.
La parete sinistra ospita invece una tela del 1689 che ritrae le anime del Purgatorio, mentre la parete destra è impreziosita da una tradizionale Deposizione.
Fino al 1915 era presente anche un altare maggiore cinquecentesco di marmo nero e bianco, distrutto dalle successive riqualificazioni.