La cattedrale di Trani

La dimora di san Nicola pellegrino
Autore:
Roda, Anna
Fonte:
CulturaCattolica.it
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La Cattedrale di Trani detta anche Cattedrale di San Nicola Pellegrino è la costruzione più prestigiosa della città pugliese. Si tratta di un esempio di architettura romanica pugliese. La sua costruzione è legata alle vicende di San Nicola Pellegrino, svoltesi durante l'epoca della dominazione normanna. (Immagine 1)

La vita di san Nicola pellegrino

Secondo la tradizione, Nicola giunse a Trani il 20 maggio 1094. (Immagine 2) Entrò nella città portando una croce e cantando lodi in greco, ma soprattutto recitando il suo Kyrie eleison incessantemente. Ben presto, anche per la curiosità che egli suscitava, fu avvicinato da folte schiere di fanciulli, che egli fu molto attento a tenere legati a sé donando loro della frutta che gli era stata data o aveva preso nella campagna. Tutto quello che gli veniva dato in elemosina non lo spendeva per sé, ma lo usava per fare i suoi doni ai ragazzi. Il suo modo di agire, ovviamente, se da alcuni era considerato con tenerezza e comprensione, da altri era ritenuto frutto di un uomo poco sano di mente, e talvolta addirittura opera di un pazzo. L’arcivescovo Bisanzio chiese informazioni su di lui, ma riuscirono a dirgli ben poco; per cui, preferì ascoltarlo di persona. Lo mandò a chiamare e lo interrogò sul motivo del suo strano comportamento. Nicola allora si rifece direttamente a quel brano evangelico nel quale Gesù dice che chi vuole andare dietro a lui deve prendere la sua croce e seguirlo, ma per seguire Gesù occorre essere come dei bambini perché solo chi è come loro entrerà nel Regno dei Cieli. Quando il giovane greco terminò il suo discorso il vescovo ne fu edificato. Anzi, si dichiarò convinto che egli agiva dietro ispirazione divina, e pertanto non solo desiderava che restasse a Trani almeno sino alla festività dei santi Pietro e Paolo, ma che in qualsiasi momento si fosse presentato, avrebbe trovato del cibo. Il 23 maggio però il santo cadde ammalato, e fu costretto a letto nella casa di tale Sabino che l’aveva ospitato. Si può ben immaginare quanta gente andasse a rendergli visita. Ma non erano i visitatori a consolare lui, ma lui a consolare tutti quei tranesi che si accostavano al suo letto. Qualche giorno dopo, il 2 giugno, che era un venerdì, rese l’anima a Dio. Tutti vollero partecipare alle sue esequie, anche se era un povero forestiero che sino ad allora non aveva compiuto alcun fatto prodigioso. Il suo corpo fu trasportato con tutti gli onori alla chiesa di Santa Maria, ma la folla era tanta che molti non riuscirono ad entrarvi. L’arcivescovo non volle essere da meno e diede disposizione che attorno al feretro fosse recitato l’ufficio divino.
Si verificarono in quell’occasione dei molti fatti prodigiosi fedelmente riportati dagli agiografi.
A quei tempi non esisteva il “processo canonico” della santa sede, ma gli eroi della fede venivano santificati dal popolo e confermati dai vescovi locali. Era sufficiente che il clero ed il popolo tranese fossero d’accordo affinché l’arcivescovo di Trani inserisse Nicola Pellegrino nel catalogo dei santi della chiesa locale. Tuttavia, l’intento dell’arcivescovo e del suo popolo non era tanto quello di “chiedere” la canonizzazione del loro santo, quanto quello di far conoscere universalmente il santo dei tranesi. A tale scopo, l’arcivescovo Bisanzio colse l’occasione del concilio di Bari (ottobre 1098) per incontrare papa Urbano II e per ottenere la canonizzazione di Nicola. (Immagine 3)

La cattedrale

L’edificio è stato costruito usando il materiale di tufo calcareo tipico della zona, il marmo bianco-roseo locale. La chiesa si distingue per il suo vistoso transetto e per l'uso dell'arco a sesto acuto nel passaggio situato sotto il campanile, fenomeno non molto diffuso nell'architettura romanica. (Immagine 4)
In occasione della morte di Nicola il Pellegrino e a seguito della sua canonizzazione, venne iniziata la nuova costruzione edificata su una più vecchia di Santa Maria, dove secondo la leggenda sarebbe morto il santo; le reliquie di San Nicola sarebbero state sistemate nella parte inferiore della chiesa. La cattedrale fu poi consacrata prima ancora della terminazione. La fase decisiva della costruzione si ebbe presumibilmente tra il 1159 ed il 1186, mentre verso il 1200 il completamento era da considerarsi come raggiunto (eccezion fatta per il campanile). La costruzione, importante dal punto di vista urbanistico, vanta una posizione relativamente isolata rispetto agli edifici circostanti e si trova nelle immediate vicinanze della costa, creando un chiaro punto di riferimento tanto vista dalla città quanto vista dal mare. (Immagine 5) Vi si accede tramite una doppia rampa di scale che conduce al portale, dato che il pianterreno si trova in posizione leggermente rialzata. (Immagine 6)

Gli esterni

Tramite la doppia rampa si accede ad un ballatoio situato davanti alla facciata (Immagine 7), dove al centro di un'arcata cieca si trova un portale romanico accuratamente ornato (Immagine 8). Il suo stile tradisce l'influenza architettonica araba. La porta centrale di bronzo è opera di Barisano da Trani e fu compiuta nel 1175: si tratta peraltro di uno dei più interessanti esempi del genere nell'Italia meridionale (Immagine 9/10/11/12) Tre finestre ed un piccolo rosone sulla navata centrale decorano la facciata, ornate da figure zoomorfe (Immagine 13/14). Come suggerisce la forma della facciata, la chiesa segue lo schema architettonico della basilica a tre navate. Inoltre, il fatto che l'entrata sia rialzata suggerisce l'idea della presenza di una cripta di una certa importanza, di fatto si tratta effettivamente di una chiesa doppia. Dalla parte posteriore, l'edificio è invece delimitato da un massiccio transetto rivolto verso il mare e dotato di tre absidi. È questo senz'altro uno dei maggiori elementi di originalità della chiesa. Le facciate laterali sono decorate da due bifore e da un rosone ciascuna. L'elegante torre campanaria accanto alla facciata fu eretta soltanto in seguito, essenzialmente tra il 1230 ed il 1239. Tipicamente romanico è l'alleggerirsi della massa procedendo verso l'alto, dato che le aperture diventano sempre più ampie. (Immagine 15)

Gli interni

La tripartizione in navate nella parte principale dell'edificio è data da colonne binate, che sorreggono i rispettivi matronei (Immagine 16). Le due navate laterali sono ricoperte da volte a crociera, mentre quella centrale ha delle capriate in vista. La parte posteriore della chiesa, quella del transetto, forma uno spazio unico, anche se le tre absidi riprendono la tripartizione del corpo principale (Immagine 17/18). Si distingue per una vistosa copertura a capriate simile a quella della navata centrale. Il carattere sobrio e quasi disadorno della cattedrale è dovuto ai continui rifacimenti delle decorazioni. Nonostante i continui mutamenti nel corso dei secoli, conserva in parte il suo carattere originale la parte inferiore della chiesa (Immagine 19), che costituisce una parte essenziale dell'insieme. Suddivisa in due unità (Cripta di San Nicola, che conserva le reliquie del santo e Cripta di Santa Maria, che risale alla costruzione precedente), la parte inferiore ricalca la pianta dell'edificio e si distingue per l'eleganza dei capitelli romanici. Tramite una scaletta è possibile accedere all'ipogeo di S. Leucio, scavato sotto il livello del mare e dotato di affreschi ormai in cattivo stato di conservazione.


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