La cappella sul monte

La cappella di Sant’Antonino di Perti a Finale Ligure
Autore:
Roda, Anna
Fonte:
CulturaCattolica.it
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L’antica cappella sorge su una collina, presso il Castrum Perticae, oltre l’abitato di Perti a Finale Ligure, in provincia di Savona, in posizione dominante e panoramica sulla vallata di Montesordo. (Immagine 1)

Il castrum Perticae
Il Castrum di Sant’Antonino è un insediamento fortificato tardantico risalente al periodo bizantino ed è probabile che insista su un remoto castellaro dell’età del ferro. Ancora oggi, semisepolti nel bosco, si trovano i basamenti delle mura poste solo a occidente e a settentrione perché sugli altri lati vi era la protezione naturale delle pareti rocciose dell’altura. Tali difese naturali, pur avendo uno spessore esiguo, garantivano una sufficiente protezione, infatti la ripidità dei luoghi impedivano l’uso di macchine d’assedio. (Immagine 2/3)
Il primo documento che cita il “Castrum Perticae” è del 1162 in cui Federico Barbarossa investe Enrico I detto il “Guercio” della Marca del Finale. Questi, capostipite della casata dei Del Carretto, discendeva dal leggendario Aleramo di Sassonia ed era detto il guercio per aver perso un occhio in un combattimento mortale con un saraceno al quale aveva preso come trofeo un turbante colorato a strisce gialle e rosse. Questi colori compariranno poi nel suo stemma araldico. (Immagine 4/5)
Nel 1447 il Castrum di Sant’Antonino subì un gravoso assedio per poi essere abbandonato quando i marchesi Del Carretto scelsero, come sede del marchesato, l’altura del Becchignolo sopra Final Borgo e vi costruirono Castel Govone. (Immagine 6/7)
A fine Ottocento un terremoto distrusse irreparabilmente ciò che rimaneva del castrum lesionando anche la cappella.

La cappella di Sant’Antonino
All’interno del Castrum si trova la chiesa di Sant’Antonino (Immagine 8) costruita a cavallo tra il X e l’XI secolo dedicata a un soldato romano martire il cui nome è collegato alla tradizione della Legione Tebana. E’ ad aula unica e pianta trapezoidale e conserva l’abside romanico (Immagine 9) e gran parte dei muri perimetrali (Immagine 10), in particolare quello settentrionale in cui sopravvive un portale originale murato. L’interno è stato più volte rimaneggiato e presenta un altare in pietra (Immagine 11) e calce, oltre ad una lapide di epoca moderna che ricorda le vicissitudini che portarono alla fondazione dell’edificio. Dalla chiesa si scende nella cripta ricavata dal dislivello del terreno verso est. La cripta conserva il piccolo altare originale ed è illuminata da tre monofore. Dalla cripta, semiscavata nella roccia, si scende in un cunicolo naturale, forse un tempo luogo di culto pagano, lungo una ventina di metri che termina in un pozzo verticale. Un’antica tradizione racconta che nella grotta sotto la cripta viveva un oracolo cui ci si rivolgeva per avere notizie dei congiunti lontani. (Immagine 12/13/14)