L’oratorio di Santa Caterina in San Nazaro in Brolo

Autore:
Roda, Anna
Curatore:
Mangiarotti, don Gabrieldon Gabriele Mangiarotti
Fonte:
CulturaCattolica.it
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L’oratorio di Santa Caterina sorse come cappella (Immagine 1) dell’omonimo Luogo Pio, annessa alla basilica di San Nazaro (Immagine 2) e fu probabilmente fondata da Bernabò Visconti nel 1359 sull’area di un precedente ospedale. Il successivo 8 febbraio 1360 era concessa indulgenza a tutti coloro che avevano donato elemosine al detto Luogo Pio; la cappella poi fu consacrata il 17 dicembre 1363 dal vescovo di Parma Ugolino Rossi. Ad inizio Cinquecento si assiste ad una serie di legati che portarono alla completa riedificazione della cappella in forme bramantesche, mentre l’aspetto attuale frutto di restauri e rifacimenti in parte ottocenteschi. (Immagine 3)

L’architettura

L’edificio (Immagine 4), collegato al transetto della basilica di San Nazaro, si presenta a pianta centrale dove intorno ad un quadrato di 8 metri di lato si dispongono su una direttrice due nicchioni arcuati contrapposti, su uno dei quali sono dipinte le scene della vita di Santa Caterina (Immagine 5), mentre sulla direttrice perpendicolare si aprono due esedre non molto profonde, coperte da volte a botte con decorazioni geometriche. La parte centrale si raccorda alla cupola protetta da un tiburio, attraverso quattro grandi pennacchi in cui sono inseriti altrettanti tondi. (Immagine 6) Entro il 1510 il mercante Paolo Bonsignori aveva fatto erigere la propria cappella gentilizia dedicata ai Re Magi acclusa alla cappella di Santa Caterina che doveva ospitare il suo monumento sepolcrale e più tardi quello della moglie, Elisabetta Rozzi. Di tale cappella rimane ora la suggestiva ancona lignea di Adam Kraft di Norimberga. (Immagine 7)
Purtroppo le lacune archivistiche oggi non ci consentono ancora di avanzare con certezza il nome dell’architetto, anche se le analogie nella decorazione geometrica di questa architettura con quella delle prime cappelle della chiesa di Santa Maria della Passione sembra confermare la paternità a Cristoforo Lombardo. La costruzione della cappella comunque dovette essere completata attorno alla metà del 1500.

Gli affreschi
Il 25 maggio 1548venne stipulato il contratto tra il priore della scuola di Santa Caterina, Paolino de Homate e Giovanni Ambrogio della Croce, con i pittori Bernardino Lanino e Battista della Cerva ai quali si chiede di “… depingere capellam magnam dicte ecclesie s.te Caterine supra altare magnum sancte Caterine et ibi depingere e?giem sancte Caterine intra rotas et a lateribus ipsius sancte Caterine depingere quatuor capitula vite ipsius sancte Caterine cum uno Deo patre supra in sumitate dicte capelle et aliis figuris…” (Immagine 8)
Dai documenti relativi alla decorazione capiamo che al momento del contratto i due pittori avevano presentato al priore della confraternita un disegno o modelletto che avevano già preparato, promettendo di eseguire l’a?resco seguendo il foglio approntato. L’a?resco presenta nella scena centrale il Martirio di santa Caterina (Immagine 9) tra le due ruote spezzate, di dimensioni notevolmente maggiori rispetto alle scene laterali dedicate alla vita della santa, disposte a due a due ai lati di essa. Queste ra?gurano a sinistra la Predica di santa Caterina e la Disputa davanti al re (Immagine 10), mentre a destra la Fustigazione (Immagine 11) e la Decapitazione (Immagine 12). Nella lunetta al di sopra della scena centrale è dipinto il Padre Eterno con angeli (Immagine 13) che reggono simboli della santa e altri putti. Con ogni probabilità i dipinti furono realizzati poco dopo, nei mesi estivi del 1548, tanto che poi il 13 novembre Bernardino ricompare a Vercelli quando viene battezzata sua figlia Laura. L’opera è stata giustamente celebrata come una delle più famose dipinte dal pittore vercellese Bernardino Lanino a Milano.
Sopra il portale d’ingresso si trova una vetrata policroma recentemente ricomposta; quest’opera, raffigurante la vita di Santa Caterina, è di scuola tedesca. Fu forse acquistata ad Augusta e viene attribuita alla scuola di Luca di Leyda (1494 – 1533), pittore e incisore olandese. (Immagine 14)