Il monastero di San Pietro in Lamosa

Una perla del Sebino
Autore:
Roda, Anna
Fonte:
CulturaCattolica.it
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L’antico monastero di San Pietro in Lamosa si trova presso Provaglio d’Iseo (Bs) e si erge sopra le torbiere del Sebino, a cui è dovuto il nome San Pietro “in Lamosa”. (Immagine 1/2)

La presenza dei cluniacensi
Lunga e articolata la storia di questo insediamento monastico.
Prima del 1083, anno a cui risale la prima testimonianza documentaria, per centinaia d’anni, questo luogo fu probabilmente visto e vissuto dall’uomo come sacro, per via della sua posizione e delle sue caratteristiche geografiche, e fu sede di culti prima pagani e poi cristiani. Qualche decennio prima del 1083, probabilmente, sull’area del monastero fu eretta una chiesetta privata della famiglia feudale de Ticengo o Tocingo. Nel 1083 Teobaldo e Oprando de Tocingo, appartenenti all’aristocrazia lombarda, donarono al monastero Cluny la chiesa di San Pietro di Provaglio (Immagine 3): dai termini usati nel documento (consecrata e hedificanda) si può dedurre che la chiesa fosse avviata nella parte presbiteriale e che fosse stato consacrato l’altare, mentre non erano ancora state costruite le navate. Le indagini archeologiche hanno consentito di riconoscere l’impianto originario dell’edificio a tre navate di quattro campate e tre absidi, con un atrio chiuso, antistante la navata centrale. Sul lato nord dell’edificio alla fine del XII secolo fu aggiunto, probabilmente, un oratorio dedicato alla Vergine. (Immagine 4/5)

La presenza dei cluniacensi si protrasse fino al 1476; dal 1535 al 1783 il tutto fu acquisito dai canonici regolari di San Salvatore di Brescia, che pensarono di costruire la cappella di fronte all’entrata. Il prestigio acquisito precedentemente ed il carattere ‘romano’ dei nuovi gestori favorirono la sua elezione a chiesa parrocchiale di Provaglio. (Immagine 6/7)

La decadenza
Con i cambiamenti culturali e l’intensa opera di scristianizzazione verificatasi nel XVIII secolo, dal 1783 il monastero venne soppresso divenendo proprietà privata della famiglia Bergomi (poi divenuta Bonini-Bergomi); ora un’importante porzione è della famiglia Valgoglio-Beretta. (Immagine 8)
Per questo motivo, la sua chiesa ha via via perso il ruolo di Parrocchiale ed ha assunto quello di chiesa privata, mentre gli altri ambienti sono stati ampliati e ristrutturati a fini residenziali. Nel 1983 i proprietari hanno donato la chiesa alla parrocchia di Provaglio, mentre, negli ultimi anni, i locali dell’antica Disciplina ed alcuni piccoli spazi sono stati affidati alla Fondazione culturale San Pietro in Lamosa per la loro ristrutturazione e per l’organizzazione di attività di carattere culturale. (FOTO9/10)

La chiesa
Nonostante tutte queste vicende storiche le fasi medievali sono ancora ben leggibili. Giungendo da ovest è evidente l’abside minore, edificata in blocchi di pietra locale tagliati e sbozzati, scandita da lesene e terminante con una cornice ad archetti di cui resta l’impronta. Il paramento esterno è costruito in corsi regolari di blocchi squadrati, terminante con una ricca cornice visibile sul fianco nord. Sulla facciata, molto rimaneggiata, si osserva il portale in blocchi monolitici, corrispondente al portale del vestibolo. Il perimetrale sud della chiesa del 1083 è visibile dal chiostro, come i livelli inferiori del campanile. (Immagine 11/12) Alla chiesa cluniacense appartengono anche i due rilievi a intreccio (XI secolo) collocati nel chiostro, che dovevano fare parte forse della recinzione del presbiterio.

La decorazione pittorica
All’interno della chiesa (Immagine 13/14), che ora presenta un’articolazione quattrocentesca ad aula con copertura ad archi trasversi, è tuttora possibile osservare la ricca decorazione pittorica (XII-XIV secolo): le pitture parietali più antiche sono la Vergine annunciata ( XII- XIII) con le decorazioni, a racemi e figurative, della cappella; altri lacerti sono, invece, celati nel sottotetto.
Nella porzione superiore della terza campata destra troviamo un’Annunciazione che, seppur mutila, testimonia il livello della cultura artistica delle maestranze qui chiamate ad operare: il brano è un pregevole esempio degli influssi toscani, mediati tramite la produzione veronese, in questo lembo del lago. Un poco più in alto vi sono i resti di una Madonna con Bambino con un pappagallo (fine XIII secolo) e il volto di una Madonna (XIV secolo). Su varie fronti dei pilastri che reggono gli arconi del tetto sono affrescati singoli santi in finte nicchie molto simili tra loro: in questa serie di opere si è individuata la mano del pittore provagliese Domenico Toselli. Il dato è utile per i possibili confronti con altre opere del Sebino tuttora prive di paternità. La maggiore parte degli affreschi che coprono le pareti sono databili tra la fine del XV e i primi due decenni del XVI secolo; molti di questi conservano anche l’iscrizione dedicatoria del casato che li ha voluti.
Il netto stacco rinascimentale è introdotto nella quarta cappella sinistra: la volta a ombrello è affrescata nei primi decenni del ’500 da Paolo da Caylina il Giovane con Evangelisti e Dottori della Chiesa, mentre nelle lunette trovano spazio sibille e profeti, la regina di Saba, Salomone e la Sacra famiglia. Nell’altare, con paliotto in scagliola e cornice lignea, è collocata la tela, attribuita a Francesco Giugno, con il Ringraziamento alla Madonna del Rosario in cui compaiono il doge, don Giovanni d’Austria e papa Pio V, chiaro riferimento alla battaglia di Lepanto del 1571. (Immagine 15)

La Disciplina
La sala della Disciplina (Immagine 16/17) è uno degli spazi più pregevoli del Monastero, e sicuramente uno dei più suggestivi in virtù degli affreschi primo-cinquecenteschi che lo rivestono. Fu la sede della Confraternita dei Disciplini, che raccoglieva l’élite sociale della comunità e si caratterizzava per lo spirito di condivisione della Passione di Cristo e della Vergine. In effetti, la sala, agli inizi del Cinquecento, è stata tutta affrescata con scene della Passione di Gesù, e una monumentale Crocifissione occupa l’intera parete di fondo. (VX-XVI sec.) (Immagine 18/19/20/21)