Il Battistero di San Giovanni Battista a Padova

La storia dell’uomo e la storia di Dio
Autore:
Roda, Anna
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Accanto alla cattedrale di Padova, dedicata a Santa Maria Assunta, si trova, come di consueto, il Battistero dedicato a San Giovanni Battista. (Immagine 1)

La storia
Il Battistero venne edificato nel XII secolo su probabili preesistenze; subì vari rimaneggiamenti nel secolo successivo, e venne consacrato dal Guido, patriarca di Grado (1281). Negli anni ‘70 del XIV secolo fu restaurato e adattato a mausoleo del Principe della città Francesco il Vecchio da Carrara e della moglie Fina Buzzaccarini (Immagine 2) che ne curò la decorazione affidando il lavoro a Giusto de’ Menabuoi (1330 ca-1390 ca),che trovò in seguito sepoltura all’esterno dell’edificio. Con la caduta della signoria carrarese, nel 1405, i soldati veneziani demolirono le monumentali sepolture e coprirono con pittura verde i numerosi emblemi di Francesco il Vecchio.

La struttura architettonica

L’edificio ha pianta quadrata con alto tamburo circolare e cupola e un’abside con cupoletta (Immagine 3). La planimetria è molto semplice, tipica dell’architettura paleocristiana; è costituita da uno spazio cubico “coronato nella mezza sfera di una cupoletta sorretta da un tamburo esternamente decorato da archetti pensili “esarcali e neoesarcali.”. È avvalorata l’ipotesi che in origine la copertura fosse a capriate lignee, come lo era quella del Duomo. La piccola abside che si sviluppa nel lato dell’attuale piazza del Duomo, coperta con semisfera è nata con la struttura stessa come si può vedere dalla muratura. (Immagine 4)
La visione dall’esterno colpisce per la compatta massa che si snoda verso l’alto: dal cubo della struttura fino al tiburio della copertura, il tutto ingentilito da archetti decorativi che spiccano sull’uso del laterizio.

Gli affreschi. La committenza
La committenza degli affreschi (Immagine 5) è femminile, si tratta di Fina Buzzaccarini (1328-1378), moglie di Francesco il Vecchio da Carrara. Tale direzione femminile si può anche notare nella resa dei sentimenti e dell’espressività, delicati e secondo una sensibilità tutta femminile, pur mantenendo l’intento encomiastico e celebrativo. Alla Storia della Salvezza Giusto fa partecipare uomini e donne del Trecento, continuando quella attualizzazione e laicizzazione della storia sacra già precedentemente avviatasi: anche in questo ciclo infatti sono rappresentate personalità appartenenti alla corte Carrarese, come Francesco Petrarca, ma è alle donne che viene rivolta un’attenzione particolare. Suor Anna Buzzaccarini, la sorella di Fina, è dipinta nella scena dell’Imposizione del nome, mentre in quella con La nascita di Giovanni Battista, Fina assiste all’evento con le tre figlie in un intenso spirito di intimità femminile. La figura della committente ritorna, insieme a quella del marito, nell’episodio Giovanni Battista affida Fina Buzzaccarini alla Vergine dipinto entro un arco gotico che un tempo sovrastava il sepolcro della nobile coppia.

La cupola
La semplicità ed essenzialità dell’esterno contrasta con la ricchezza della decorazione pittorica interna: tutto è ricoperto da affreschi che quasi annullano la struttura muraria del piccolo edificio.
I 43 dipinti (Immagine 6), realizzati tra 1375-1376 sono considerati il capolavoro di Giusto de’ Menabuoi. E si dipartono dalla scena che occupa la cupoletta, il Paradiso, organizzata attorno a un Cristo Pantocratore (Immagine 7), attorno a Lui ruota un’ipnotica raggiera a più strati con angeli e santi, le cui aureole in file ordinate ricordano, guardate dal basso, le punzonature di una magnifica oreficeria. Le scene sono separate da cornici dipinte a finto marmo che servono parzialmente a suddividere gli episodi della storia sacra che occupano anche spazi multipli, profondissimi.
Attorno al tamburo sono dipinte le Storie della Genesi (Immagine 8/9/10/11/12), sui pennacchi i Profeti ed Evangelisti; queste figure dimostrano una modalità meno bizantina, come il motivo delle figure inserite entro veridiche stanze illusionisticamente dipinte. (Immagine 13)

La parete Sud
Cominciamo la nostra descrizione del ricco corredo di immagini dalla parete sud (Immagine 14) da cui, in ordine cronologico, prende l’avvio la storia della Salvezza. Su questa parete è raccontata la vita del Battista: a partire dalla sua nascita (Immagine 15) fino alla decapitazione; la scena della Resurrezione di Lazzaro, al termine del racconto, è immagine del futuro destino di gloria e resurrezione di Giovanni e cerniera con una successiva narrazione. (Immagine 16)

La parete Nord
Su questa parete (Immagine 17) continua la narrazione della storia della Salvezza a partire dalla Presentazione al tempio di Gesù; tra le altre scene abbiamo Natività, i Magi (Immagine 18) e la chiamata degli apostoli e le Nozze di Cana (Immagine 19)
Le pareti ovest, nord, est sono in modo più preciso divise in tre registri: in alto i Vangeli dell’Infanzia di Gesù e la vita della Vergine, al centro i miracoli e la predicazione di Gesù, nel registro più basso i momenti della Passione.

La parete Ovest
Questa parete (Immagine 20) inizia con la Presentazione al tempio di Maria (Immagine 21), l’Annuciazione (Immagine 22), la Strage degli innocenti (Immagine 23) e l’Ultima cena. Al centro della parete vi è una nicchia nella cui lunetta è rappresentata ai piedi della Vergine, la committente Fina Buzzaccarini. (Immagine 24/25/26)

La parete Est
Su questa parete (Immagine 27) sono illustrati gli episodi dalla Fuga in Egitto al Sepolcro vuoto; la maestosa Crocefissione (Immagine 28) è un capolavoro: la scena affollata, i volti tesi rendono in modo convincente il drammatico evento.
Nel presbiterio si trovano le due scene finali della vita del Cristo: l’Ascensione e la Pentecoste, mentre gli enigmatici episodi dell’Apocalisse (Immagine 29/30/31) sono collocati sulle pareti attorno all’altare, nell’abside. (Immagine 32)