L’impegno dei cattolici nella vita politica: il «Fine Vita» a San Marino
In seguito al Comunicato Stampa della Commissione Diocesana sul «Fine Vita» penso sia utile riprendere il documento della Chiesa sull’impegno dei cattolici in politica. E' necessario riscoprire quella urgenza di unità intorno ai principi e valori che non sono affatto negoziabili.- Autore:
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La stagione che si è aperta a San Marino per difendere la vita può dare inizio a un impegno in politica che, superando steccati e incomprensioni, può realizzare un futuro di bene di cui c’è necessità e di cui vogliamo essere protagonisti e testimoni.
Il rilievo dato al Comunicato Stampa della Commissione Diocesana indica l'urgenza di una riflessione che realizzi proposte giuste.
Quello che ci pare necessario è il superamento di barriere e steccati tra chi condivide una posizione di difesa della vita, che può diventare l'inizio di un modo responsabile e innovativo di fare politica. Certamente il tutto diventa meno difficile se coloro che condividono il giudizio sulla indisponibilità della vita sanno creare occasioni di lavoro comune. Aggregandosi e facendo reti di collaborazione.
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Ecco l'ipotesi da verificare secondo la Nota della Santa Sede:
«Quando l’azione politica viene a confrontarsi con principi morali che non ammettono deroghe, eccezioni o compromesso alcuno, allora l’impegno dei cattolici si fa più evidente e carico di responsabilità. Dinanzi a queste esigenze etiche fondamentali e irrinunciabili, infatti, i credenti devono sapere che è in gioco l’essenza dell’ordine morale, che riguarda il bene integrale della persona. E’ questo il caso delle leggi civili in materia di aborto e di eutanasia (da non confondersi con la rinuncia all’accanimento terapeutico, la quale è, anche moralmente, legittima), che devono tutelare il diritto primario alla vita a partire dal suo concepimento fino al suo termine naturale…
È insufficiente e riduttivo pensare che l’impegno sociale dei cattolici possa limitarsi a una semplice trasformazione delle strutture, perché se alla base non vi è una cultura in grado di accogliere, giustificare e progettare le istanze che derivano dalla fede e dalla morale, le trasformazioni poggeranno sempre su fragili fondamenta.» [NOTA DOTTRINALE circa alcune questioni riguardanti l’impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica]
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