A proposito di libertà di stampa, anche a San Marino
Il problema della comunicazione richiede sempre più l’impegno di tutta la comunità civile, perché solo nella libertà di espressione si configura una società aperta alle esperienze umane, vincendo la tentazione totalitaria (antidoto ai populismi che ricercano solo facile consenso e agli elitismi che tendono ad agire senza consenso, come ha ricordato Papa Leone).- Autore:
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Potremmo anche dire che dobbiamo scegliere tra sussidiarietà e statalismo, se vogliamo vivere in una autentica democrazia. Per questo è necessario che la riflessione sulla libertà di stampa non sia stanco rituale incapace di modificare abitudini e prassi, costumi di silenzi imposti e accettati tranquillamente. Ho avuto modo di citare il pensiero di H. Marcuse Qui e Qui tempo fa: «I nostri mezzi di comunicazione di massa trovano poche difficoltà nel vendere interessi particolari come fossero quelli di tutti gli uomini ragionevoli […] L’indipendenza del pensiero, l’autonomia e il diritto all’opposizione politica sono private della loro fondamentale funzione critica in una società che pare sempre meglio capace di soddisfare i bisogni degli individui grazie al modo con cui è organizzata. Una simile società può richiedere a buon diritto che i suoi principi e le sue istituzioni siano accettate come sono, e ridurre l’opposizione al compito di discutere e promuovere condotte alternative entro lo status quo… In presenza di un livello di vita via via più elevato, il non conformarsi al sistema sembra essere socialmente inutile, tanto più quando la cosa comporta tangibili svantaggi economici e politici e pone in pericolo il fluido operare dell’insieme» (H. MARCUSE, L’uomo a una dimensione, p. 7 e pp. 21s).
A questo riguardo riporto [con qualche correzione] la mia lettera al Segretario di Stato per il Turismo, le Poste, la Cooperazione e l’Expo on. Federico Pedini Amati (in attesa di riscontro o risposta) proprio sul tema della libertà di stampa:
Carissimo Federico,
ho letto il tuo Comunicato sulla libertà di stampa e condivido le tue riflessioni, in particolare questo: «Mi preme ribadire un concetto: la libertà di stampa non è un privilegio concesso ai giornalisti, ma un diritto dei cittadini a essere informati correttamente.»
Scusa il “Tu”, ma ci siamo incontrati così.
Penso però, a partire dalla mia esperienza, che sia necessario un approfondimento, tenendo conto di quanto accade anche oggi nel mondo.
Ti racconto la mia storia nel mondo della comunicazione sammarinese: avevo cominciato a rispondere ad alcuni articoli di Tribuna, quando mi è stato proposto di esserne collaboratore, cosa che ho accettato per il desiderio di un confronto pubblico con la società intera.
Nel frattempo ho mandato le mie riflessioni e i miei commenti alle varie testate sammarinesi, che venivano quasi sempre pubblicate. In particolare la TV di San Marino metteva sempre in tempo reale i miei comunicati stampa che, nel giro di poche ora si piazzavano tra i primi dieci più letti (a volte è persino capitato di essere presente con due o tre comunicati contemporaneamente).
Poi è successo che alla TV di San Marino scrivessero alcuni chiedendomi di andarmene dalla Repubblica stessa (si era nel tempo del Referendum sull’aborto). Dopo questa indelicata e offensiva lettera, alcuni sammarinesi hanno scritto in mia difesa, ma a quel punto non han più pubblicato i miei comunicati, rispondendo alla mia meraviglia dicendo «Ciao Don, nessuna svista. Una scelta. La nostra sezione comunicati è diventata la bacheca di tutti. Di concerto con la direzione pubblichiamo solo comunicati stampa di forze politiche culturali sociali economiche, valutando la notiziabilità del comunicato. E non più semplici cittadini che vogliono esprimere una opinione e che hanno altri mezzi per farlo, vedi social. Purtroppo diventava ingestibile.»
Così non ho avuto la possibilità di essere pubblicato salvo in qualche occasione come Responsabile di un ufficio di curia.
Ok, preso atto. Però penso che un dibattito su un servizio pubblico debba fare i conti con la realtà e i suoi cambiamenti.
La società non è solo l’istituzione e, se sembra pur vero quello che un sammarinese ha affermato (ed ha ricoperto cariche importanti nella Repubblica) scrivendo così su Facebook: «Il socialismo e il comunismo sono state e sono pensieri che hanno emancipato gli uomini. Purtroppo agli uomini piace il potere e il potere crea delirio. E sicuramente il comunismo applicato nella Europa orientale è stato perdente e ha limitato le libertà.
Purtroppo l’uomo a volte si fa abitare da demoni e diventa demone uccidendo e opprimendo i propri simili.
Ma se vivete a San Marino vivete in un modello economico fondamentalmente socialista e statalista e mi sembra stiate bene», se sembra pur vero che siamo in un contesto «statalista», ritengo che in una società democratica e libera (l’Antica terra della libertà, appunto) il superare steccati e schieramenti sia un bene, e il valorizzare quello che è vivo, anche se sembra di «un altro ovile», è quel di più che proprio San Marino può e deve testimoniare.
«Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia» ci ha ricordato Shakespeare, e la libertà di stampa è proprio lo strumento per dare voce e fare conoscere quelle «più cose» che sono il bene e la gioia della vita. Tirando tutte le conseguenze, anche istituzionali, che ne conseguono.
Grazie della attenzione e a presto.
don Gabriele Mangiarotti
Il lavoro dell'uomo per la libertà nella verità è il compito più affascinante e il servizio più necessario.
