Tra Venerdì Santo e Sabato Santo: il silenzio e il fuoco. Il sorprendente risveglio della fede in Francia: oltre ventunmila battesimi

Secondo i dati diffusi negli ultimi anni dalle diocesi francesi, già la Pasqua precedente aveva segnato un record: 18.000 battesimi di catecumeni adulti e giovani. Quest’anno, le stime parlano di un ulteriore aumento significativo, saranno oltre 21.000. Numeri che, al di là della precisione statistica, raccontano una tendenza chiara: una rinascita, che attraversa le città e le periferie francesi.
Autore:
Luca Costa
Fonte:
CulturaCattolica.it ©
Vai a "Ultime news"

C’è un tempo sospeso, nella tradizione cristiana, in cui la parola si ritira e lascia spazio al mistero. Tra il Venerdì Santo e il Sabato Santo, la Chiesa contempla il silenzio del sepolcro, l’apparente assenza di Dio, l’attesa che precede la luce. Ed è proprio in questo tempo di soglia che, con sorprendente forza simbolica, si inserisce un fenomeno che in Francia sta attirando sempre più attenzione: la crescita straordinaria dei battesimi di adolescenti e adulti nella Veglia pasquale.
Secondo i dati diffusi negli ultimi anni dalle diocesi francesi, già la Pasqua precedente aveva segnato un record: 18.000 battesimi di catecumeni adulti e giovani. Quest’anno, le stime parlano di un ulteriore aumento significativo, saranno oltre 21.000. Numeri che, al di là della precisione statistica, raccontano una tendenza chiara: una rinascita, che attraversa le città e le periferie francesi.

Non si tratta di un ritorno puramente sociologico alla religione, né di un semplice residuo culturale o ideologico. È qualcosa di diverso. Queste domande di battesimo sono scelte personali, radicali, di uomini e donne che dopo un cammino di ricerca, interrogazione, talvolta rottura con il passato e con le proprie famiglie, chiedono di far parte della Chiesa. Perché hanno la fede in Gesù Cristo. Una fede non ereditata per inerzia, ma desiderata, cercata, scelta.
La Francia, storicamente attraversata da tensioni profonde con il fatto religioso — dal cattolicesimo strutturato del gallicanesimo e dell’epoca concordataria napoleonica, fino alle stagioni dell’anticristianesimo volteriano (e poi politico) — sembra oggi vivere una fase nuova, non facilmente leggibile con le categorie del passato.

Da un lato, si percepisce l’esaurimento di un cattolicesimo puramente sociologico, ereditato, spesso legato all’appartenenza borghese più che alla fede personale. Dall’altro, anche le grandi narrazioni dell’anticlericalismo militante, così come quelle più recenti della secolarizzazione “totale”, sembrano ormai sterili e neutralizzate.
In questo spazio vuoto — o forse, più precisamente, in questo spazio di ricerca — si inseriscono questi giovani e adulti che chiedono il battesimo. Non cercano un’identità politica da rivendicare, né un’appartenenza sociale da esibire. Cercano una relazione. Cercano Cristo. Cercano, come molti di loro raccontano, una presenza viva, una compagnia, il riconoscimento di un'umanità che non sia consumo e che non sia consumabile.

È significativo che molti osservatori parlino oggi di una nuova generazione di credenti e, insieme, di una nuova generazione di sacerdoti e accompagnatori spirituali: uomini e donne spesso giovani, formati in un contesto completamente diverso da quello del passato, ma capaci di accompagnare questo desiderio di fede senza ridurlo a schema ideologico.
La Veglia pasquale, in questo contesto, assume un significato ancora più forte. Non solo celebrazione centrale dell’anno liturgico, ma luogo dove storie personali si intrecciano con la Pasqua di risurrezione: il passaggio dalla morte alla vita di Gesù, dalle tenebre alla luce del mondo, dal dubbio alla speranza.
Certo, sarebbe ingenuo leggere tutto questo come un fenomeno uniforme o definitivo. La Francia rimane un paese profondamente pluralista, segnato da visioni del mondo differenti e spesso contrapposte. Ma ciò che colpisce è la direzione del movimento: non un ritorno nostalgico al passato, ma la novità di un cristianesimo vivo e vivace.

In un’epoca in cui tutto sembra spingere verso la riduzione dell’uomo a consumatore — di beni, di esperienze, persino di identità — queste storie di catecumeni parlano un linguaggio diverso. Parlano di libertà. Di ricerca. Di una decisione che nasce dall’incontro con un Dio che possiamo chiamare padre e amico.
Forse è ancora presto per interpretare ciò che sta accadendo. Ma tra il silenzio del Sabato Santo e la luce della Pasqua, questi battesimi sono una verità semplice e potente: che il desiderio di Dio cambia la storia. Sorprende.
E in questa sorpresa molti intravedono qualcosa che assomiglia a un nuovo inizio della grande avventura della Figlia primogenita della Chiesa: una Francia che non ha dimenticato e non dimenticherà le promesse del proprio battesimo.

Luca Costa

Immagine