LA SCUOLA, L’ EDUCAZIONE E ... I COLTELLI
Un amico, Pierre Laurent Cabantous, ha scritto questa bellissima riflessione in dialogo con Gesù, in continuità con i racconti di Don Camillo di Guareschi. Non solo da leggere, ma da diffondere, come pure la sua pagina Facebook- Autore:
- Curatore:

Don Pierre Laurent: «Signore, sono sbigottito e affranto. Un ragazzo, Gesù. Tredici anni. Tredici. E una professoressa. Una donna che va a scuola per insegnare... e si ritrova il coltello addosso. Ma ... dove siamo arrivati?»
Gesù: «Siete arrivati dove si arriva quando gli uomini smettono di educare e cominciano soltanto a reagire.»
Don Pierre Laurent: «No, Signore, stavolta no. Non venire a dirmi soltanto che “gli uomini”. Perché qui c’è un ragazzo che ha fatto una cosa da far gelare il sangue. E ci sono adulti, famiglie, scuola, telefoni, social, parole velenose, solitudini, rabbie covate... un pasticcio così grosso che ci vorrebbe una pala da fieno per rigirarlo.»
Gesù: «Appunto. E tu vuoi cavartela trovando un solo colpevole»
Don Pierre Laurent: «A me, Signore, fanno paura i ragazzi arrabbiati.»
Gesù: «Dovrebbero farti più paura i ragazzi lasciati soli.»
Don Pierre Laurent: «Ma non sono mica la stessa cosa.»
Gesù: «Quasi sempre sì. La rabbia dei piccoli, quando non viene capita, corre a cercarsi un padrone. E di padroni cattivi, oggi, il mondo ne offre troppi.»
Don Pierre Laurent: «Una volta, Signore, c’era il padre che ti guardava e tu capivi. C’era la madre che ti metteva a posto l’anima senza nemmeno alzare la voce. C’era il maestro, il parroco, perfino il falegname del paese che, se ti vedeva fare il cretino, ti raddrizzava gli orecchi con una sola occhiata. Adesso invece ognuno ha paura di correggere un ragazzo, come se correggerlo fosse fargli del male.»
Gesù: «E così, gli fate un male peggiore.»
Don Pierre Laurent: «Eh, ma oggi basta dire “disciplina” e subito saltano fuori quelli che fanno le facce scandalizzate. Come se la disciplina fosse una frusta.»
Gesù: «La disciplina non è una frusta. È un argine.»
Don Pierre Laurent: «Un argine?»
Gesù: «Sì. Il fiume senza argini non diventa libero: straripa. E quando straripa porta via campi, case, bestie e uomini. Un ragazzo senza disciplina non cresce più felice: cresce più esposto ai suoi impulsi, alle sue ferite, ai suoi capricci, alle sue ossessioni.»
Don Pierre Laurent: «Però, Signore, bisogna capirsi bene. Perché c’è gente che con la parola “disciplina” intende soltanto obbedienza cieca.»
Gesù: «E sbaglia. La vera disciplina non spegne la persona: la forma. Non umilia: orienta. Non schiaccia: insegna a stare al mondo.»
Don Pierre Laurent: «Cioè tu mi stai dicendo che un ragazzo ha bisogno di limiti come il pane.»
Gesù: «Ha bisogno di limiti, di esempi, di verità, di testimoni, di adulti che sappiano dire “no” senza odio e “sì” senza debolezza.»
Don Pierre Laurent: «Ecco! Il guaio è tutto li! Perché oggi ci sono troppi adulti che vogliono essere amici dei figli invece che padri e madri.»
Gesù: «Un padre non è uno che si fa voler bene a tutti i costi. Un padre è uno che custodisce. Una madre non è una che giustifica tutto per amore. Una madre è una che aiuta a distinguere il bene dal male anche quando fa male. La famiglia non serve a proteggere i figli da ogni frustrazione; serve a prepararli a sopportarla senza diventare ingiusti.»
Don Pierre Laurent: «Ma allora bisogna dirlo forte! Bisogna piantarla con questa storia che ogni rimprovero traumatizza, che ogni regola opprime, che ogni autorità è sospetta! Perché poi succede che il primo “no” vero che uno incontra gli pare una persecuzione.»
Gesù: «Molti ragazzi non sono educati ad accettare i no. E chi non è educato a questo rischia di vivere il limite come un’offesa personale.»
Don Pierre Laurent: «È questo, Signore! È questo il punto! Se uno cresce convinto che il mondo gli debba conferma, applauso, indulgenza, poi basta un voto basso, una correzione, una figuraccia, e gli pare di essere stato crocifisso lui.»
Gesù: «E, invece, essere corretti non è essere umiliati. Ma per capirlo bisogna essere stati educati a distinguere tra la ferita dell’orgoglio e l’ingiustizia vera.
Don Pierre Laurent: «Però, Gesù, la scuola da sola non ce la fa. Non può mica fare da madre, da padre, da psicologo, da carabiniere, da confessore, da infermiere e da parafulmine per tutto il male del mondo.»
Gesù: «Infatti non deve farlo. La scuola istruisce ed educa, ma non può sostituire la casa. Quando la famiglia abdica, la scuola viene caricata di un compito impossibile. E quando anche la scuola rinuncia alla sua autorevolezza, il ragazzo resta in balia di sé stesso e del rumore.
Don Pierre Laurent: «Del rumore?»
Gesù: «Del rumore che gli entra in testa tutto il giorno. Schermi, slogan, rabbie in prestito, spettacolo della violenza, derisione continua, desiderio di apparire, bisogno di vendicarsi davanti a un pubblico. Quando il dolore diventa esibizione, il cuore si ammala più in fretta.»
Don Pierre Laurent: «Già ... davanti a un pubblico. Come se perfino il male avesse bisogno degli spettatori.»
Gesù: «Perché tanti non cercano più la verità del gesto, ma la sua eco.»
Don Pierre Laurent: «Signore, e allora che si fa?»
Gesù: «Si ricomincia da cose antiche che non sono mai diventate vecchie.»
Don Pierre Laurent: «Tipo?»
Gesù: «Tipo sedersi a tavola insieme. Spegnere ciò che distrae. Guardare un figlio negli occhi e accorgersi se si sta chiudendo. Non delegare tutto. Non avere paura di intervenire presto. Non chiamare “carattere” quello che è crudeltà. Non chiamare “fragilità” quello che è capriccio tirannico. Non chiamare “libertà” l’assenza di guida.»
Don Pierre Laurent: «E anche pretendere qualcosa, magari.»
Gesù: «Certo. Pretendere il bene è una forma di amore. Chi ama davvero un ragazzo non gli dice: “‘Fa’ come ti pare”. Gli dice: “lo resto qui e ti aiuto a diventare un uomo”.»
Don Pierre Laurent: «Però, Signore, bisogna voler bene anche a quella professoressa. E a tutti gli insegnanti che ogni mattina entrano in classe con il registro in mano e il cuore scoperto.»
Gesù: «Si. Perché un insegnante non consegna soltanto nozioni. Consegna presenza, ordine, pazienza, misura. E spesso viene lasciato solo proprio quando avrebbe bisogno che la comunità gli stesse accanto.»
Don Pierre Laurent: «Comunità... Bella parola. Ma oggi ognuno bada al suo orticello.»
Gesù: «E allora i figli crescono in campi senza recinti.»
Don Pierre Laurent: «Eh no! Qui bisogna finirla! Famiglia, scuola, paese, parrocchia, associazioni, tutti devono tornare a sentirsi responsabili dei ragazzi. Non nel senso di ficcare il naso dappertutto, ma nel senso di non voltarsi dall’altra parte. Perché un ragazzo non lo cresce uno schermo, non lo cresce un algoritmo, non lo cresce il caso. Lo crescono gli adulti. O lo lasciano crescere storto.»
Gesù: «Ricordati però, don Pierre Laurent, che, come ben sai, non si educa soltanto correggendo. Si educa anche mostrando che la vita ha un senso più grande della rabbia.»
Don Pierre Laurent: «Cioè?»
Gesù: «Cioè un ragazzo va aiutato a scoprire che non è il centro del mondo, ma che il mondo non è nemmeno contro di lui. Che esistono il dovere, il sacrificio, il perdono, la pazienza, la riparazione. Che la forza non è colpire, ma dominarsi. Che la dignità non è vendicarsi, ma imparare a portare il peso della realtà senza restituirlo in violenza.»
Don Pierre Laurent: «Signore... ma ci riusciremo?»
Gesù: «Non tutti, non sempre, non facilmente. Ma ogni ragazzo salvato dalla solitudine, dall’odio, dalla permissività vigliacca, dalla durezza senza amore, è una vittoria immensa.»
Don Pierre Laurent: E se uno mi chiede che cos’è, in fondo, educare?
Gesù: «Educare è insegnare a un’anima giovane che non tutto ciò che sente è giusto, che non tutto ciò che desidera le è dovuto, e che proprio per questo può diventare libera.»
Don Pierre Laurent: «Va bene, Gesù. Glielo dirò.»
Gesù: «Dillo bene.»
Don Pierre Laurent: «Glielo dico forte.»
Gesù: «Dillo soprattutto con la tua vita.»
Don Pierre Laurent: «E questa, Signore, è sempre la parte più difficile.»
Gesù: «Appunto per questo è la più necessaria.»
Don Pierre Laurent: «Signore?»
Gesù: «Dimmi, don Pierre Laurent.»
Don Pierre Laurent: «Se in una predica, parlando di disciplina, qualcuno si offende...»
Gesù: «Peggio per lui.»
Don Pierre Laurent: «E se invece qualcuno capisce?»
Gesù: «Allora, forse, un ragazzo, da qualche parte, sarà meno solo.»
