Il bene della vita: un impegno a San Marino ... e nel mondo
Nella trasmissione di San Marino RTV il dibattito tra i sostenitori della vita e i promotori della morte ha avuto questo titolo, che facciamo nostro: «Fine vita, il dibattito si accende a Viceversa tra autodeterminazione e cultura della vita»- Autore:
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La macchina da guerra per l’eutanasia e il suicidio assistito non perde colpi e ingaggia collaboratori da ogni parte. Ora anche il regista Paolo Sorrentino con un suo film vuole dare voce alla ragionevolezza della morte inflitta (per pietà?) contro le affermazioni della Chiesa. [Basterebbe per farsene una ragione la lettura dell’articolo su Avvenire di Armando Fumagalli [https://buff.ly/yx9ukBN] (direttore Master in International Screenwriting and production - Università Cattolica di Milano) per capire che cosa è in gioco].
Anche a San Marino da tempo si cerca, dopo la vittoria del Referendum sull’aborto e la legge (credo la peggiore o quasi nel mondo) che lo rende possibile e gratuito, di introdurre norme che aprano al fine vita regolamentato dalla legge.
A questo proposito il «Coordinamento delle Associazioni Laicali della Diocesi di San Marino – Montefeltro» ha elaborato il documento «FINE VITA: ULTERIORI SPUNTI DI RIFLESSIONE» che è stato pubblicato da tutti gli organi di stampa e dai social della Repubblica, come pure dagli strumenti di comunicazione della Diocesi.
È l’espressione della unità delle Associazioni laicali cattoliche sammarinesi, e crediamo sia utile distribuirlo a chi voglia leggerlo integralmente, per capirlo ed eventualmente diffonderlo.
In questi giorni anche la Televisione di Stato ha promosso un servizio per dibattere sull’argomento e le posizioni di chi si oppone a questa deriva di morte hanno avuto possibilità di esprimersi dando ragioni convincenti.
In questi tempi a San Marino sono state fatte due proposte per regolamentare la questione, l’ultima in ordine di data è stata sul «Consenso informato» e sulle «Disposizioni anticipate di trattamento sanitario [DATS]».
Sappiamo che, al di là dei proclami minimalisti, l’approvazione di queste norme apre la strada – perché ne è la condizione indispensabile (così insegna la storia in tutti questi anni e in tutte le situazioni) – per regolamentare Eutanasia e suicidio assistito.
Sappiamo che il rispetto della vita (che s. Giovanni Paolo II chiamava «il Vangelo della vita») è la radice dell’autentico umanesimo e della nostra tradizione culturale e civile.
Il documento elaborato evidenzia le contraddizioni di coloro che propongono tali progetti di legge e suggerisce una linea umanamente più valida per affrontare tale problematica.
Tra l’altro è interessante notare, al di là delle affermazioni dei proponenti, come nel confronto televisivo su RTV San Marino, Viceversa, il rappresentante della Associazione Coscioni proprio insista sulla necessità di aprire a suicidio assistito ed eutanasia.
Ritengo che la riflessione su quanto sta avvenendo in Repubblica sia utile anche per gli amici italiani. Ricordo che l’Onorevole Vella, in occasione della Cerimonia di Investitura degli Eccellentissimi Capitani Reggenti per il semestre 1 Aprile - 1 Ottobre 2017, così ha suggerito l’importanza dei «piccoli stati», indicando la responsabilità che San Marino ha non solo nella sua realtà interna, ma addirittura nei confronti del mondo intero: «Durante la mia attività politica a Malta e in qualità di osservatore appassionato degli affari internazionali, non ho mai smesso di credere che i piccoli Stati svolgano un ruolo importante sulla scena internazionale. Non tanto nel determinare situazioni difficili in materia di sicurezza, ma sicuramente nel contribuire ad un’agenda mirata, autentica e basata sui valori.»
«Sul fine vita, Papa Leone XIV ha parlato con lo stesso realismo: la sofferenza esiste, a volte schiaccia, ma la risposta degna non è eliminare chi soffre. Il Pontefice ha indicato la strada della cura, dell’accompagnamento e della solidarietà, denunciando l’inganno di una pietà che in realtà abbandona. «È compito anche della società civile e degli Stati - ha spiegato - rispondere concretamente alle situazioni di fragilità, offrendo soluzioni alla sofferenza umana, quali le cure palliative, e promuovendo politiche di autentica solidarietà, anziché incoraggiare forme di illusoria compassione come l’eutanasia». Ci auguriamo che questa chiarezza diventi anche un monito […] perché ogni varco aperto alla “morte come soluzione” finisce inevitabilmente per trasformarsi in pressione sui più fragili e in un arretramento culturale e umano.» [Pro Vita e Famiglia]
Preleva il Comunicato delle Associazioni...
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