Come entrare in Europa? Amicus Plato sed magis amica veritas

San Marino si appresta all'ingresso in Europa, con un Accordo. Perchè sappia difendere il principio di sussidiarietà, senza che vengano imposte scelte legislative contraddittorie con i principi costitutivi della Repubblica.
In margine al convegno: «Custodire il presente per costruire il futuro. Obiettivo famiglia: politiche per il contrasto alla denatalità e per la tutela del valore della famiglia»
Fonte:
CulturaCattolica.it ©
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Ho avuto l’occasione di partecipare al convegno organizzato dalla Segreteria di Stato per la Giustizia, la Previdenza e la Famiglia dal titolo suggestivo: «Custodire il presente per costruire il futuro. Obiettivo famiglia: politiche per il contrasto alla denatalità e per la tutela del valore della famiglia» e ho potuto rivolgere questo indirizzo di saluto:
«Sono particolarmente lieto di questo incontro, perché nel dare la voce alle realtà presenti sul territorio, a quelli che sono chiamati i «corpi intermedi», si realizza in qualche modo quel principio sociale che ci è caro, il principio di sussidiarietà, che è garanzia di autentica democrazia. Come membri della Federazione delle Associazioni Familiari Cattoliche in Europa [FAFCE] (che ci vede interlocutori in Europa dei principi della Dottrina sociale della Chiesa in materia di famiglia e di difesa della vita) portiamo in questo consesso il volto della esperienza di libertà che la nostra realtà propone in Europa e che San Marino si appresta a sperimentare.
Nell’incontro di novembre di quest’anno, a Brussels, abbiamo sottoscritto un documento che suggeriva questi principi (che riporto in ordine a quanto ci riguarda oggi sul tema della famiglia e sulla natalità):
«FAFCE:
1. Ricorda che una forte politica di coesione sarà fondamentale per affrontare gli squilibri demografici e le relative disparità territoriali;
2. Ricorda che le politiche familiari hanno effetti duraturi sulla sostenibilità economica e sociale del Paese e dell’intero continente, stimolando il PIL e rafforzando la coesione europea;
3. Ricorda l’importanza dell’azione degli organismi intermedi all’interno della società, come le reti familiari, per affrontare la solitudine diffusa, la povertà e l’individualismo;
4. Ricorda alla Commissione europea e al Parlamento europeo che sono vincolati dal principio di sussidiarietà, che prevede che gli Stati membri legiferino nell’ambito delle loro giurisdizioni e rispettino il loro diritto nel farlo.»

Ricordo che l’Onorevole Vella, in occasione della Cerimonia di Investitura degli Eccellentissimi Capitani Reggenti per il semestre 1 Aprile - 1 Ottobre 2017, così ha suggerito l’importanza dei «piccoli stati», indicando la responsabilità che San Marino ha non solo nella sua realtà interna, ma addirittura nei confronti del mondo intero: «Durante la mia attività politica a Malta e in qualità di osservatore appassionato degli affari internazionali, non ho mai smesso di credere che i piccoli Stati svolgano un ruolo importante sulla scena internazionale. Non tanto nel determinare situazioni difficili in materia di sicurezza, ma sicuramente nel contribuire ad un’agenda mirata, autentica e basata sui valori.
Come Ministro degli Affari Esteri ho imparato ad apprezzare appieno questa caratteristica.
… Sono fermamente convinto [del] contributo che i piccoli paesi come il nostro possono dare all’Europa e non solo. I valori che propugniamo e rispettiamo sono il nostro bene più grande. In ragione delle nostre dimensioni siamo in grado di prendere posizioni di principio che non sono dettate da altre considerazioni più pragmatiche, con cui i paesi più grandi dovrebbero fare i conti.»

Mi è caro ricordare – per la mia esperienza cristiana – quanto s. Giovanni Paolo II disse al MEIC qualche anno fa, ritenendo che la questione demografica abbia non solo bisogno di risorse giuridiche e economiche (per cui mi compiaccio della proposta di legge elaborata dal nostro governo) ma di una cultura in difesa della vita e della famiglia, meglio, della famiglia per la difesa della vita: «Se, infatti, è vero che la fede non si identifica con nessuna cultura ed è indipendente rispetto a tutte le culture, non è meno vero che, proprio per questo, la fede è chiamata ad ispirare, ad impregnare ogni cultura. È tutto l’uomo, nella concretezza della sua esistenza quotidiana, che è salvato in Cristo ed è, perciò, tutto l’uomo che deve realizzarsi in Cristo. Una fede che non diventa cultura è una fede non pienamente accolta, non interamente pensata, non fedelmente vissuta
Questa è la questione decisiva per San Marino, la più antica repubblica che ha, come fondatore e patrono, un santo: solo una identità chiara, in questa che è «l’Antica terra della libertà», può realizzare una forma di vita autentica e rispettosa di ogni uomo, una autentica «cristianità» che si caratterizza come spazio vitale per ogni uomo, per tutti i suoi cittadini. Anche qui San Marino ha un compito unico e irrinunciabile.»

E oggi, leggendo alcune notizie di stampa, mi sono imbattuto in questo comunicato: «MARTEDÌ 25 NOVEMBRE 2025 10.02.59 = Corte Ue: riconoscere matrimoni gay contratti in Stati Ue =
(AGI) Uno Stato membro ha l’obbligo di riconoscere il matrimonio tra due cittadini dell’Unione dello stesso sesso, legalmente contratto in un altro Stato membro, in cui essi hanno esercitato la loro libertà di circolazione e di soggiorno. Lo ha deciso la Corte di Giustizia dell’Ue pronunciandosi sul ricorso di due cittadini polacchi coniugati in Germania che hanno chiesto la trascrizione del loro atto di matrimonio nel registro dello stato civile polacco affinché il loro matrimonio sia riconosciuto in Polonia. Le autorità competenti hanno rifiutato la trascrizione per il motivo che il diritto polacco non autorizza il matrimonio tra persone dello stesso sesso.»

Tra le mie varie letture ho trovato questi pensieri che riporto perché di fronte a quanto accade nel mondo e in Europa si sia capaci di un giudizio critico per potere entrare in Europa senza perdere il bene prezioso della nostra identità.

Guido Vignelli, dopo avere espresso questa considerazione: «Nella fretta di compiere la propria missione antitradizionale e anticristiana, oggi l’Unione Europea indebolisce al massimo, nel tentativo di abolirli, gli ultimi tre baluardi dell’ordine sociale cristiano rimasti: lo Stato, la famiglia e la religione», ci offre queste citazioni interessanti.
Da un lato Jean Monnet dice che «Le nazioni europee devono essere guidate verso uno Stato internazionale evitando che le loro popolazioni si accorgano di quanto sta accadendo. Quest’obiettivo potrà essere raggiunto attraverso passaggi successivi, ognuno dei quali sarà nascosto da una veste e da finalità meramente economiche», dall’altro lato Stefano Rodotà dice che «Un demos, un popolo europeo, non esiste ancora, ma non si può aspettare ch’esso nasca per fare passi decisivi verso una vera costituzione europea. (...) Attraverso i diritti si pongono le premesse per la costituzione di uno spazio pubblico europeo e si creano quindi le condizioni per la nascita di quel demos».

Possiamo esprimere, adattandola alla nostra situazione, quanto in un lontano passato il grande Aristotele affermava: «Amicus Plato sed magis amica veritas».

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