Che cosa leggere, per non perdere la ragione

«Sono pochissimi Stati nel mondo che possono vantarsi di far risalire la propria origine istituzionale a un noto santo, come nel caso di San Marino… è sempre bene ricordarsi che Gesù ci chiama ad essere sale e non zucchero della terra, luce e non brillantezza…»
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CulturaCattolica.it ©
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«Martedì 2 settembre alle ore 18:00 al parco di Montelupo di Torraccia [sono tornate] le letture arcobaleno. Un pomeriggio di racconti organizzato dai “Lettori con la valigia” in collaborazione con Associazione 121 per celebrare la diversità, l’unicità e la bellezza di essere se stessi…»: con queste parole la popolazione di San Marino è stata invitata a un tardo pomeriggio di propaganda LGBTQ+ (ed ha risposto una trentina di persone, tra cui sei bambini). Con il patrocinio delle Segreterie di Stato Affari Interni e Istruzione e Cultura. Ça va sans dire con l’invito (o forse impegno) di entrare quindi nelle scuole, per indottrinare i piccoli, col pretesto di «scoprire storie che parlano di amore, libertà e rispetto».
Sia chiaro, ciascuno può fare quello che vuole, ed affidare l’educazione dei propri figli a chi vuole, salvo poi a stracciarsi le vesti quando qualcuno, troppo impegnato con i suoi ideali trasgressivi, si trasforma in lupo con i propri cuccioli. Siamo troppo abituati a quella che Del Noce chiamava «eterogenesi dei fini»: non ci accorgiamo che certe posizioni, al di là delle belle parole, conducono a conclusioni incontrollate e contrarie a ciò per cui le abbiamo apprezzate.

E se ciascuno può fare e pensare come vuole (anche poi a piangere sul latte versato) ciò non può impedire ad altri di avere altre concezioni e il diritto di non essere sopraffatto, né lui né i propri figli (di cui, fino a prova contraria, sono responsabili senza se e senza ma…).

A noi pare che quella che papa Francesco chiamava «colonizzazione ideologica» sia assolutamente una prevaricazione, da chiunque sia fatta e con qualunque strumento sia perpetrata. E che il «consenso informato» non sia semplicemente una notizia da inserire su una qualsiasi bacheca elettronica, ma sia un atto personale e irrinunciabile: non è limitazione della libertà di insegnamento, ma attuazione della libertà di educazione. Non ci piace accorgerci che i nostri ragazzi (nostri, e non dello stato, del partito, della scuola o di qualcun altro) sono manipolati e indottrinati da estranei o da chi si è arrogato il diritto di imporre loro un pensiero e valori non condivisi. In particolare la scuola non può essere «riserva di caccia» di nessuno. Noi siamo per una autentica laicità della scuola e, come non accettiamo un indottrinamento religioso, così non tolleriamo affatto qualunque tipo di manipolazione. E se ci aiuta in questo giudizio la nostra appartenenza cristiana e l’insegnamento della Chiesa, non solo ne abbiamo il diritto, ma pensiamo pure che anche una sana ragionevolezza possa condividere quanto affermiamo e proponiamo.

Queste favolette le ascoltino chi le condivide, ma abbiamo la libertà di non volere che siano imposte ai nostri figli: «Cosa serve per fare una famiglia?
Qualcuno spesso dice che esiste un solo modello per essere felice, uno noioso e perfetto, come la mamma quando mette a posto il cassetto.
Un padre, una madre, e una figlia.
Ho visto un bimbo che aveva due papà. Uno aveva una mamma e una zia. Uno due mamme: una faceva torte, l’altra riparava motorini.
Per fare una famiglia non servono ricette, che a volte vanno strette, solo un tetto, una tavola imbandita, un bagno e bel letto, molti libri, un bel divano e tanti bei colori. Ci vuole solo affetto, l’amore e il rispetto.»

Tra i tanti insegnamenti di Papa Francesco ne riportiamo solo uno, significativo e costante, certi che noi non vogliamo affatto essere tra quei paesi di cui lui parla: «In Europa, in America, in America Latina, in Africa, in alcuni Paesi dell’Asia, ci sono vere colonizzazioni ideologiche. E una di queste – lo dico chiaramente con “nome e cognome” – è il gender! Oggi ai bambini – ai bambini! – a scuola si insegna questo: che il sesso ognuno lo può scegliere. E perché insegnano questo? Perché i libri sono quelli delle persone e delle istituzioni che ti danno i soldi. Sono le colonizzazioni ideologiche, sostenute anche da Paesi molto influenti. E questo è terribile. Parlando con Papa Benedetto, che sta bene e ha un pensiero chiaro, mi diceva: “Santità, questa è l’epoca del peccato contro Dio Creatore!”. E’ intelligente! Dio ha creato l’uomo e la donna; Dio ha creato il mondo così, così, così…, e noi stiamo facendo il contrario. Dio ci ha dato uno stato “incolto”, perché noi lo facessimo diventare cultura; e poi, con questa cultura, facciamo cose che ci riportano allo stato “incolto”! Quello che ha detto Papa Benedetto dobbiamo pensarlo: “E’ l’epoca del peccato contro Dio Creatore!”. E questo ci aiuterà.»



Il giorno dopo, alla festa di San Marino, abbiamo ascoltato le parole del Nunzio, che ci spronano a ritrovare e difendere la nostra originalità, il nostro volto nella storia, senza buttare alle ortiche ciò che ci ha reso grandi di fronte al mondo intero: «Sono pochissimi Stati nel mondo che possono vantarsi di far risalire la propria origine istituzionale a un noto santo, come nel caso di San Marino… San Marino è davvero particolare, poiché egli fu un tagliapietre che, secondo la tradizione, venne dalla Dalmazia, nell’odierna Croazia, e trovò rifugio sul Monte Titano e fondò una comunità basata sugli altissimi valori cristiani della libertà e l’indipendenza… La nostra fede in Dio deve quindi, dare sapore alla vita, proprio come il sale insaporisce carne e pesce. Un grande pericolo esiste per noi tutti se la nostra pratica religiosa e la nostra vita diventano solo noiose abitudini, se rimaniamo spesso tristi e incoerenti con le esigenze del Magistero della Chiesa. Anche se la vita può essere a volte piena di preoccupazioni, come credenti siamo comunque chiamati a essere un esempio di serenità e calma. In un mondo ferito, a volte disumano, il cristiano credente dovrebbe rimanere sempre pieno di gioia e speranza. In una società ingiusta, il credente in Cristo mostra giustizia a tutti nelle parole e nelle azioni. Stiamo perdendo come cristiani e civiltà Occidentale, la fede in Dio e l’uso pertinente della ragione umana. Fede e ragione non sono incompatibili, ma piuttosto complementari, e compagni di viaggio sul sentiero della vita; esse offrono un senso alla nostra esistenza umana nella prospettiva della vita eterna. Per questo motivo, è sempre bene ricordarsi che Gesù ci chiama ad essere sale e non zucchero della terra, luce e non brillantezza…»

Questa è la lettura della realtà che ci appassiona e che ci compete, certi che anche per i nostri più giovani potrà aprire vie di speranza, rispetto e libertà.

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