Cambiare le carte in tavola sulla origine del virus. Scienziati che mentono

“Sull’origine del Covid una virologia orwelliana si è fatta partito”
J’accuse dalla Russia dell’erede di Anna Politkovskaja: “Le star della scienza hanno pubblicamente proibito a tutti noi di dubitare di ciò che loro stessi dubitavano in privato”

Yulia Latynina è una delle firme di punta del giornale russo di Anna Politkovskaja, Novaya Gazeta, di cui era collega e che si dice sia l’erede, perché come lei scava nei misteri della Russia contemporanea e del Caucaso, e come lei è stata aggredita più volte. Figlia del poeta Leonid Latynin, nominata dal Corriere della sera migliore giornalista straniera e collaboratrice del New York Times, Latynina ha scritto un magnifico j’accuse su come la scienza ha nascosto le tracce di un possibile incidente di laboratorio a Wuhan. Questo è il suo articolo sulla Novaya Gazeta, che ha vinto l’ultimo Nobel per la Pace. Un articolo che - per stolta pigrizia, ossequio scientista e cattiva coscienza - nessun quotidiano italiano in questi giorni si sognerebbe di pubblicare.

Grazie al giornalista Giulio Meotti, per la traduzione e diffusione di questo articolo.
Fonte:
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In America è scoppiato uno scandalo. I repubblicani al Congresso guidati da Jerry Nadler hanno reso pubblico il contenuto delle email che un gruppo di importanti virologi ha scambiato con il dottor Anthony Fauci, prima di inviare una lettera a Nature, affermando che il virus che causa il Covid era di origine naturale e non trapelato da un laboratorio. Si è scoperto che due giorni prima di questa lettera, la maggior parte dei suoi firmatari credeva che la teoria della fuga da laboratorio fosse quantomeno plausibile.
Tuttavia, nessuno degli scienziati ha menzionato questa opinione in una lettera a Nature, non ha spiegato cosa gli abbia fatto cambiare idea né ha fornito argomenti per confutare la teoria dell’incidente.
Il 17 marzo 2020, diversi importanti virologi guidati da Christian Andersen dello Scripps Institute hanno pubblicato la lettera su Nature affermando che “l’origine in laboratorio di Sars-coV-2 è improbabile”. La lettera era stata inviata alla rivista il 4 febbraio 2020.
Ricordiamo questa data.
In una lettera privata, Andersen aveva informato il dottor Anthony Fauci che il virus poteva aver origine in laboratorio. In questa lettera, Andersen ha scritto al dottor Fauci che il virus “sembra essere stato ingegnerizzato”. “Eddie, Bob, Michael e io troviamo tutti che il genoma non è coerente con le aspettative della teoria evolutiva”, gli ha scritto Andersen.
“Eddie” è Edward Holmes, coautore della lettera su Nature, importante virologo di origine britannica che ora vive in Australia con una posizione all’Università di Shanghai, e “Bob” è Robert Guerry, un altro coautore della lettera. “Mike” è ovviamente Michael Farzan, altro eminente virologo, professore di immunologia e biologia allo Scripps Institute, uno degli scopritori della proteina S.
Diamo un’occhiata alle date di nuovo.
Il 31 gennaio 2020, il dottor Andersen scrive pubblicamente che l’origine artificiale non ha senso. Il giorno dopo, in una lettera privata, scrive che il genoma del virus “non è coerente con le aspettative della teoria evolutiva” e che questa opinione è condivisa da importanti virologi, tra cui Edward Holmes, Robert Garry e Michael Farzan. E già il 4 febbraio tutti questi scienziati, tranne Farzan, firmano una lettera in cui affermano che il virus è naturale.
E ora, grazie alla commissione Nadler, abbiamo un altro gruppo di email. Queste sono le email che i virologi si sono scambiati tra il 1 febbraio, quando hanno avuto un incontro su zoom con il dottor Fauci, e il 4 febbraio, quando quello stesso articolo di Nature è stato scritto e inviato.
C’è una email del dottor Jeremy Farrar, direttore del Welcom Trust, un grande ente di beneficenza medico, all’allora capo dello US National Institutes of Health, il dottor Francis Collins, Anthony Fauci e il dottor Lawrence Tabak. Dice che Michael Farzan è “preoccupato per il sito della furina e trova difficile attribuirlo a un evento accaduto al di fuori del laboratorio”. Il dottor Farrar cita anche il dottor Gerry, che si dice allarmato dal “perfetto inserimento di 12 nucleotidi”. “Non riesco a immaginare uno scenario naturale plausibile”, racconta Farrar a Gerry. “Per passare da un virus del pipistrello o da un virus molto simile e inserire esattamente 4 aminoacidi, 12 nucleotidi, devono essere aggiunti tutti contemporaneamente per migliorare questa funzione e non modificare nessun altro aminoacido in S2”.
Da queste email risulta che almeno quattro dei principali virologi invitati da Fauci il 1° febbraio alla conferenza sulle origini del coronavirus, ovvero Michael Farzan, Robert Guerry, Eddie Holmes e Jeremy Farrar, propendevano sul virus sfuggito dal laboratorio.
Allo stesso tempo, vediamo nelle lettere che altri partecipanti alla discussione, senza minimamente confutare le argomentazioni di Farzan, Gerry, Holmes e Farrar, chiedono di schiacciare la teoria come ideologicamente dannosa, fermare ogni speculazione, sfatare le voci e colpire duramente i “teorici della cospirazione”.
In particolare, il dottor Francis Collins, già il 2 febbraio, nella sua risposta al dottor Farrar, chiede “una pronta convocazione di esperti in un contesto che ispiri fiducia”.
Si noti che Collins, contrariamente alle regole della scienza, non offre alcuna confutazione della teoria di cui sopra. Inoltre, non propone di condurre studi per confermare o confutare l’ipotesi di una perdita di laboratorio.
Propone una rapida convocazione di esperti in un quadro che “ispira fiducia”, un eufemismo orwelliano imbellettato che implica essenzialmente la creazione di una commissione inquisitoria. Questa commissione non indagherà su nulla. Proclamerà un dogma e tutti coloro che non aderiranno al dogma saranno ostacolati.
La lettera su Nature, inviata due giorni dopo, è, in effetti, “una rapida convocazione di esperti in un quadro che ispira fiducia”. Successivamente - in piena conformità con la proposta di Collins - diviene dogma.
Naturalmente, abbiamo una domanda: come si concilia tutto questo con l’approccio scientifico?
Il grande fisico e premio Nobel Richard Feynman formulò la differenza tra “scienza reale” e “scienza che non è scienza”. Nel suo famoso “Stai scherzando, Mr Feynman”, Feynman ha scritto che la differenza fondamentale è l’onestà scientifica.
“Si tratta di una sorta di onestà scientifica del principio del pensiero scientifico, che corrisponde a una qualità umana come la sincerità incondizionata e l’apertura, qualcosa come imparare dagli errori. Ad esempio, se stai organizzando un esperimento, dovresti segnalare tutto ciò che ritieni siano i suoi difetti, non solo i suoi pregi. Sulle cose che ti hanno causato dei dubbi e che sei riuscito a eliminare attraverso altri esperimenti devi convincere i tuoi colleghi che questi dubbi sono stati davvero eliminati. Se pensi che qualcosa sia sbagliato, dovresti fare del tuo meglio per parlarne. Se, ad esempio, crei una teoria e la riporti o la enunci, devi elencare tutti i fatti che non sono d’accordo con essa”.
Scusate la lunga citazione, ma credo fosse necessaria.
Ecco come funziona la vera scienza. Avanza una specie di ipotesi e fornisce non solo tutti i pro, ma anche tutti i contro. Fondamentalmente, non prova a dimostrare l’ipotesi. Cerca di smentirla. Solo se l’ipotesi si è rivelata inconfutabile, allora è sopravvissuta.
In questo caso, sorge una domanda.
Se tre importanti virologi - Christian Andersen, Robert Garry ed Edward Holmes - hanno firmato una lettera in cui dichiaravano l’origine naturale del coronavirus, come hanno fatto a smentire i propri sospetti che fosse trapelata dal laboratorio? Andersen, Gerry e Holmes non solo non forniscono argomenti di altre persone a favore dell’artificiosità del virus: non dicono una parola sui propri dubbi.
Ora lasceremo da parte il dibattito sull’origine di Sars-coV-2. Questo testo non parla di quello. Questo è un testo su come, davanti ai nostri occhi, il vertice della virologia, capitanato dal dottor Fauci, abbia violato un principio scientifico fondamentale: il principio dell’onestà scientifica.
Hanno pubblicamente proibito a tutti noi di dubitare di ciò che loro stessi dubitano in privato. Hanno combinato nella propria persona l’Inquisizione e Galileo.
Nei loro articoli pubblici marchiavano chiunque dubitasse dell’immobilità della terra, mentre nelle email private scrivevano: “in fondo ruota”.
Il sostegno alla “linea del partito” è stato generosamente ricompensato. Robert Garry, avendo cambiato idea sul virus, ha avuto la fortuna di ricevere una sovvenzione di 3 milioni di dollari dal dottor Fauci.
Tutto questo lo hanno fatto, se si usano le loro stesse parole, “per non nuocere alla scienza”. Come un altro relatore, Ron Fouchier, lo stesso che ha trasformato l’influenza aviaria in un ceppo altamente patogeno tra gli esseri umani, ha scritto: “Un ulteriore dibattito distrarrebbe inutilmente i principali ricercatori dai loro doveri e causerebbe danni inutili alla scienza in generale e alla scienza in Cina in particolare”.
Con tutto il rispetto per il lavoro di Fouchier, il danno che lui, Andersen, Gerry e Holmes hanno causato alla scienza è incomparabilmente maggiore.
La scienza consiste nello stabilire la verità oggettiva attraverso esperimenti e discussioni. Mettere a tacere, etichettare e vietare pubblicamente la discussione sulle stesse teorie che Andersen, Gerry e Holmes condividevano privatamente non è scienza.
Non puoi essere uno scienziato e una TV russa allo stesso tempo.