SOS!!! Allarme su Facebook e Instagram

Riportiamo il contributo di Federico Catani, direttore della campagna SOS Ragazzi, a proposito delle influenze nefaste dei social network. Educatori e genitori, aprite gli occhi!
Autore:
Catani, Federico
Vai a "Ultime news"

Spesso tendiamo a sottovalutare l’impatto che hanno i social network su noi stessi e soprattutto sui più giovani e i bambini.

Siamo talmente assuefatti, talmente abituati, che tutto ci sembra normale. Ormai consideriamo lo smartphone come un prolungamento del nostro corpo. E andiamo in una vera e propria crisi d’astinenza quando il sistema collassa, come è avvenuto lo scorso 4 ottobre per diverse ore.

Ma dobbiamo stare attenti. A lanciare l’allarme su Facebook e Instagram (ma il discorso vale anche per le altre piattaforme come Tik Tok e Twitch evidentemente) è stata Frances Haugen, ex product manager di Facebook, con un passato anche in Google, Pinterest e Yelp.

Parlando durante un’audizione al Senato americano, la signora Haugen ha detto che le ricerche interne della compagnia di Mark Zuckerberg mostrano che la dipendenza da Instagram “danneggia materialmente” la salute e il rendimento scolastico di oltre il 6% dei teenager, causando disturbi come depressione, ansia e anoressia e alimentando il bullismo.

Come dice il Wall Street Journal, poi, gli stessi studi interni di Facebook hanno rilevato che una giovane utente su tre sviluppa disturbi di percezione del proprio corpo e almeno tutti i gruppi analizzati hanno accusato spontaneamente il social di provocar loro angoscia e un aumento delle tendenze depressive.

Del resto è ormai notorio (o almeno dovrebbe esserlo) che l’esposizione continua alle “vite perfette” degli influencer e il desiderio di mostrarsi sempre al massimo hanno un peso sulla salute mentale. Secondo uno dei rapporti interni a Facebook, i problemi degli adolescenti con Instagram sono specifici della piattaforma, che peggiora le loro turbe emotive. Altri dati riportano che ci sono giovani che hanno iniziato a non sentirsi “attraenti” proprio sull’app, mentre il 13 % degli utenti britannici e il 6% di quelli statunitensi con pensieri suicidari ne ha tracciato l’origine nell’uso di Instagram.

Purtroppo però l’azienda ha sempre cercato di minimizzare le preoccupazioni del pubblico.

Haugen ha infatti spiegato come, all’interno di Facebook, il team responsabile della crescita spesso lavori con obiettivi opposti rispetto a quello che si occupa della sicurezza. E come molte iniziative messe in campo dal secondo siano state “disfatte da nuovi progetti per la crescita che hanno reso inefficaci i rimedi” studiati dal primo. Il tutto in nome del profitto.

Un atteggiamento che non si spiega, come afferma lei stessa: «Quando il governo si è reso conto che il fumo è nocivo per la salute è intervenuto. Quando è stato chiaro che le cinture di sicurezza salvano vite umane il governo ha obbligato l’industria dell’auto ad adottarle. Quando si è visto che i farmaci oppioidi creano dipendenza la politica è intervenuta. Vi supplico di farlo anche ora, davanti ai danni sociali provocati da Facebook».

La donna ha incassato l’appoggio dei senatori repubblicani, preoccupati per l’influenza di un’azienda che, coi suoi 3,5 miliardi di utenti, di tutti i suoi canali social, sembra avere davvero un potere enorme, arrivando a condizionare persino i termini e gli esiti del dibattito politico e pure le attività commerciali.

Probabilmente la Haugen non è mossa da umanitarismo o reale interesse per i problemi dei più giovani. Ad ogni modo, quel che dice va preso sul serio.

Federico Catani
Direttore della campagna SOS Ragazzi