Facciamo un voto per sconfiggere la pandemia

«Percepire la misericordia di Dio significa anche percepire la realtà del castigo... La misericordia è qualcosa che va oltre i dati in nostro possesso - bontà e castigo - e che ci appaiono in contraddizione. La misericordia non si esaurisce nell'immagine della bontà del Signore, e chi percepisce questo mette le basi per far nascere in lui un esito diverso rispetto a chi affronta separatamente la bontà e il castigo del peccato. In quest'esito diverso si chiarisce come il concetto di castigo approfondisca quello di misericordia. Se il castigo infatti fosse l'unico esito del peccato, il peccato ci definirebbe. Invece, nonostante tutto, il peccato non ci definisce. Nella storia della salvezza, del Dio che svela progressivamente la strada del ritrovamento di un'immagine d'uomo che sia quella vera, il peccato non è l'ultima parola. E qui è il miracolo della misericordia nella Misericordia, cioè nell'Essere. E allora nella Misericordia, nell'Essere come pietà, l'uomo come si colloca? In che modo può stare, con tutto il suo peccato?» (L. Giussani, Alla ricerca del volto umano, p. 42)
Autore:
don Gabriele Mangiarotti - don Matteo Graziola
Fonte:
CulturaCattolica.it
Vai a "Ultime news"

Proponiamo a coloro che ci seguono questo impegno spirituale, perché quanto accade sia chance di conversione e non occasione di lamento e ribellione.

Voto per la Pandemia

Io (nome e cognome), fedele della Chiesa Cattolica, consapevole della mia povertà di peccatore bisognoso di conversione e del perdono di Dio, ma fiducioso nella sua infinita misericordia, insieme a tanti altri fedeli mi rivolgo con tutto il cuore alla Beata Vergine Maria, in questo momento di grave calamità, per implorare la sua intercessione presso il suo Divin Figlio.

La pandemia che ha colpito il mondo minaccia la vita di tante persone, specialmente quelle più deboli o anziane, e riduce a noi credenti la possibilità di accedere liberamente e comunitariamente ai Sacramenti e di riunirci insieme nelle chiese, nelle comunità religiose, nei pellegrinaggi, negli oratori, nelle feste e nei luoghi di riunione e di missione. Il virus che ha causato questa pandemia minaccia anche il futuro dell’umanità, potendosi ripresentare più volte e in forme peggiori.
Ci rendiamo conto che anche altre calamità possono minacciare le nostre vite, quali guerre, carestie, crisi economiche, violenze, catastrofi naturali, ideologie menzognere e via dicendo. Anche per queste ci rivolgiamo con cuore trepidante alla Santissima Vergine.

Se l’attuale flagello è stato permesso da Dio come richiamo doloroso per le gravi e ostinate nostre colpe contro la verità, l’amore e la giustizia, riconosciamo umilmente che non solo era da noi meritato, ma che ne meriteremmo tanti altri ben più severi, per la gravità delle nostre azioni contro la fede in Cristo, contro la vita umana dal concepimento alla morte naturale, contro la santità del matrimonio e della famiglia, contro la miseria di tanti popoli e contro l’educazione vera e nobile della gioventù. Facciamo perciò nostre le parole che il profeta Daniele ha rivolto a Dio venticinque secoli orsono:


«Signore, la vergogna sul volto a noi, ai nostri re, ai nostri principi, ai nostri padri, perché abbiamo peccato contro di te; al Signore, nostro Dio, la misericordia e il perdono, perché ci siamo ribellati contro di lui, non abbiamo ascoltato la voce del Signore, nostro Dio, né seguito quelle leggi che egli ci aveva dato [...]. Ora ascolta, nostro Dio, la preghiera del tuo servo e le sue suppliche e per amor tuo, o Signore, fa’ risplendere il tuo volto sopra il tuo santuario, che è devastato. Porgi l’orecchio, mio Dio, e ascolta: apri gli occhi e guarda le nostre distruzioni e la città sulla quale è stato invocato il tuo nome! Noi presentiamo le nostre suppliche davanti a te, confidando non sulla nostra giustizia, ma sulla tua grande misericordia. Signore, ascolta! Signore, perdona! Signore, guarda e agisci senza indugio, per amore di te stesso, mio Dio, poiché il tuo nome è stato invocato sulla tua città e sul tuo popolo». (Daniele 9, 8-11. 17-19)


Imploriamo dunque, attraverso la Vergine Maria, la grazia a Dio della conversione e della guarigione del nostro popolo. A Lui chiediamo:

- che il nostro popolo torni alla fede in Cristo e alla appartenenza alla Chiesa e siano smascherate e ripudiate le ideologie della morte e dell’ateismo;
- che la vita cristiana sia rinnovata nel riconoscimento e nella centralità della presenza reale di Cristo nell’Eucaristia, nella pratica del Rosario in famiglia, nella conoscenza del Catechismo della Chiesa Cattolica, nella vita di comunità nella fede, nella missione coraggiosa e comunitaria verso il mondo contemporaneo per annunciare la verità e l’amore vero;
- che abbia termine nella società la violazione sistematica della legge morale e in particolare ciò che è più grave in assoluto, cioè lo spaventoso sterminio ideologico e legalizzato dei nascituri (fin dal concepimento e dallo stato embrionale), e la distruzione culturale ed esistenziale del matrimonio e della famiglia (contraccezione, rivoluzione sessuale, divorzio, convivenze, omosessualismo, fecondazione artificiale, ideologia gender, etc);
- che abbia termine il flagello della pandemia e degli altri mali fisici e spirituali che minacciano la nostra popolazione;
- che tutti si aprano all’amore verso i più poveri e verso l’educazione santa della gioventù, la quale, essendole stata tolta la fede, vive nel più grave stato di miseria e di abbandono.

Io, dunque, con tanti altri fratelli e sotto la guida dell’Autorità della Chiesa, mi impegno con voto a mettere in pratica quanto segue:

- la fedeltà alla Santa Messa domenicale e festiva, preparata con diligenza e vissuta con amore a Dio e ai fratelli; la visita quando possibile al SS. Sacramento e qualche momento di Adorazione Eucaristica;
- la pratica frequente del Sacramento della Confessione, possibilmente una volta al mese;
- la recita frequente del Rosario, possibilmente ogni giorno, con almeno una volta al mese una recita comunitaria proposta liberamente a tutta la mia famiglia;
- il sostegno a quanti si impegnano a diffondere la verità, a difendere la vita umana nascente e terminale, a difendere il matrimonio e la famiglia, ad aiutare i più poveri del mondo.

Faccio voto di osservare queste cose per tutta la mia vita, chiedendo a Dio le grazie sopra elencate e la salvezza eterna delle nostre povere anime e di quelle dei nostri cari.

Ci sostenga in questo proposito l’intercessione di san Giuseppe, Patrono della Chiesa, in questo anno a Lui dedicato.