Lettera a Don Antonio Maffucci

Il Signore lo ha chiamato a sé. La sua vita è ora nella gioia
Fonte:
CulturaCattolica.it
Vai a "Ultime news"

Caro Antonio,
avrei voluto vedere
il tuo sorriso
quando hai sentito
accarezzarti la fronte
dalla mano del piccolo Rolando.
Era lì,
accanto al tuo letto
col suo cappello da seminarista.
Sapevi già
che sarebbe stato proprio lui
a venirti a prendere
per accompagnarti
verso la Bellezza
di quel Mistero Infinto
cui ha anelato
ogni singolo istante
della tua irrequieta esistenza.
Erano in tanti
ad attenderti lassù.
Ma soprattutto Lei.
Solo la sua materna carezza
è riuscita a farti commuovere
fino alle lacrime.
Hai portato con te
tutte le sofferenze, le angosce,
i dolori, le ansie, i problemi, le necessità,
i bisogni materiali e spirituali
delle migliaia di persone
che hai incontrato sulla Terra
e che ti hanno chiesto aiuto.
Hai portato con te
questo pesante fardello
nel tuo cuore,
talmente grande
da riuscire a contenere tutto.
Pensavano di farti riposare,
ma non ti conoscevano.
Ignoravano
che aspettavi proprio
di giungere in Paradiso
per poter aiutare finalmente
tutti gli amici che hai lasciato
e tutti quelli che nel mondo
hanno bussato alla tua porta.
Lassù, oramai, ti conoscono tutti.
Sei quello dell’Alfa 75 rossa,
che sfreccia di nuvola in nuvola,
perché c’è sempre qualcuno
da incontrare, qualcuno a cui chiedere
un consiglio o un favore,
un Santo da andare a trovare per risolvere
un problema.
Continui a correre anche lassù.
Ora che hai un’autostrada
tutta per te, e non hai più paura di cadere
nell’agguato del colpo di sonno.
O nella trappola dell’Autovelox.
A nulla sono valse
le rimostranze di San Pietro.
Dio ti ha guardato,
ha scosso la testa,
e ha sorriso compiaciuto.
Neppure Lui ha il potere di fermarti.
Ormai, sono certo, hai già girato
tutto il Paradiso.
Non c’è un angolo,
neppure il più remoto e nascosto,
che tu non abbia già visto
o dove tu non sia già stato.
Se un giorno avrò la grazia
di raggiungerti, caro Antonio,
mi piacerebbe visitare il Paradiso
insieme a te.
Magari a bordo della tua 75 rossa.
Un abbraccio.

Gianfranco