Individuare i nemici o cercare un confronto?

In questi tempi drammatici, insieme alla paura del contagio da Coronavirus, ci interroghiamo sulla difesa della vita umana dal suo inizio. A San Marino l'aborto non è consentito, nonostante i tentativi di alcuni di introdurlo nella legislazione. Qui un momento del confronto con chi vorrebbe l'aborto come diritto

Ho letto la lettera dell’UDS (Unione Donne Sammarinesi) a proposito di quanto scritto da me in seguito alla trasmissione di Radio Capital di qualche giorno fa, in cui era intervistata Francesca Nicolini.
Esprimo alcune considerazioni, per non lasciare cadere l’invito a un confronto, rimanendo intatto quanto scritto nel mio precedente articolo.

1. Quanto ad educazione e rispetto non mi pare di esserne sprovvisto, a meno che si intenda per rispetto il mantenere il silenzio sulla diversità di posizione e per educazione la “personalizzazione” delle posizioni (con conseguente attacco ad personam come accade spesso di vedere in certi comunicati). Troppe volte mi è capitato di leggere, sui social sammarinesi, una forma di mancanza di rispetto per chi ha posizioni diverse, addirittura con l’invito a non dare loro spazio nella comunicazione. Fino al consiglio a non leggere neppure quello che dico, accontentandosi di immaginare quello che affermo dopo la quarta riga: «Ha superato lo stadio del giornalino parrocchiale, dilaga sui media, il segnale del contagio è la sonnolenza alla quarta riga. E’ consigliato lavarsene le mani.» E qui mi scuso per la improba fatica che chiedo a coloro che vorranno comprendere, nelle righe dopo la quarta, quanto intendo comunicare.

2. Il concepimento accade al termine di una relazione sessuale libera tra un uomo e una donna. Il concepito è un essere umano, certo bisognoso di cura, con una sua individualità, per cui sopprimerlo equivale ad omicidio, o assassinio, o uccisione… Qui non è in gioco la libertà della donna, ma la difesa di una vita umana senza se e senza ma (che la si chiami embrione, feto o bambino, è sempre lo stesso: non di grumo di cellule si tratta).



3. Una affermazione è vera o falsa non in base a chi la dice, ma per il suo stesso contenuto. Per cui quello che si afferma sulle varie questioni, che siano laiche o meno, va valutato per quello che si afferma o si nega. Il «non uccidere», per esempio, vale non perché fa parte della fede ebraica o cristiana, e così pure il «non rubare»… Il loro valore ha connotati razionali e universali, condivisibili da chi usa rettamente la ragione. Pensare diversamente mi pare settarismo ideologico.



4. Quanto al periodo fascista, l’affermazione la rimando al mittente.

5. Per quanto riguarda la questione delle statistiche sugli aborti, quello che risulta dagli studi seri è che nei paesi dove maggiore è la diffusione degli anticoncezionali è ugualmente altissima la percentuale degli aborti. E se è vero che in Italia il numero degli aborti tende a diminuire, rimane pur vero che il loro numero e l’età in cui viene praticato è sempre alto, almeno a leggere i dati dell’ISTAT del 2019: «Totale degli aborti secondo l’ISTAT nell’anno 2018: 76044, di cui 24281 (per la prima volta); 14741 (per la seconda volta); 16110 (per la terza volta); 10551 (per la quarta volta); 9603 (per la quinta volta); 758 (non disponibile); per un totale di 76044 aborti.»



6. Rispetto alla questione della denatalità, ecco alcuni dati scientifici sull’argomento: «L’aborto indotto è uno dei più sicuri mezzi di controllo della riproduzione, e un mezzo che è stato dimostrato capace di ridurre i tassi di natalità rapidamente. E’ stato il principale fattore per il dimezzamento del tasso di natalità giapponese, un fattore importante nel calo del tasso di natalità dei paesi satelliti dell’Europa orientale dopo la legalizzazione dell’aborto nei primi anni 1950. Gli svantaggi principali dell’aborto derivano dalla sua illegittimità. Quando è eseguito, come una procedura legale, da un medico esperto, è più sicuro del parto… Esso non è in concorrenza con la contraccezione, ma serve come un fermo, quando quest’ultima fallisce o quando i dispositivi contraccettivi o le informazioni non sono disponibili…» [Population Policy: Will Current Programs Succeed? Grounds for skepticism concerning the demographic effectiveness of family planning are considered. 10 NOVEMBER 1967, SCIENCE, VOL. 158]. L’IPPF (Federazione Internazionale per la Pianificazione Familiare) nel suo congresso mondiale a Dacca (28/1/– 4/2/1969), decise di promuovere su scala planetaria la legalizzazione permissiva dell’aborto (definito testualmente “il mezzo chirurgico della contraccezione”) ritenendolo, come risulta dagli atti, la soluzione più efficace per arrestare la crescita della popolazione mondiale… Vediamo alcune frasi significative estratte dai testi della conferenza di Dacca: “L’aborto – legale e illegale – è considerato come il più efficace metodo di controllo delle nascite rispetto a qualsiasi contraccettivo conosciuto”; “Per qualsiasi nazione è impossibile diminuire il proprio tasso di natalità senza passare per l’aborto, legale o illegale”.

7. Non conosco il «collega Don Bucci», e di solito, sui media sammarinesi, affronto le questioni legate alla nostra Repubblica (e mi scuso se, avendo solo la residenza in Repubblica, e quindi non Sammarinese DOC, «parlo come se lo fossi da secoli» - mi sembra questa sinceramente una osservazione dal sapore «razzistico», soprattutto in bocca a chi proclama apertura e quant’altro). Se dovessi affrontare tutto quanto accade nel mondo, dalla prostituzione agli stupri alla pedofilia, o se dovessi riprendere tutto quanto pronunciato dalle donne (non so poi se vostre colleghe) non credo che basterebbe un comunicato stampa e nemmeno una vita intera.

8. Per quanto poi riguarda l’odio, sarebbe bene che smetteste di fomentarlo, accusando gli altri di atteggiamenti che non li caratterizzano. Non ho mai scritto, come su certi social che hanno contatti con UDS, che qualcuno è «persona inutile» o che «fa vomitare»… o che è «schifoso».




9. Per coloro che poi si ritengono cristiani, varrebbe la pena riscoprire quanto afferma la Chiesa, e soprattutto quello che dice Papa Francesco sull’aborto e sulla necessità di contrastare questa pratica «che affitta sicari». Ecco qui le sue parole: «L’insegnamento della Chiesa … è chiaro: la vita umana è sacra e inviolabile e l’utilizzo della diagnosi prenatale per finalità selettive va scoraggiato con forza, perché espressione di una disumana mentalità eugenetica, che sottrae alle famiglie la possibilità di accogliere, abbracciare e amare i loro bambini più deboli. Delle volte noi sentiamo: “Eh, voi cattolici non accettate l’aborto, è il problema della vostra fede”. No: è un problema pre-religioso. Pre. La fede non c’entra. Poi viene, ma non c’entra: è un problema umano. È un problema pre-religioso. Non carichiamo sulla fede una cosa che non le compete dall’inizio. È un problema umano. Soltanto due frasi ci aiuteranno a capire bene questo: due domande. Prima domanda: è lecito far fuori una vita umana per risolvere un problema? Seconda domanda: è lecito affittare un sicario per risolvere un problema? A voi la risposta. Questo è il punto. Non andare sul religioso su una cosa che riguarda l’umano, eh? Non è lecito. Mai, mai, fare fuori una vita umana né affittare un sicario per risolvere un problema.» E sempre sull’argomento, dice ai politici, di qualunque schieramento: «Colgo questa occasione per rivolgere un appello a tutti i politici, perché, a prescindere dalle convinzioni di fede di ognuno, pongano come prima pietra del bene comune la difesa della vita di coloro che stanno per nascere e fare il loro ingresso nella società, alla quale vengono a portare novità, futuro, speranza. Non si lascino condizionare da logiche che mirano al successo personale o a interessi solo immediati o di parte, ma guardino sempre lontano, e con il cuore guardino a tutti.» Certo, «gli affari dello Stato non si scrivono con la fede» ed è per questo che mi appello alla ragione, in compagnia dell’insegnamento della Chiesa e di Papa Francesco. E, anche, del laico Norberto Bobbio: «Vorrei chiedere quale sorpresa ci può essere nel fatto che un laico consideri come valido in senso assoluto, come un imperativo categorico, il “non uccidere”. E mi stupisco a mia volta che i laici lascino ai credenti il privilegio e l’onore di affermare che non si deve uccidere». E ancora più commoventi sono le parole di P.P. Pasolini: «Sono traumatizzato dalla legalizzazione dell’aborto, perché la considero, come molti, una legalizzazione dell’omicidio. Nei sogni, e nel comportamento quotidiano – cosa comune a tutti gl’uomini – io vivo la mia vita prenatale, la mia felice immersione nelle acque materne: so che là io ero esistente. Mi limito a dir questo, perché, a proposito dell’aborto, ho cose più urgenti da dire. Che la vita è sacra è ovvio: è un principio più forte ancora che ogni principio della democrazia, ed è inutile ripeterlo.

Articolo su Repubblica.sm