Manuali per nascondere le persecuzioni religiose in Cina

Riportiamo questo articolo dal sito BitterWinter, che offre una miniera di informazioni sullo stato dei credenti in Cina, invitandovi a seguire sullo stesso sito le informazioni aggiornate.

«Come reagisce un regime totalitario alle fughe di notizie sui maltrattamenti dei cittadini? Mente, nasconde o distrugge le prove, inasprendo la repressione»
Autore:
Lin Feng
Curatore:
Leonardi, Enrico
Fonte:
Bitter Winter - CulturaCattolica.it
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Eliminare le prove
Il 26 novembre Bitter Winter ha riferito della chiesa cattolica di Ji’an, una città nella provincia sud-orientale dello Jiangxi, dove, su ordine di funzionari locali, un dipinto della Vergine Maria con Gesù Bambino è stato rimosso e sostituito con il ritratto del presidente Xi Jinping. Quando la notizia si è diffusa all’estero i funzionari sono tornati in chiesa nottetempo e hanno rimosso il ritratto, gli slogan propagandistici e anche il cartello all’ingresso su cui era scritto: «Ai minori è vietato partecipare alle attività religiose».

Ritratto di Xi Jinping e <em>slogan</em> propagandistici esposti in una chiesa cattolica nella città di Ji’an

Un dipendente dell’amministrazione locale ha confermato a Bitter Winter che il ritratto e gli slogan sono stati rimossi perché la notizia di quanto era avvenuto si era diffusa all’estero e ciò aveva «danneggiato l’immagine del PCC».
Quando all’estero si è diffusa la notizia che il tempio Zhongyuan Yidianhong a Ruzhou, una città nella provincia dell’Henan, era dedicato alla venerazione dei leader cinesi il governo lo ha rapidamente fatto demolire.



Secondo un funzionario dell’amministrazione locale, l’ordine di demolizione è stato emanato dalle autorità superiori e i funzionari del Dipartimento del lavoro del Fronte Unito provinciale sono venuti personalmente per sovrintendere ai lavori.
PCC: «Controllo rigoroso in patria e restrizioni all’estero»
Bitter Winter è in possesso di vari documenti sull’attuazione delle politiche di soppressione della religione pubblicati nel 2018 nella provincia nord-orientale del Liaoning. Tutti sottolineano espressamente la necessità di «un rigoroso controllo in patria e restrizioni all’estero» per gestire correttamente ed eliminare tempestivamente «le informazioni negative sul PCC» «prestando al tempo stesso attenzione all’opinione pubblica».

Da quando innumerevoli casi di persecuzione religiosa sono stati resi noti da Bitter Winter e da altri media, il PCC ha rafforzato la riservatezza dei documenti in tutto il Paese, minacciando di punire severamente chiunque condivida tali notizie o divulghi documenti riservati.
Invece di cambiare le proprie politiche, il PCC nasconde la verità e continua a perseguitare i cittadini. Ciò è reso particolarmente evidente dalle argomentazioni contraddittorie sui campi per la trasformazione attraverso l’educazione nello Xinjiang.

Secondo un insider dell’amministrazione della provincia orientale dello Shandong, in settembre è stato ordinato a tutti i membri del PCC di studiare una serie di documenti redatti dall’Ufficio informazioni del Consiglio di Stato che giustificano il maltrattamento degli uiguri e di altre minoranze musulmane. Testi come il libro bianco Istruzione e formazione professionale nello Xinjiang, Lotta al terrorismo e all’estremismo e protezione dei diritti umani nello Xinjiang e Questioni storiche riguardanti lo Xinjiang, sono stati scritti in risposta alle proteste della comunità internazionale.
La nostra fonte ha aggiunto: «Perché mai i dipendenti pubblici dello Shandong dovrebbero studiare le politiche dello Xinjiang? Principalmente per imparare a manipolare l’opinione pubblica in Cina e per fornire risposte univoche agli stranieri».
Un pastore cinese: «È importante far conoscere la persecuzione religiosa del PCC».
Il pastore di una Chiesa domestica che nel 2018 aveva firmato la dichiarazione congiunta contro la persecuzione del cristianesimo in Cina ha detto a Bitter Winter che le sempre più dure misure repressive rendono difficile denunciare la malvagità del PCC.

L’uomo ha aggiunto: «Il governo sta limitando internet e disabilita molti servizi VPN, il che rende difficile inviare rapidamente informazioni all’estero. Inoltre, il fatto che il pastore Wang Yi sia stato condannato a nove anni di carcere ha destato grandi preoccupazioni tra alcuni collaboratori della chiesa che ora temono che contattando i media stranieri e gli attivisti per i diritti umani potranno essere accusati e puniti per «sovversione del potere dello Stato», «collaborazione con infiltrazioni straniere» o «collusione con forze straniere».

Da quando il pastore ha firmato la dichiarazione congiunta 17 sale per riunioni della sua chiesa sono state chiuse. Nella repressione è stata coinvolta un’altra chiesa con cui c’erano rapporti di collaborazione e anche numerose sale per riunioni di quest’ultima hanno subito la stessa sorte.
Il pastore ha aggiunto: «Per quanto ne so, tutti i predicatori e i pastori che avevano firmato la dichiarazione congiunta sono diventati obiettivi chiave della persecuzione, hanno ricevuto avvertimenti o sono stati convocati, sorvegliati, rintracciati o persino arrestati e incarcerati». Nonostante ciò egli ritiene sia essenziale diffondere la verità sulle persecuzioni religiose in Cina.
Il pastore ha anche affermato: «Le persone dovrebbero ribellarsi e far sentire la loro voce in difesa della libertà religiosa e non dovrebbero permettere al governo di fare ciò che vuole. Non dovrebbero tacere nemmeno quei gruppi religiosi a cui per il momento sono state risparmiate durissime persecuzioni perché anch’essi potrebbero essere distrutti e chiusi dal governo uno dopo l’altro». Il religioso ha aggiunto che il movimento democratico di Hong Kong dovrebbe servire da esempio perché i dimostranti non hanno accettato un compromesso con il regime e hanno fatto sentire la propria voce. Per questo il popolo di Hong Kong è stato sostenuto dalla comunità internazionale. Alcuni Paesi come gli Stati Uniti d’America, dove il 27 novembre è stato promulgato l’Hong Kong Human Rights and Democracy Act, hanno persino preso provvedimenti concreti contro la dittatura del PCC.