Lo scandalo dei sacerdoti

In questi giorni, segnati da terribili notizie sul comportamento immorale di alcuni sacerdoti e religiosi, abbiamo ritrovato questo racconto di Pirandello che esprime con accorato dolore la sofferenza per questa dolorosa piaga. Ne riportiamo l'inizio e la fine tratte dal racconto «Alla zappa», nella straordinaria lettura che ne fa Umberto Colombo
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Nella incompletissima rassegna di novelle non può mancare la bellissima pagina della prima messa di Giovanni, in Alla zappa, vissuta intensamente dal padre:


Il ricordo di quella prima messa era rimasto incancellabile nell’animo del vecchio, perché aveva proprio sentito la presenza di Dio quel giorno, nella chiesa. E gli pareva di vedere ancora il figlio, parato per la solennità con quella splendida pianeta tutta a brusche d’oro, pallido e tremante, muoversi piano piano su la predella dell’altare, davanti al tabernacolo; genuflettersi; congiungere le mani immacolate nel segno della preghiera; aprirle; poi voltarsi, con gli occhi socchiusi verso i fedeli per bisbigliare le parole di rito, e ritornare al messale sul leggìo. Non gli era mai parso così solenne il mistero della messa. Con l’anima quasi aliena dai sensi, lo aveva seguito e ne aveva tremato, con la gola stretta da un’angoscia dolcissima; aveva sentito accanto a sé piangere di tenerezza la moglie; la sua santa vecchia, e s’era messo a piangere anche lui, senza volerlo, irrefrenabilmente, prosternandosi fino a toccare la terra con la fronte, allo squillo della campanella, nell’istante supremo dell’elevazione.
D’allora in poi, egli, di tanto più vecchio, e provato e sperimentato nel mondo, s’era sentito quasi bambino di fronte al figlio sacerdote. Tutta la sua vita, trascorsa tra tante miserie e tante fatiche senza una macchia, che valore poteva avere davanti al candore di quel figlio cosi vicino a Dio?


Quando il figlio sacerdote logora la sua vocazione in una infame colpa, il vecchio padre insorge anche contro il vescovo che, dopo un tempo di segregazione, vorrebbe fargli «riavere la messa», contro la Chiesa ufficiale pronta a «chiudere gli occhi» sul caso: «Lui, toccare ancora con quelle mani sporcate l’ostia consacrata?». Al figlio fa togliere quanto di clericale indossa, gli indica la scala:

Giù! Aspetta. Lì c’è una zappa. E ti faccio grazia, perché neanche di questo saresti più degno. Zappano i tuoi fratelli e tu non puoi stare accanto a loro. Anche la tua fatica sarà maledetta da Dio!
Rimasto solo, prese la tonaca, la spazzolò, la ripiegò diligentemente, la baciò; raccattò da terra la fibbia d’argento e la baciò; la calotta e la baciò; poi si recò ad aprire una vecchia e lunga cassapanca d’abete che pareva una bara, dov’erano religiosamente conservati gli abiti dei tre figliuoli morti, e, facendovi su con la mano il segno della croce, vi conservò anche questi altri, del figlio sacerdote — morto.
Richiuse la cassapanca, vi si pose a sedere, nascose il volto tra le mani, e scoppiò in un pianto dirotto.


Anche questo è Pirandello.

Alla Zappa!, di Luigi Pirandello