Il sangue dei martiri

“Mentre celebriamo la risurrezione del figlio di Dio, i terribili attentati in Sri Lanka dimostrano ancora una volta come i seguaci di Cristo sono in tutto il mondo le vittime di atti selvaggi e stolti. Condanno questa barbarica violenza islamista. Preghiamo.” (Card. Robert Sarah)
Autore:
Costa, Luca
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Nella notte tra sabato e domenica, durante la tradizionale Veglia pasquale, in Francia 4251 persone hanno ricevuto il battesimo.
Dopo la commozione suscitata dal rogo di Notre Dame de Paris è arrivato il momento della gioia: 4251 adulti vestiti di bianco sceglievano l’amicizia e l’appartenenza a Gesù Cristo.

Qualche ora dopo, dall’altra parte del pianeta, una serie di terribili attentati scuoteva lo Sri Lanka: nella capitale, Colombo, e in altre importanti città del paese esplodevano ordigni in serie. Bombe all’interno di alcuni hotel e bombe nelle chiese cristiane durante la Santa Messa. I morti sono oltre duecento, i feriti non si contano nemmeno, sono migliaia.

Anche nell’antica Ceylon i terroristi hanno parlato chiaro: la convivenza pacifica tra religioni è finita.

Coloro che sono morti oggi nelle chiese di Colombo, Negombo e Batticaloa celebravano la resurrezione di Cristo, la vittoria della vita sulla morte. Essi hanno vissuto sulla loro pelle la sofferenza di Gesù in croce, sono morti martiri, testimoni. Per loro la Passione è divenuta realtà.

Il Papa, a Roma, ha reso loro omaggio.

Se sono quasi 4300 i battezzati di ieri sera in Francia le cifre ci dicono che sono più di 4300 i martiri cristiani del 2018, almeno quelli noti. Dal Pakistan, all’India, alla Nigeria… la lista è lunga. Lunga, sì, ma non fa rumore, non desta scalpore né indignazione. Sui media prevalenti il silenzio è la regola. Si parli di altro.

Il dramma dello Sri Lanka e tutte le persecuzioni che i cristiani subiscono nel mondo ci obbligano ad allargare gli orizzonti della comprensione della nostra epoca: ogni giorno uomini e donne di ogni età soffrono, rischiano e muoiono perché scelgono di restare fedeli all’amicizia e all’appartenenza con Cristo. Fedeli al battesimo in Cristo, consapevoli che quel battesimo in Cristo rappresenta il diamante più prezioso della loro vita. Questi uomini che oggi si sono recati alla messa di Pasqua per festeggiare la gioia più grande sapevano. Sapevano di vivere il tempo del martirio.

Ricordiamocelo ogni giorno: noi viviamo, oggi, al tempo dei martiri.

Luca Costa

Fonte dell’articolo: Le Temps du martyre, Etienne de Montey, le Figaro 21/04/2019