Anche questo accade a scuola

Parlando con una amica mi ha raccontato questo episodio, per certi aspetti sconcertante. Ma soprattutto contenente l'unica grande ed urgente richiesta: siamo di fronte ad una «emergenza educativa» che non può essere disattesa. Per il bene della società, certamente, ma soprattutto per i nostri ragazzi
Fonte:
CulturaCattolica.it
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E’ la settimana degli scrutini in un Istituto di scuola Superiore, tra le tante classi è il momento di scrutinio per una 5 Alberghiero, ragazzi prossimi alla maturità.
Il tabellone con i voti e le condotte è pronto per essere osservato e discusso ma un professore di Lettere e Storia spiega un fatto increscioso avvenuto in quella classe, forse il giorno prima dello scrutinio.
I voti e le condotte passano quindi in secondo piano ed ascoltiamo quanto dice il docente.

Egli spiega che una mattina entrando in classe si accorge che nel muro dove era appeso il crocifisso mancava il corpo di Cristo per cui rimaneva solo il legno, abbassando lo sguardo nota che il corpo era appeso con i rispettivi chiodi ad una cassa del computer.
Chiede alla classe chi fossero stati gli artefici di quel gesto ma la classe rimane muta, nessuno si fa avanti, così decide per una nota di classe ma naturalmente alcuni ragazzi incominciano a lamentarsi così il docente decide di portare l’accaduto in sede di scrutinio.
Ascoltiamo il docente e per un attimo rimaniamo tutti in silenzio poi a rompere quest’ultimo si fa avanti un docente che afferma che quella era semplicemente una bravata, un altro docente sostiene di essere agnostico, altri rimangono muti, altri si sentono offesi e indignati, un altro dice di essere non credente ma un gesto così era grave.

Il vice preside presente allo scrutinio, ascolta tutti poi fissa lo sguardo su di me, capisco che è il mio turno, e con tono pacato prendo la parola dicendo quello che per me rappresenta il crocifisso.
Esso è un simbolo religioso, ma c’è molto di più dietro ad un crocifisso, esso rappresenta la cultura di un popolo, la memoria e l’identità dell’Italia e dell’Occidente, guardando ad un crocifisso troviamo l’arte, la letteratura, la storia, le feste, la poesia, ma anche la gioia, il dolore, il tradimento e tanto altro ancora.
Per i non cattolici può essere semplicemente l’immagine di uno che è stato venduto, tradito martoriato, ed è morto sulla croce per amore di Dio e del prossimo. Chi è ateo cancella l’idea di Dio ma conserva l’idea del prossimo.
Se ai ragazzi facciamo passare questa come una bravata allora secondo me la scuola ha fallito il suo compito educativo, la scuola non educa più.

Se dobbiamo difendere il crocifisso come arredo scolastico tanto vale staccarlo subito e per i nostri ragazzi tutto sarà lecito, tutto sarà possibile ma nulla li edificherà più.
Questa realtà così da me descritta si è risolta con una nota di classe fino a quando non verranno fuori i ragazzi colpevoli pur sapendo che ci sono certi NO che aiutano a crescere.
Infine siamo riusciti anche a sorridere dopo che il Vice preside si è preso la responsabilità, subito dopo lo scrutinio, di andare a controllare che il crocifisso in quella classe fosse al suo posto come doveva essere.