#Irlanda: cade l'ultimo bastione contro l'#aborto

Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova
finale che scuoterà la fede di molti credenti
Autore:
Andrea Mondinelli
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Come ampiamente prevedibile, l’Irlanda apre le porte all’abominio dell’aborto, anche sui prati verdi dell’isola che fu cattolica si spalancano le porte dell’inferno, nell’ignavia se non addirittura nel compiacimento di una falsa chiesa che lavora per il padrone cornuto dei piani inferiori.
L’articolo della NBQ dichiara l’umiliante sconfitta del Cattolicesimo irlandese. Non sono per nulla d’accordo, perché i veri cattolici irlandesi sono coloro che strenuamente hanno combattuto per la vita, per la maggior gloria di Dio. Quando si lavora per il Signore non si perde mai e poi mai e certamente ci si guadagna il Paradiso. La questione vera è che tali cattolici sono ridotti al lumicino, sono il piccolo gregge rimasto nell’apostasia galoppante dell’Europa.
Quelli che, invece, cedono al compromesso sui principi non negoziabili e che, con stile farisaico, fanno finta di distinguere e discernere camminano a grandi passi sulla via dell’apostasia della fede. È questo il senso delle parole del n.3 Evangelium vitae:

[…] ogni minaccia alla dignità e alla vita dell’uomo non può non ripercuotersi nel cuore stesso della Chiesa, non può non toccarla al centro della propria fede nell’incarnazione redentrice del Figlio di Dio, non può non coinvolgerla nella sua missione di annunciare il Vangelo della vita in tutto il mondo e ad ogni creatura (cf. Mc 16, 15)


Se il cuore della Chiesa non viene toccato, significa che manca la fede nell’incarnazione redentrice. In altri termini, la Chiesa cessa di essere tale.
Siccome, però, per la Parola di Nostro Signore Gesù Cristo, la Chiesa è indistruttibile, allora significa che tale chiesa senza cuore è quella falsa, per meglio dire è quella parte che ha ceduto all’apostasia. Tale terribile prova che la Chiesa sta subendo è puntualmente descritta dal Catechismo della Chiesa Cattolica:

L’ultima prova della Chiesa

675 Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova
finale che scuoterà la fede di molti credenti [Cf Lc 18,8; Mt 24,12 ]. La persecuzione che accompagna il suo pellegrinaggio sulla terra [Cf Lc 21,12; Gv
15,19-20 ] svelerà il “Mistero di iniquità” sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell’apostasia dalla verità. La massima impostura religiosa è quella dell’Anti-Cristo, cioè di uno pseudo-messianismo in cui l’uomo glorifica se stesso al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne [Cf 2Ts 2,4-12; 675 1Ts 5,2-3; 2Gv 1,7; 1Gv 2,18; 1Gv 2,22].

676 Questa impostura anti-cristica si delinea già nel mondo ogniqualvolta si pretende di realizzare nella storia la speranza messianica che non può esser portata a compimento che al di là di essa, attraverso il giudizio escatologico; anche sotto la sua forma mitigata, la Chiesa ha rigettato questa falsificazione del Regno futuro sotto il nome di “millenarismo”, [Cf Congregazione per la Dottrina della Fede, Decreto del 19 luglio 1944, De Millenarismo: Denz. -Schönm. , 3839] soprattutto sotto la forma politica di un messianismo secolarizzato “intrinsecamente perverso” [Cf Pio XI, Lett. enc. Divini Redemptoris, che condanna il “falso misticismo” di questa “contraffazione della redenzione degli umili”; Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 20-21. [Cf Ap 19,1-9 ] Cf Ap 19, 1-9].

677 La Chiesa non entrerà nella gloria del Regno che attraverso quest’ultima Pasqua, nella quale seguirà il suo Signore nella sua morte e Risurrezione [Cf Ap 13,8 ]. Il Regno non si compirà dunque attraverso un trionfo storico della Chiesa [Cf Ap 20,7-10 ] secondo un progresso ascendente, ma attraverso una vittoria di Dio sullo scatenarsi ultimo del male [Cf Ap 21,2-4 ] che farà discendere dal cielo la sua Sposa [ Cf Ap 20,12 ]. Il trionfo di Dio sulla rivolta del male prenderà la forma dell’ultimo Giudizio [Cf 2Pt 3,12-13 ] dopo l’ultimo sommovimento cosmico di questo mondo che passa [Cf Dn 7,10; Gl 3-4; 677 Ml 3,19].


Dopo avere letto il Catechismo risulta chiaro come sia profondamente sbagliato parlare di umiliante sconfitta dei veri cattolici irlandesi.
Ciò che veramente è umiliante e inaccettabile sono le parole ed il modo di ragionare dei prelati che dovrebbero guidarci in questa valle di lacrime ed invece ritengono apprezzabile una legge mortifera come la 194…
Così si conclude l’articolo della NBQ sul referendum irlandese:

Oggi è il tempo di ripartire da zero, in una Europa che sta diventando neopagana, e in cui non bisogna aspettarsi più niente dalle istituzioni politiche, ma in cui bisogna lavorare nel deserto, nell’ostilità, tra lo scherno. Come ai tempi della prima evangelizzazione, come ai tempi di san Patrizio sarà una lotta difficilissima, come quella che portò all’indipendenza dopo secoli di battaglie e sofferenze. Occorre battersi ancora, e battersi meglio.

Che non ci fosse nulla da aspettarsi dalle istituzioni politiche è la scoperta dell’acqua calda, invece è obbligatorio dire a chiare lettere che non bisogna aspettarsi più niente dalle istituzioni religiose! Tommaso Scandroglio conclude magistralmente il suo articolo:

I bambini oggi muoiono soprattutto per l’appoggio implicito ed esplicito che i “cattolici” offrono alle leggi abortiste. Tra una selva di distinguo e discernimenti, sotto la coltre di un linguaggio sfumato e allusivo, alla fine si plaude ad una legge mortifera, quando invece i pastori dovrebbero urlare il loro sdegno, dovrebbero chiamare alla lotta culturale, politica e spirituale tutti i fedeli, dovrebbero minacciare il giudizio di Dio su quei politicanti che si macchiano di questi crimini orribili e dovrebbero avere il coraggio di sfidarli così: “Prendetevi pure l’8 per mille, perché per noi la vita di un solo bambino vale infinitamente di più”.

I bambini oggi muoiono abortiti per la codardia e la pusillanimità di intere conferenze episcopali. Del resto la virtù della fortezza, che si oppone alla codardia ed alla pusillanimità, discende direttamente dalla virtù teologale della fede, fede nell’incarnazione redentrice. Proprio quella che manca…
Non è tanto questione di strategie umane, ma la questione fondamentale è quella di rimanere saldi nella fede. Solo in questo modo non perderemo mai e, con l’aiuto di Dio, potremo dire come San Paolo:

Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta solo la corona di giustizia che il Signore, giusto giudice, mi consegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti coloro che attendono con amore la sua manifestazione. [2Tm, 4, 7-8]


San Michele Arcangelo difendici nella battaglia

Andrea Mondinelli