La Chiesa non è proprietà privata

Siamo rimasti molto stupiti e addolorati dalle affermazioni rilasciate alla stampa da parte di alcune importanti personalità della Chiesa tedesca. Di queste interviste ha riferito la stampa internazionale (link sotto).
Fonte:
CulturaCattolica.it
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Ha cominciato il card. Marx, presidente della Conferenza Episcopale Tedesca, nonché membro del direttorio (C9), la commissione che affianca il Papa nel programma di riforme della Chiesa, proponendo di ripensare alcuni punti dell’insegnamento della morale sessuale cattolica, prendendo le distanze da un atteggiamento di “cieco rigore”. Per lui è “difficile dire dall’esterno se qualcuno è in stato di peccato mortale”, riferendosi con ciò anche a coloro che hanno rapporti omosessuali. Per questo, poiché bisogna tener conto delle “circostanze concrete”, il card. Marx afferma che nei loro confronti ci deve essere “rispetto per una decisione presa in libertà” ed in “coscienza”.

Ha proseguito poi il vice presidente della stessa Conferenza dei vescovi tedeschi, il vescovo Franz-Josef Bode, chiedendo che si discuta della possibilità di benedire le relazioni omosessuali. Egli crede che ci sia “molto [di] positivo” in tali relazioni anche se non devono essere confuse con il matrimonio. Mons. Bode si chiede, con riferimento alle coppie omosessuali, “come possiamo rendere loro giustizia”. E aggiunge: “Come possiamo accompagnarle pastoralmente e liturgicamente?” (...) “In [queste coppie] non c’è così tanto di positivo e di buono e giusto per cui dobbiamo essere più giusti?”

Occorre precisare che nel giugno scorso in Germania è stata approvata la legge per il matrimonio omosessuale. Per questa legge il card. Heiner Koch, della diocesi di Berlino, nonché presidente della Commissione Matrimonio e Famiglia, levò la sua protesta. Al contrario, la chiesa Protestante tedesca ha accolto di buon grado quella legge.

Colpisce il fatto che questo pensiero maturi in una Chiesa che, dopo quella di Roma, è molto probabilmente la più ricca al mondo. Infatti, come ha riportato il Catholic Herald, la Chiesa Cattolica tedesca nel 2016 avrebbe ricevuto sotto forma di tassa, quella che grava sui contribuenti tedeschi che si professano cattolici, un record di 6 miliardi di euro. Tutto ciò mentre l’affluenza alla messa domenicale è in forte declino. Infatti, come riportano altre fonti, nello stesso anno, il cattolicesimo tedesco ha perso 162.093 fedeli, ha chiuso 537 parrocchie, mentre l’anno scorso sono stati ordinati in tutta la Germania solamente 76 sacerdoti.

Lo stesso papa emerito Benedetto XVI, nel suo ultimo libro del 2016, “Ultime conversazioni”, intervistato da Seewald, aveva detto: “In Germania abbiamo un cattolicesimo strutturato e ben pagato, in cui spesso i cattolici sono dipendenti della chiesa e hanno nei suoi confronti una mentalità sindacale. Per loro la chiesa è solo il datore di lavoro da criticare. Non muovono da una dinamica di fede. Credo che questo rappresenti il grande pericolo della chiesa in Germania: ci sono talmente tanti collaboratori sotto contratto che l’istituzione si sta trasformando in una burocrazia mondana”.

È anche vero che, come ha affermato il cardinale Gerhard Ludwig Müller: “E’ tutta l’Europa che vive ormai un processo di decristianizzazione forzata, che va ben oltre la semplice secolarizzazione”. Ma, proprio per questo, ci chiediamo se si creda veramente di affrontare questo grave fenomeno assumendo il pensiero di questo mondo, pensando che, diventando sempre più “aggiornati” e sempre “meno arretrati”, sia più facile incontrare gli altri. Infine, ci chiediamo se si pensi veramente che la questione delle benedizioni delle unioni omosessuali sia per la Chiesa la questione davvero più urgente del momento.

Crediamo invece che occorra riprendere in seria considerazione quello che ci disse il papa emerito Benedetto XVI, nella sua omelia ad Aparecida, Brasile, nel 2007: “La Chiesa non fa proselitismo. Essa si sviluppa piuttosto per «attrazione»: come Cristo «attira tutti a sé» con la forza del suo amore, culminato nel sacrificio della croce, così la Chiesa compie la sua missione nella misura in cui, associata a Cristo, compie ogni sua opera in conformità spirituale e concreta alla carità del suo Signore”.

Quindi, come chiaramente si può capire, la “Chiesa compie la sua missione nella misura in cui è ASSOCIATA a Cristo”. La Chiesa dunque annunzia solo e solamente Cristo e tutto l’insegnamento che da Lui viene, la Verità che Lui ci ha donato. La Chiesa NON annunzia le verità truffaldine di questo mondo. E tra le verità eterne insegnate da due millenni non vi è l’unione omosessuale ma, al contrario, quella dell’unione permanente di un uomo e una donna, aperta alla generazione amorosa dei figli. Qualcosa che tutta l’umanità ha ben compreso fino a qualche tempo fa e che ora, almeno per quella parte dell’umanità più ricca e più sazia (e disperata), sembra aver smarrito. La tristezza ulteriore è quella di vedere che i semplici e gli umili vengono confusi per opera di alcuni che paiono aver dimenticato il significato dell’immutabile insegnamento della Chiesa, così come è stato tramandato nei secoli, la cosiddetta Tradizione costante della Chiesa. L’atteggiamento di alcuni di voler “aggiornare” su alcune questioni, di volerle “approfondire”, di voler come ripartire da zero per costruire qualcosa di nuovo e di più (falsamente) “attraente” per il prossimo pare il segno di una insicurezza di fondo, di uno smarrimento culturale, di una “amnesia” teologica verso la Tradizione. E questa “amnesia” si rivela essere un potente vulnus piuttosto che un fattore vitale di rinascita per il Cristianesimo e la Chiesa.

In questo complicato periodo per la Chiesa ci vengono in mente le parole che il beato papa Paolo VI disse nella omelia del 29 giugno del 1972. Anche quello era un periodo difficile per la Chiesa. Ricordiamo infatti che, solo quattro anni prima, la sua enciclica Humanae Vitae, che riaffermava la verità dell’amore fecondo coniugale, fu fortemente contestata proprio dall’interno della Chiesa. In quella omelia del ‘72, amareggiato, il papa parlò dello smarrimento della Chiesa, disse “di avere la sensazione che «da qualche fessura sia entrato il fumo di Satana nel tempio di Dio». C’è il dubbio, l’incertezza, la problematica, l’inquietudine, l’insoddisfazione, il confronto. Non ci si fida più della Chiesa; ci si fida del primo profeta profano che viene a parlarci da qualche giornale o da qualche moto sociale per rincorrerlo e chiedere a lui se ha la formula della vera vita. E non avvertiamo di esserne invece già noi padroni e maestri. È entrato il dubbio nelle nostre coscienze, ed è entrato per finestre che invece dovevano essere aperte alla luce. (...) Anche nella Chiesa regna questo stato di incertezza. Si credeva che dopo il Concilio sarebbe venuta una giornata di sole per la storia della Chiesa. È venuta invece una giornata di nuvole, di tempesta, di buio, di ricerca, di incertezza. (...) La fede ci dà la certezza, la sicurezza, QUANDO È BASATA SULLA PAROLA DI DIO accettata e trovata consenziente con la nostra stessa ragione e con il nostro stesso animo umano”. [maiuscolo nostro]

LINKS

http://www.catholicherald.co.uk/news/2018/01/12/german-bishop-suggests-blessing-same-sex-unions/

https://www.lifesitenews.com/news/vp-of-german-bishops-conference-proposes-blessing-for-homosexual-couples

http://www.kath.net/news/mobile/62199