Uno Sgarbi d'avanspettacolo

Paghiamo il canone della Rai non per ascoltare disgustose interpretazioni dell'opera d'arte di Caravaggio indegne di un professionista serio. Ci vorrebbe un autentico «antivirus» per quella ignobile trasmissione di Rai 2. Ma c'è ancora una commissione di vigilanza?
Fonte:
CulturaCattolica.it
Vai a "Ultime news"

Fa da perno a tutta la scena, l’angelo del riposo durante la fuga di Caravaggio, è vero. Fa da perno alla scena ed è molto sensuale. Incarna perfettamente il tema dell’opera dominata dallo spartito che regge San Giuseppe. Si tratta di un versetto del Cantico dei Cantici musicato dal fiammingo Noel Bauldewijn nell’omonima opera. Il versetto, tradizionalmente applicato alla Vergine Maria, canta la bellezza di Colei che è senza peccato. Il Cantico dei Cantici, libro apparentemente sensuale, racconta in realtà il tortuoso cammino dell’amore fra Dio e il suo popolo. Così il dipinto di Caravaggio è pieno zeppo di simboli e di rimandi al testo del Cantico e al tortuoso cammino dell’anima cristiana (Giuseppe) che nonostante i limiti umani (la corda rotta del violino suonato dall’angelo) desidera sgravarsi dal peso dei peccati (l’asino, animale che porta la soma alle spalle di Giuseppe) e giungere al riposo beatifico della vita eterna, rappresentata dalla scena alla destra dell’Angelo: la Vergine col Bambino e il paesaggio placido e rigoglioso insieme sulla sfondo. Di fronte a tanta bellezza e alle molte cose che potrebbero essere evidenziate nell’opera ho assistito con vergogna e dolore all’interpretazione di bassissimo livello fatta da Sgarbi sul Canale Nazionale RAI 2.
Non vale neppure la pena abbassarsi a controbattere certe deduzioni assurde che sono assolutamente infamanti la vita di un grande artista quale era Merisi, che non tengono conto del rispetto dovuto a coloro che non sono più e dunque non possono difendersi, che offendono gravemente la sensibilità religiosa e culturale del popolo italiano. Non vale davvero nemmeno la pena di ricordare una sillaba della montagna di assurdità pronunciate con fare da professorone di fronte a un falsamente indignato presentatore. Quello che vale la pena di ricordare a tutti gli italiani e a coloro che hanno conservato un briciolo di onestà intellettuale, che noi paghiamo regolarmente il canone per queste Tv Nazionali che ci offrono sottoprodotti culturali conditi con una valanga di menzogne, orchestrate solo per aumentare l’audience, per far parlare di sé e arricchirsi alle spalle degli altri.
Perché i cultori veri dell’arte non sono insorti? Perché non siamo scesi in piazza davanti alla sede della RAI protestando? Perché nessuno ha sporto denuncia contro tali abusi? Quanti saranno coloro che sprovveduti di cultura religiosa e artistica avranno bevuto i contenuti totalmente fantasiosi espressi in quella sede?
Siamo tutti gravemente responsabili di aver dato la nostra cultura, i prodotti migliori della genialità del popolo italiano, in mano a gente che ha di mira soltanto il proprio interesse e vende le sue antenne al miglior offerente.