A Firenze scoppia l'intolleranza

Stupisce notare (leggendo il Comunicato Stampa dei Giuristi per la Vita) che le reazioni scomposte sono generate da chi – invitato – non ha partecipato. Alla faccia del dialogo e della «tolleranza»!
Fonte:
CulturaCattolica.it
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I Giuristi per la Vita apprendono con vivo sconcerto la reazione dei consiglieri comunali di Firenze Andrea Vannucci (PD), Ornella De Zordo (lista civica perUnaltracittà) e Tommaso Grassi (SEL), rispetto alla tavola rotonda che si è svolta 19 gennaio 2014, presso la Sala de’ Dugento di Palazzo Vecchio, sul DDL Scalfarotto in tema di omofobia, alla quale è intervenuto, in qualità di relatore, anche il Presidente degli stessi Giuristi per la Vita, avv. Gianfranco Amato.
Allibisce, infatti, l’iniziativa proposta dal consigliere Vannucci di compensare l’asserito “oltraggio” subito dalla presenza degli omofobi a Palazzo Vecchio, indossando il prossimo 27 gennaio, Giorno della Memoria, un triangolo rosa quale «monito per non abbassare la guardia». Secondo Vannucci la tavola rotonda svoltasi nella Sala de’ Dugento rende «ancora più forte il dovere di ricordare che all’interno dei lager nazisti furono deportati e trovarono la morte anche migliaia di omosessuali», apparendo «triste dover constatare che a distanza di settant’anni dall’apertura del cancello di Auschwitz ci siano ancora persone e politici anche di caratura nazionale che sentono il bisogno di manifestare contro i diritti degli omosessuali nascondendosi dietro una non meglio compresa libertà d’opinione». L’ingiurioso paragone tra gli aguzzini di Auschwitz ed i relatori del convegno non merita davvero commenti.
Non è da meno la reazione degli altri due consiglieri, De Zordo e Grassi, che in un intervento in aula hanno denunciato la «figuraccia del Sindaco Renzi», accusandolo «di sostenere a parole diritti di “civil partnership”, e di accogliere, poi, nella sala del Consiglio comunale personaggi e realtà omofobe per i quali neppure l’insufficiente proposta Scalfarotto può essere accettabile, e che vogliono togliere libertà e diritti a una parte della popolazione che viene così discriminata».
Spiace davvero che gli onorevoli Ivan Scalfarotto e Giuseppe Fioroni, invitati a partecipare alla tavola rotonda come relatori, non abbiano neppure avvertito la cortesia di declinare l’invito e comunicare la propria assenza. Sottrarsi ad un confronto civile e sereno in un contesto altamente qualificato – qual è stato il convegno di Firenze – rappresenta sempre un’occasione perduta per tutti.
E spiace ancor di più come alcuni consiglieri comunali, che rivestono responsabilità politiche istituzionali, nonostante si siano tenuti debitamente alla larga dalla Sala de’ Dugento, abbiano espresso giudizi sprezzanti sui relatori, senza neppure aver avuto la compiacenza di ascoltare le loro parole. Questo la dice assai lunga sul pregiudizio ideologico che troppo spesso connota coloro che si battono per i cosiddetti diritti LGBT.

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