«L’inferno dei transessuali»

Fonte:
CulturaCattolica.it
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Mi è arrivata questa mail. Credo sia sincera. Testimonia di una tragedia umana che chiede certamente aiuto, comprensione, compassione. Noi non siamo per nessuna ideologia. Con CulturaCattolica.it vogliamo aiutare chiunque a vivere un giudizio come condivisione e compassione. Grazie a Mauro per questo grido di dolore. A cui non si può rispondere con nessuna teoria del gender, ma solo con l’evangelico «Portate gli uni i pesi degli altri». E questo vogliamo fare. Di fronte al grido di dolore di questa persona scompaiono le insulse riduzioni di un mondo che non conosce l’uomo, ma lo usa per un progetto sociale e politico che alla fine lascia le persone ancora più sole. Abbiamo bisogno di persone che sappiano amare – esattamente come ci ha insegnato Gesù. E tanti suoi seguaci (e qui il pensiero va a Madre Teresa di Calcutta, oramai Beata, e – qui vicino a noi – a Chiara Amirante).

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Quello che dice don Anatrella su questo articolo, è una cosa scritta senza conoscere. La transessualità io la provo sulla mia pelle, vivi da uomo ma non sei tu, e hai dentro un tamburo che batte, finché non salti per aria. A quel punto tutta l’illusione, di essere come gli altri finisce, e tu hai un immenso problema. Non hai più modo di ridere, di avere pace un istante, pensi continuamente 24 ore su 24 e la tua testa non si ferma più. E ti chiedi quale lo scopo di tutto questo, il perché.
È il perché non c’è. Nessuno sceglie questo per gusto, nessuno sceglie il dolore per il dolore, volete sapere di transessualismo? andate nei consultori e vedete che vita sono costrette a condurre le persone che transizionano, non trovano lavoro, sono abbandonati da tutti, sono pochi e nessuno si interessa di loro. E per qualcuno questa è ideologia? È un divertimento?
Smettetela di scrivere articoli per riempire pagine, e andate davvero a vedere cos’è l’inferno dei transessuali, di coloro che non hanno scelto di avere una testa che non sta col corpo, e considerate che molti si trovano anche moglie e figli e tutto salta. Se un vostro parente avesse questa condizione, non scrivereste così a caso.
Mauro